Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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PIP PIP ..………HURRAAAAH!

pip mappa

Con delibera di Consiglio comunale n.134 del 25 maggio 1984 è stata approvata l’area artigianale di Casamassima, il “detto Pip” (Piano insediamenti produttivi). Quasi 30 anni, durante i quali si è preso e ripreso, proposto e riproposto, richiesto, poggiato, bocciato, criticato e rimesso in gioco. Ma facciamo un po’ d’ordine alle tante dicerie e imprecisioni tante volte riportate da chi non ha vissuto la storia di Casamassima o non vuole addentrarsi nella ricerca della verità.

La storia del Pip parte addirittura dal 1980 allorché con delibera di consiglio n.186 del 30.11.1980 fu approvata una variante al P.d.F. (Piano di fabbricazione) con l’inserimento di un’area Pip di circa 60 ha per gli interventi industriali ed artigianali, accanto all’area destinata agli interventi di tipo commerciale e terziario e sulla quale in seguito sorsero il Baricentro per 85 ha e molto in seguito il centro commerciale Auchan per 40 ha. L’approvazione della Regione giunse con delibera di giunta n. 9203 del 12.10.1982, dopo la quale il Comune di Casamassima ha adottato il Pip in due fasi con delibere di consiglio n.227 del 22.11.1982 e n. 93 del 9.5.1983, sino all’approvazione definitiva nel maggio 1984 riportata in apertura.

Con delibere varie di consiglio (n.260,261,262,263) nel 1986 si sono approvati i progetti esecutivi delle strade, della rete idrico-fognante, dell’impianto di illuminazione pubblica, tutto sino al 1998 non realizzato, e anno in cui, in seguito a diverse pressioni, ci si pone una prima interrogazione istituzionale sul da farsi. L’art.27 della L. n.865/1971 recita che tali piani hanno efficacia per dieci anni dalla data di approvazione (quindi superati) e che, fermo restando la destinazione dell’area, risulta decaduto e occorre procedere alla riadozione del nuovo Pip, apportando modifiche di aggiornamento in rispetto alle leggi successive sia alla relazione economica che alle Nta (Normative tecniche attuazione).

Nel 2001 con l’approvazione del Piano regolatore generale, l’area Pip viene completamente riconfermata sia nell’ubicazione che nella destinazione d’uso per “impianti produttivi di carattere industriale, artigianale, commerciale e turistico, con la possibilità di inserimento dell’agroindustria e agroalimentare” e relativi servizi (banche, istituti scolastici finalizzati alle attività ivi svolte, asili nido, specifico-residenziale ecc.). Ma ad oggi nonostante le ripetute richieste in questi anni di imprese e artigiani, il Pip non è stato attuato dalle varie amministrazioni.

Il particolare momento che stiamo vivendo, la crescente richiesta di lavoro e lo stato di disagio logistico di molti artigiani, imprese e operatori nell’agro-alimentare, ha spinto l’attuale amministrazione ad affrontare l’argomento Pip ravvisando in esso una grossa possibilità di sviluppo economico e lavorativo del territorio, generato anche da tutto l’indotto che si creerebbe intorno ad esso con molteplici attività di ricettività, servizi e turismo anche nell’area urbana e rurale.

Precisiamo che gli interventi Pip secondo l’art.27 del 22.10.1971 possono essere realizzati da un soggetto pubblico (comune) o pubblico-privato (comune-consorzio di imprese o impresa singola). Per entrambi i soggetti occorre nel nostro caso, rielaborare un progetto esecutivo aggiornato, espropriare le aree così come attualmente risultano, e dopo aver realizzato le infrastrutture ed individuato i lotti, riassegnarle con bando pubblico. Una procedura complessa ma attuata con successo in tutti i comuni limitrofi meno Casamassima, perché questo pare sia sempre un paese speciale. Abbiamo un enorme mercato già avviato sia all’ingrosso che al dettaglio, ma non abbiamo un luogo dove produrre il vendibile o trasformare i prodotti agricoli in prodotti-trasformati commerciali. Un’area Pip delle dimensioni previste porterebbe l’occupazione a non meno di 1500 addetti, un riordino nella situazione urbanistica casamassimese, un trasferimento delle attività fuori dall’abitato ecc. Insomma una boccata di ossigeno e una doccia fredda in un paese addormentato e boccheggiante. La ricetta? Sempre la stessa per raggiungere un obiettivo: essere uniti per il benessere comune.

Commenti  

 
#11 max 2014-02-04 18:21
Pro Pip la tua visione dell'economia e dello sviluppo è, a dir poco, vaneggiante. Ma la sostieni con indubbia passione....Non è che niente niente possiedi un pò di terra, casualmente, nella zona Pip????
 
 
#10 pro PIP 2014-02-03 20:44
Per chi resta o rema indietro.
Le industrie così come gli artigiani ecc. devono costantemente aggiornarsi e migliorarsi. Restare fermi ad una e specialistica produzione alla lunga si fallisce. C'è chi vende le terre e chi le compra , chi divide proprietà e chi le accorpa è l'evoluzione naturale ed economica della vita. A differenza dei comuni limitrofi ai quali fate riferimento , qui a Casamassima abbiamo una ubicazione strategica su ben due statali , al centro della Regione Puglia, a un passo dall'autostrada , serviti da una ferrovia provinciale prossima metropolitana di superfice, rete elettrica , idrica e fognante esistenti , area con lieve declivio, ponti e complanari , stazione di servizio ecc. ecc. quindi logisticamente luogo perfetto.
Dal punto di vista commerciale con Auchan e il Baricentro attaccati e con migliaia di auto transitanti quotidianamente sulla SS100 si può sviluppare qualsiasi attività, soprattutto quello alimentare che pare sia il più trainante per il mercato interno che estero , ma anche quello delle confezioni perchè forse non sapete dell'esistenza in Casamassima di fabbriche di confezionamento; altre attività possibili , depositi con logistica, depositi frigoriferi per agroalimentari, officine meccaniche specializzate inesistenti a Casamassima, interporto, settore ludico-turistico con alberghi e intrattenimento, uffici,banche,strutture di pubblico uso ecc. ecc. Non bisogna sognare, queste sono necessità regresse già esistenti nel territorio e che abbisognano di soluzioni; se non va bene il PIP dove è possibile realizzarle ? Proposte e non chiacchiere.
 
 
#9 ortica 2014-02-03 17:50
forse pro pip si riferiva ai "soliti tecnici" che lavoreranno giusto il tempo di cementificare...baricentro praticamente vuoto, auchan in contratto di solidarietà, imprese che ogni giorno chiudono: a casamassima si creeranno 1500 posti di lavoro. Pro Pip...che fa? ci va da solo o ci vuole essere mandato??? basta con queste stupide promesse da finto politico...
 
 
#8 Contro PIP 2014-02-03 01:07
Trasformare e produrre. Bellissimo. Ma a chi si vende se nessuno compra? E le aree PIP di paesi già più vicini a Bari come Capurso o Triggiano, oppure Modugno che fanno, funzionano?? Non siamo più negli anni ruggenti della Lira, purtroppo, quindi il PIP ora è solo una ulteriore cementificazione del nostro territorio.
 
 
#7 franco 2014-02-02 12:52
Pro Pip: perche' non entri nel governo? Con te disoccupazione zero!!! Dove hai studiato Economia? Alla cavaddarizz?????
 
 
#6 max 2014-02-02 12:23
Pro pip vivi nel mondo dei sogni. Le aziende, quelle vere,stanno chiudendo. Ogni tanto ascolta un Tg
 
 
#5 pro PIP 2014-02-01 12:58
Lancio un'indagine tra gli amici webbisti.
Ritenete necessario il PIP ?
Quale alternativa si può proporre per regolarizzare logisticamente l'attuale mondo artigiano-agroalimentare esistente a Casamassima ? La nostra Cantina Sociale attualente nell'abitato di Casamassima deve spostarsi ? I depositi si frutta con lunghe fila di auto e TIR quando c'è la raccolta possono stare ancora in paese ? Le attività artigianali nascoste e senza possibilità di ampliamento e regolarizzazione possono avere uno sbocco per il futuro? Queste ed altre ancora, domande che i casamassimesi si fanno da 40anni , credo che sia proprio giunto il momento di dare risposte e non chiacchiere. Per chi si chiede come si fà a calcolare il numero degli addetti prevedibili ,molto dipende dalla destinazione d'uso dei volumi o aree a realizzare nel PIP . Vien da se che un deposito su 1000 metri di superfice impiega dalle 2 alle 20 unità , mentre una camiceria o una fabbrica di trasformazione dei prodotti agricoli impiega dalle 50 alle cento unità . Moltiplicate il tutto per 300.000 mq realizzabili e aggiungete l'indotto compreso le residenze e i servizi e vedrete che 1500 unità sono facilmente raggiungibili anzi è il minimo dei minimi possibile. Buon lavoro a tutti.
 
 
#4 max 2014-01-30 18:08
....qualcosa si muove sottotraccia....a breve scopriremo......1.500 addetti??? sulla base di quali calcoli?
 
 
#3 ortica 2014-01-29 18:31
tutto bello sulla carta...ma il vero lavoro viene dopo i proclami. La storia ci ha insegnato che il "burocrate" di turno si prende i meriti in questa fase, additando i fallimenti alla mancata applicazione della "ricetta". Per una volta, per cominciare un nuovo ciclo, possiamo attribuire i meriti quando sarà avviato e messo a regime questo PIP? Penso che sia il minimo che noi cittadini ci meritiamo da chi ci amministra.
 
 
#2 Pippo 2014-01-29 18:20
Pip,Pip..............Magna, magna!!
 
 
#1 Xxx 2014-01-29 00:28
Ma quante belle cose! Siamo arrivati al dunque, finalmente!
Per i più...scettici.
 

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