Mercoledì 22 Novembre 2017
   
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EX MIULLI: “DISPONIBILI AD ANDARE IN TRIBUNALE”

casa della salute con uil

Due punti di vista discordanti. Da una parte chi sostiene che la Casa della salute non aprirà i battenti se non si terrà conto delle aspettative dei cittadini (di quali poi?), dall'altra chi afferma a gran voce che, cascasse il mondo, la struttura sarà (o dovrà essere) a breve inaugurata.

È alla luce di questa generale incertezza che mercoledì scorso, presso le Officine Ufo, si è svolta la conferenza cittadina sul tema "Sì alla Casa della salute, No alla Casa dello spreco", un'iniziativa promossa dal Comitato cittadino pro Casa della salute e organizzata dalla Uil di Casamassima, in collaborazione con la Uil Puglia e la Uil Pensionati, per discutere, appunto, del mancato funzionamento della sede casamassimese dell'ex Ospedale "Miulli", allo scopo di individuarne, assieme alle autorità competenti, i problemi gestionali e di accertarne eventuali inadempienze, per giungere ad una più celere risoluzione della questione che ormai da anni attanaglia il nostro comune.

All'incontro, moderato da Nicola Pastore, non prende parte l'assessore regionale alla Salute Elena Gentile, che pure sulla stessa questione era intervenuta solo poche settimane fa presso la sede del Pd di Casamassima.

L'evento si è invece caratterizzato per gli interventi di Silvana Melli, direttore sanitario della Asl di Bari, Aldo Pugliese, segretario generale della Uil Puglia, Rocco Maparozzo, segretario generale della Uil Pensionati, Mimmo Birardi, sindaco di Casamassima, e Antonio Busto, segretario della Uil di Casamassima.

A introdurre i contenuti della conferenza è proprio Antonio Busto, che fa riferimento a una "questione annosa", a una "struttura ultimata nel 2013, nonostante le controversie fra la Asl e i medici di medicina generale, mai entrata in funzione" e che "non sappiamo se diverrà mai operativa, nonostante gli importanti interventi realizzati per la cifra considerevole di 3 milioni di euro".

"A Casamassima abbiamo un monumento allo spreco, allo sperpero di denaro pubblico", è la sua denuncia. A cui fa seguito un interrogativo, leitmotiv del pomeriggio: dove sono finiti il buon senso e il senso di responsabilità che in casi come questo dovrebbero prevalere?

Busto spiega che è proprio di fronte a una situazione di stallo che perdura ormai da tempo che la Uil avrebbe deciso di dar vita ad un comitato cittadino che di recente si è mobilitato per sensibilizzare l'opinione pubblica verso la problematica, avviando anche una petizione popolare per difendere l'interesse collettivo e un bene comune che appartiene a tutti i casamassimesi. "Sono già pervenute circa 1.200 firme, ma si stima di raggiungere il traguardo delle oltre 1.500 firme".

"A noi basterebbero 7 medici disponibili a trasferirsi nella Casa della salute", spiega la dott.ssa Melli, che poi precisa che "in realtà ne servirebbero 10 ma per Casamassima cercheremo di fare un'eccezione pur di vedere partire questa struttura".

"Ritengo che la sensibilizzazione non vada fatta verso la Asl che è notoriamente aperta a qualsiasi confronto", afferma, evidenziando invece il proprio rammarico per la mancanza di collaborazione tra l'Azienda sanitaria locale e i medici di base dei distretti dato che "dovrebbe essere qualcosa di entusiasmante ma l'entusiasmo non si può imporre".

È il sindaco di Casamassima a fare poi un excursus sulla vicenda, spiegando che il 10 luglio del 2006, a seguito dell'abbandono della struttura dal parte del Miulli, l'amministrazione comunale siglò una convenzione con la Asl. In base a tale accordo, l'immobile è stato concesso gratuitamente alla Asl che si è impegnata ad offrire in cambio servizi. Birardi sottolinea però che "in caso di evoluzione negativa, il Comune può riprenderselo in qualsiasi momento senza pagare nulla per le migliorie apportate".

Poi riassume il suo pensiero: se al Comune non dovesse pervenire una convenzione che rispetti le aspettative della cittadinanza, la Casa della salute non si apre. "La struttura è nostra, possiamo sempre darla a qualcun altro", avverte.

Ma la replica della dott.ssa Melli non si fa attendere. "Cosa dovremmo aggiungere alla convenzione già stilata?", chiede facendo esplicito riferimento alle ultime modifiche apportate al documento lo scorso 11 febbraio durante un incontro tra i vertici della Direzione generale, sanitaria e distrettuale e i medici di base interessati. "Al Comune, piuttosto che annullare tutto, converrebbe garantire una certa continuità", aggiunge.

"La convenzione, caro sindaco, non va revocata ma perfezionata affinché la struttura parta", sottolinea Aldo Pugliese dalla Uil. "Noi vogliamo andare fino in fondo alla questione, siamo anche disponibili ad affrontarla nelle aule giudiziarie se sarà necessario".

L'ultimo, provvidenziale intervento è affidato in ultima istanza a Rocco Maparozzo, che riflette sulle personalità che non hanno preso parte alla conferenza. "L'assessore Gentile non c'è stasera e a mio parere gli assenti hanno torto", afferma a gran voce. Poi rincara la dose: "Dove sono i medici? Alcuni di loro può darsi che hanno interesse a portare questa struttura nel privato".

A registrarsi è, infatti, la pressoché totale assenza all'evento dei medici che operano sul nostro territorio, anche se alcuni di loro, impegnati nelle attività ambulatoriali, si sono scusati personalmente per non essere potuti intervenire.

"La battuta fatta prima dal sindaco - è sempre Maparozzo a parlare - è stata infelice". "Dare la struttura a qualcun altro per una certa somma?", si interroga. "Perché piuttosto il potere istituzionale non revoca la convenzione ai medici che da anni si oppongono alla sua apertura?". "Occupiamo la stanza del sindaco - è il suo invito lanciato in tono provocatorio - così si convincerà a convocare un tavolo di concertazione".

"Una soluzione va trovata immediatamente", avverte in chiusura. "Se i medici ci sono è bene, altrimenti avviamo un Cpt e poi si vedrà per la Casa della salute, ma almeno in qualche modo partiamo", asserisce in merito all'eventuale immediata apertura di un Centro polifunzionale territoriale presso l'ex Miulli, in attesa della successiva 'conversione' in Casa della salute.

Tanti, al termine della conferenza, gli interventi del pubblico presente, davvero nutrito e numeroso, tutti incentrati su una riflessione ad ampio raggio su temi quali la trasparenza, la necessità di mobilitarsi, l'unità per concretizzare gli obiettivi.

C'è in ballo del denaro pubblico, c'è in ballo il futuro di un intero paese, e i cittadini lo hanno capito, molto più di quanto si possa credere. Ad ogni modo ulteriori sviluppi sulla vicenda sono già previsti nelle prossime settimane.

[da La voce del paese del 22 febbraio 2014]

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