Domenica 16 Dicembre 2018
   
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MARIO CASSANO, UN CASAMASSIMESE NEL MONDO

mario cassano

Ha viaggiato davvero tanto in questi anni Mario Cassano, l'estroso trentunenne rientrato in paese per trascorrere in famiglia le festività natalizie. Perito aziendale e corrispondente in lingue estere, da sempre appassionato di musica, tre giorni dopo gli esami si è lanciato in una vera e propria avventura, decidendo d'impeto di partire per lavorare come dj in Valtur, azienda leader nel settore vacanze, prima nel leccese, poi negli angoli più disparati del mondo.

Oggi Mario è un event manager affermato in diverse località italiane e nel tempo libero fa l'istruttore di equitazione, sia per normodotati che per persone con disabilità, assieme ad Allegro, il suo inseparabile cavallo murgese.

Di recente ha inciso un disco assieme a Charlie Kennon, cantante dei Platters, band che negli anni Sessanta cantavano 'Only you' e per il futuro sogna il Qatar.

Ma chi è questo giovane casamassimese che ha trovato fortuna lontano da Casamassima? Lo abbiamo incontrato durante le vacanze natalizie per farci raccontare qualche dettaglio a proposito della sua vita.

Dove sei stato in questi anni?

"Dopo aver lavorato nel leccese sono partito per la Costa D'Avorio, nel centro Africa, dove sono rimasto sei mesi. Dopodiché sono stato alle Maldive, a Cuba, in Marocco e in Egitto. Negli ultimi sei anni sono rientrato in Italia. Sono giunto in Sardegna grazie ad un amico che ho conosciuto durante i miei soggiorni di lavoro all'estero e che mi ha presentato ad una casa discografica che ha inciso il mio primo disco. In seguito ho lavorato per un'azienda di Porto Cervo che si chiama Vittoria Design. Abbiamo creato un concept store, cioè uno store in cui vendevamo dagli accessori per la barca a quelli per la casa. Era disposto su tre livelli, presentava un'esposizione di arte contemporanea e all'ultimo piano si caratterizzava per la presenza di un lounge in cui facevo il dj e di cui curavo la direzione artistica. Attualmente in estate lavoro in Sardegna per il Billionaire, mentre in inverno sono sempre in giro per l'Italia data la mia attività di Event Manager".

Quanto del tuo successo lo devi all'appoggio che ti hanno dato i tuoi genitori?

"Il cento per cento. Non finirò mai di ringraziarli. Partiamo dal presupposto che sono figlio unico. Avere due genitori che accettano che tu debba partire pur nella consapevolezza che tornerai a trovarli sono per 30 giorni ogni sei mesi e che per giunta ti appoggiano in tutto quello che fai ha un valore inestimabile. Loro hanno creduto davvero tanto in me e il loro sostegno è sempre stato un qualcosa di impagabile".

Quali sono i tuoi obiettivi futuri?

"Nell'ultimo periodo sto curando le pubbliche relazioni di un gruppo di aziende che si chiamano 'PM Group' e che si stanno occupando di mettere in contatto le aziende italiane con degli investitori di Doha, capitale del Qatar, una città in piena fase di sviluppo, colma di grattacieli. Spero che questa nuova sfida mi dia la possibilità di visitare prima o poi quel posto fantastico che pur essendo meno sviluppato di Dubai è molto più facoltoso ed è in piena fase di espansione. C'è da dire infatti che ormai Dubai è stata letteralmente 'spremuta', a Doha invece stanno realizzando il più grande centro commerciale del mondo e ha sede un'università tra le più costose del pianeta. Pare qualcuno abbia espresso la volontà di realizzare anche lì dei concept store e questa per me potrebbe essere una strada da perseguire".

Se potessi cosa porteresti a Casamassima di tutto ciò che hai potuto ammirare in questi anni trascorsi fuori?

"Realizzerei senz'altro un concept store come quello che ho gestito a Porto Cervo e in cui tutto ciò che è a disposizione ai clienti, dalle luci al tavolo, è in vendita. Sono dell'idea che talvolta, invece di aggirarsi nella confusione dei centri commerciali, si possa cenare in un posto in cui nel frattempo è possibile scegliere arredo e complementi, anche perché si ha modo di provarli".

Quando sei fuori cosa ti manca di più del tuo paese?

"Di sicuro la mia famiglia, i miei amici e il richiamo della Chiesa Madre, inteso come ricordo della mia infanzia e adolescenza vissuta lì, un periodo emblematico per la mia crescita, vissuto a contatto con la figura carismatica di don Nicola. Riguardo invece al mondo istituzionale di Casamassima, posso solo dire di non rimpiangere niente non avendo mai notato cambiamenti significativi e spunti interessanti in questo paese negli ultimi anni. Non vedo fiducia nelle potenzialità del paese. I ragazzi trascorrono troppo tempo al computer e di conseguenza il centro è sempre deserto. Spero che si possa presto innescare un processo di rivalutazione del borgo antico, magari attraverso la creazione di un consorzio che abbia un regolamento preciso su come procedere passo dopo passo. La Costa Smeralda è un consorzio di per sé che coordina ogni aspetto della vita come se si vivesse tutti all'interno di un grande condominio. Trovo che i giovani casamassimesi dovrebbero staccarsi dalle solite logiche e agire. Dovrebbero fare un po' meno associazionismo e un po' più impresa".

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