Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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UN POPOLO DI CAMERIERI: AVANTI COSÌ

scuola superiore dal sito majorana

L’affidamento a Casamassima della scuola superiore, in queste ultime ore suona come l’avvertimento alla classe dirigente di curare il proprio popolo, un incitamento a puntare sull’istruzione. Uomini senza istruzione producono danni incalcolabili, e lo vediamo ogni santo giorno. Mentre a Casamassima incassiamo questo spillone da balia dalla Regione, a Bari va in scena l’ennesimo colpo di scena di questa campagna elettorale nata da lontano. Un altro candidato a centrosinistra si sfila dalla competizione delle primarie e sale sul trenino di Antonio Decaro, favorito piddino per la prossima elezione a sindaco. Quello che si va discutendo nelle ultime ore è la scelta di Pietro Petruzzelli, giovane consigliere comunale, che a maggio scorso aveva annunciato la sua corsa a primo cittadino. Perché si è ritirato e da giovedì, ufficialmente appoggia Decaro? Per evitare frammentazioni o perché sa, in definitiva, di non avere molte chance? Delle due l’una: “Per dare forza a una scelta”, ha dichiarato in conferenza stampa. Scelta. Una parola che a Casamassima il sindaco invoca a gran voce: “Bisognava scegliere”. Allora ci siamo presi la briga di andare a leggere la delibera ufficiale della Regione Puglia e tra le assegnazioni salta all’occhio un dato: l’istituto Calamandrei, dall’anno scolastico 2014-2015 avrà l’indirizzo alberghiero. Sarà il terzo istituto in città con questo indirizzo. Il Calamandrei sorge in una zona a rischio di Bari e registra un calo impressionante di iscritti. Per rilanciare l’offerta formativa e, forse, dare forza al recupero studentesco e marginalizzare la dispersione scolastica, la Regione ha concesso al Calamandrei l’ampliamento.

Casamassima incassa un alberghiero. Siamo contenti. Sforneremo camerieri, receptionist, direttori d’albergo. Nella migliore delle ipotesi i camerieri potranno lavorare nei nostri grandi e rinomati bar, o in un paio di pub presenti sul territorio (gli stessi locali contrastati dai cittadini per i rumori e gli schiamazzi nelle ore piccole), o in quel che c’è di ristoranti e sale ricevimento. Bene. Alberghi però non ne abbiamo, per cui gli aspiranti receptionist e gli aspiranti direttori dovranno viaggiare: molto bene! Si confronteranno con i linguaggi internazionali e faranno carriera nel mondo. Soddisfatti. A Casamassima resteremo noi, con i nostri bar. Vuoi mettere? Del resto, chi vuol restare più in Italia? La politica non offre soluzioni o sviluppo futuro per questo grande paesone. La politica investe sull’estero. E Casamassima è in linea: un popolo in fuga. Oppure un popolo di camerieri. Dopo l’università abbiamo fatto passi da giganti. Ora anche le fasce “più deboli” avranno di che occuparsi. Come al Calamandrei. Un tessuto sociale brillante, di nuovi pensatori e nuovi professionisti sta per essere formato.

Poi, condividendo con un collega di Bari una riflessione.. Si pensava alla politica: tutti vanno ripetendo che debba essere ‘servizio’. “Oggi invece – sosteneva lui – tranne poche eccezioni, è fatta da servi. E infatti, non serve a niente”.

Così il popolo di camerieri che sforneremo: chi serviranno su questo territorio dove restano, per ora, solo fantasmi? A che serviranno se non a espatriare per cercare realizzazione altrove?

Noi ci auguriamo che il sindaco, furbescamente, voglia accogliere in affidamento questo primo pezzo per poi vocarlo alla formazione delle menti. Insomma, è un obiettivo storico per Casamassima. Godiamocelo, ma non rilassiamoci. Siamo incessanti, come Steve Jobs, che sfornando un prodotto nuovo sul mercato, stava già programmando il successivo. I tempi non consentono di restare sul traguardo a contemplarsi. Andiamo avanti.. facciamo come la dirigente dell’istituto che sta sbarcando da noi, il Majorana, costruiamo nuovi percorsi. Lavoriamo sul futuro. Pensiamo al prossimo indirizzo da promuovere. Qualche studente tentiamo di tenercelo per arricchire il nostro territorio..

[editoriale da La voce del paese del 25 gennaio 2014]

Commenti  

 
#21 redazione. 2014-02-10 20:29
#20
Ai posteri l'ardua sentenza.
 
 
#20 cadodallenubi 2014-02-10 20:28
La mia era solo una metafora! Vale a dire: avendo l'articolista frequentato una scuola tecnica, in uno slancio di generosità verso il proprio paese, avrebbe preferito un liceo per un maggior risalto culturale. Peccato che non e' stata capita. Ma l'articolista e' una vera giornalista?
 
 
#19 redazione. 2014-02-10 20:28
#18: cameriere

Il grado di capacità di confronto democratico riviene non da un titolo, ma dalla comprensione di testi, parole, gesti, relazioni.

Tutto passa, gli uomini, le cose, i giornali, le carte, i titoli, la scuola etc etc. Le idee, però, quelle nate e cresciute in ambienti liberi, non passano. Semplicemente perché non passa la libertà che ciascuno sceglie per la propria vita.

Spesso si dice che un quadrato non muore tondo.
Solo la politica ha una quadratura del cerchio politico (JJ Rousseau). E quando si comprenderà il vero senso di quelle parole l'umanità avrà guadagnato in conoscenza. Cosa assai rara di questi tempi.

Saluti cari e grazie per le belle parole spese per l'articolista, sempre cortesi.
 
 
#18 cameriere 2014-02-10 20:13
avrei proprio voglia di scambiare 2 chiacchiere con l'articolista per vedere il suo grado di preparazione con un diploma o forse una laurea in non si sà cosa. detto ciò saluto e ringrazio a nome della categoria dei camerieri , visto che la parola ristoratori non la conoscete neanche.
 
 
#17 Cuoco 2014-02-10 19:49
per continuare con dignita' a fare quello che si fa, vale SEMPRE la pena di "combattere" per le proprie ragioni....
Saluti cari anche a Lei, Redazione.
 
 
#16 redazione. 2014-02-10 19:40
#13: cuoco

Continui con dignità la sua professione, ne guadagnerà chi potrà deliziarsi della sua cucina che, un giorno, speriamo di assaporare.
Il mio scritto le è andato di traverso, ergo: lasci stare. Non ne vale la pena.
Saluti tanto cari.
 
 
#15 redazione. 2014-02-10 19:38
#14

L'articolista fa giornalismo, non ha tempo per detestare.
 
 
#14 cadodallenubi 2014-02-10 19:34
Ho capito. L'articolista ha frequentato una scuola tecnica. Per questo motivo detesta l'alberghiero.
 
 
#13 Cuoco 2014-02-10 19:33
#12 redazione
...diritti sacrosanti....pero' un pizzico di autocritica da parte di chi dice: "veniamo da una storia umile, non avendo mai goduto di aiuti economici pubblici, ma creando quello che abbiamo con gavetta, impegno, sacrifici e risorse personali. Sappiamo cosa significa guadagnarsi da vivere." ....non guasterebbe....e vi renderebbe piu' simpatici......
INOLTRE.......
il mio 'ruolo' non ben definito in luoghi importanti per Casamassima"..... del post 10 e' stato da Voi tradotto nel post 12:
"dal suo osservatorio privilegiato di cittadino ha tutto il diritto di criticare"........
permettetemi di chiedere anche a Voi chi e' il responsabile della Vostra formazione .......?? visto che il senso della Vostra traduzione
non collima assolutamente con quello della prima frase....con la differenza che Voi scrivete per lavorare.....chi vi legge no......cucina soltanto........
 
 
#12 redazione. 2014-02-10 18:52
#11: cuoco
Significa che dal suo osservatorio privilegiato di cittadino ha tutto il diritto di criticare.
Così come noi di esprimere la libera opinione, tutelata dalla Costituzione.
Cari saluti.
 
 
#11 Cuoco 2014-02-10 18:41
"......nel rispetto del suo 'ruolo' non ben definito in luoghi importanti per Casamassima"......Redazione..... che significa!? non trovo un'attinenza con la discussione che si sta portando avanti.......perche' non rispondete al mio post- scriptum in cui vi chiedo a chi vi riferite quando scrivete: "ora anche le fasce piu' deboli avranno di che occuparsi"??
Forse ci "ho preso"? Vi riferite a chi frequentera' l'Alberghiero?
Perche' non ammettete che nell'articolo ci siete andati un po' pesanti con certe considerazioni?? Come mai mi chiedete il curriculum? io appartengo ad una fascia "debole"....non posso competere.....e' una gara persa......a scrivere certe cose non sono capace......
 
 
#10 redazione. 2014-02-10 17:16
#9: cadodallenubi
Nel rispetto del suo ruolo istituzionale, ci può dire chi ha formato il suo modo di parlare? Grazie.

#8: cuoco
Anche a lei, nel rispetto del suo 'ruolo' non ben definito in luoghi importanti per Casamassima, ci può dire chi ha formato il suo modo di ragionare?

Grazie a entrambi e saluti.
 
 
#9 cadodallenubi 2014-02-10 11:00
Fuori dalla metafora, dal testo e paratesto l'articolista puo dirci in quale istituto ha formato la sua mente? Così ci iscriviamo i nostri figli e non li facciamo diventare camerieri ma giornalisti!
 
 
#8 Cuoco 2014-02-10 01:49
Gentile Redazione,
scusate se insisto, ma la Vostra metafora non e' comprensibile....quelle di Goldoni, Alighieri, Giordano Bruno etc. riusciamo a coglierle....forse perche' apparteniamo alle"fasce piu' deboli"......E COMUNQUE vi e' scappata qualche considerazione non proprio gentile.....(v. metafora sotto.....);

.a proposito.....avete dimenticato di rispondere al post scriptum del mio post precedente!.....

RAGASSIIII......NON E' CHE SI PUO' RIMETTERE IL DENTIFRICIO NEL TUBETTO........(cit.*)
*= avete dimenticato tra i grandi utilizzatori di metafore il duo Bersani/Crozza.......
 
 
#7 redazione. 2014-02-09 22:50
#6
Gentile cuoco, la invito a rileggere con calma il testo, perché ogni scritto ha un testo e un paratesto.
Negli anni del Medioevo, del Rinascimento, della Rivoluzione francese, o nel Fascimo, quando non si era liberamente liberi di scrivere si usavano le metafore o le allegorie. Carlo Goldoni, Giordano Bruno, Dante Alighieri, Alessandro Manzoni, Leonardo Sciascia etc etc. ne hanno usate moltissime nelle loro opere. Ciascun personaggio o luogo aveva un duplice significato.
Nell'articolo sopra riportato si fa riferimento al cameriere non come lavoro (rispettabilissimo, lo ripetiamo e lo sottoscriviamo), ma a quello che la politica è oggi. C'è, infatti, un passaggio che è la chiave di lettura.
Quale avrebbe potuto essere l'istituto? Non siamo né politici né aspiranti tale, per cui ci limitiamo a guardare la realtà e a criticarla, se occorre. Anche noi veniamo da una storia umile, non avendo mai goduto di aiuti economici pubblici, ma creando quello che abbiamo con gavetta, impegno, sacrifici e risorse personali. Sappiamo cosa significa guadagnarsi da vivere.
Saluti cari amico.
 
 
#6 Cuoco 2014-02-09 22:26
Gentile Redazione,
anche il sottoscritto ritiene l'articolo "intriso" di pregiudizi, come minimo, per il futuro indirizzo della nuova scuola superiore, ed insieme ad Astemio e Cameriere siamo in tre!.....tutti che non riusciamo a cogliere la metafora che voi volete rappresentare.....Le garantisco che altre persone hanno letto questo articolo e la pensano cosi'....... e' strisciante il disprezzo che traspare per un percorso di studi per il quale questi ragazzi per 5 anni si sono mossi da Casamassima a Castellana o con i pulman della Miccolis o col treno...anzi.... i treni (Casamassima-Putignano e Putignano- Castellana), con orari assurdi e con costi che si aggirano sui 50 euro e passa al mese......per imparare un MESTIERE oggi molto ricercato, magari non a Casamassima, ma in TUTTA ITALIA E ALL'ESTERO.....che richiede sacrificio ma che e' ben pagato...e per i migliori e' MOLTO ben pagato!
Infine Vi chiedo: qual'e' secondo Voi l'indirizzo di studi che fa si che i giovani restino a Casamassima....?

p.s.=ora anche le fasce "piu' deboli" avranno di che occuparsi...
questa frase nell'articolo a chi si riferisce? voglio sperare non si riferisca alla popolazione di studenti che scegliera' l'Alberghiero di Casamassima!......
 
 
#5 redazione. 2014-02-09 21:46
Gentile cameriere,
per il garbo del commento ringraziamo e incolliamo la risposta già fornita in precedenza.

E' evidente che l'articolo non fosse riferito alla professione di cameriere in sé, ma alla metafora che essa rappresenta. Rilegga con calma e si accorgerà che il significato reale è dietro quel che è scritto.
Saluti.
 
 
#4 CAMERIERE 2014-02-09 10:35
Meglio avere un diploma da "cameriere" che essere laureato in cerca di grazia...con questo articolo cara redazione mi sei un attimino caduta in basso...dico solo che con un diploma di tecnico per i servizi ristorativi e non di "cameriere"(come brutalmente da voi definito)posso vantarmi e orgogliosamente affermo che a 30 anni ho una professione molto richiesta ed inoltre un bagaglio culturale di gran lunga superiore a molti trentenni laureati senza un giorno di professione .Senza poi calcolare l'esperienza maturata in questi lunghi anni di professione da CAMERIERE. Inoltre è verissimo che la cultura aiuta,ma coloro che hanno reso l' Italia quello che è diventata dopo la fine della guerra sono stati un popolo di contadini,artigiani, senza nessuna istruzione e coloro che stanno riducendo l ' Italia come ben sappiamo sono un popolo di acculturati ,laureati che non hanno frequentato di certo l'albelghiero..
 
 
#3 redazione. 2014-02-05 14:54
Gentile astemio,
per il garbo del commento ringraziamo e rispondiamo.
E' evidente che l'editoriale non fosse riferito alla professione di cameriere in sé, ma alla metafora che essa rappresenta.
Saluti.
 
 
#2 Astemio 2014-02-05 14:20
Servire è un'arte molto nobile, mi spiace che sottolineate la parola camerieri come "miserabili". Forse siete poco informati: nelle scuole alberghiere si studiano 14 materie, dopo il diploma conseguito lo studente può proseguire gli studi all'Università scegliendo la facoltà "Scienza dell'Alimentazione" ed altre simili. Capisco i Vostri impegni, ma vedo che seguite poco la tv dove spopolano programmi come:Master chef, Cucine da incubo etc., dando popolarità a questi giovani che hanno scelto questo indirizzo che sono diventati protagonisti dei vari media, con vendita di spettacoli e di libri. Sono rammaricato nel vedere giovani laureati che non trovano occupazione, molti di loro purtroppo nonostante il titolo hanno scelto di fare i camerieri...
 

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