Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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CALDAIE, GLI OBBLIGHI DELLA NUOVA LEGGE

caldaie

È entrato in vigore lo scorso 12 luglio il Dpr n. 74/2013 del 27/06/2013, ossia il regolamento recante definizione dei criteri generali in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari, a norma dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e c), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192. Parliamo, insomma, di manutenzione, caldaie: argomento di richiamo con l’arrivo dei primi e pungenti freddi, dopo un insolito lungo periodo primaverile.

In particolare, si è ritenuto soffermarsi sul tema, al fine di tutelare il consumatore, spesso confuso dalle varie dicerie generali o dalle istruzioni impartite dalle ditte manutentrici o idraulici di fiducia. Infatti, con la recente normativa sono state introdotte novità in materia di esercizio, conduzione, controllo, manutenzione e ispezione degli impianti termici per la climatizzazione invernale ed estiva degli edifici e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari. Il provvedimento, entrato in vigore il 12/07/2013, ha apportato significative modifiche al Dpr 412/93, tra cui la sostituzione degli attuali libretti di impianto e di centrale con un nuovo “Libretto di impianto di climatizzazione”. La principale novità, del decreto presidenziale, è la presenza obbligatoria di sistemi per il trattamento dell’acqua negli impianti di climatizzazione idronici (che utilizzano l’acqua come mezzo di trasporto dell’energia termica) e negli impianti per la produzione di acqua calda, ad uso sanitario, che ne garantiscono i rendimenti necessari. La presenza in tali impianti di sistemi per il trattamento dell’acqua diventa, quindi, un obbligo che coinvolge i progettisti ed i tecnici installatori, in fase di realizzazione, i proprietari o responsabili degli impianti ed i loro manutentori in fase di esercizio. Le novità più interessanti vengono di seguito riassunte:

Nuovi valori limite della temperatura ambiente (art.3)

Per gli impianti di climatizzazione invernale, la media ponderata delle temperature dell’aria, misurate nei singoli ambienti riscaldati di ciascuna unità immobiliare destinata a civile abitazione, non deve superare i 20°C + 2°C di tolleranza. Per gli impianti di climatizzazione estiva, la media ponderata delle temperature dell’aria, misurate nei singoli ambienti raffrescati di ciascuna unità immobiliare, non deve essere minore di 26 °C, con -2 °C di tolleranza per tutti gli edifici.

Sono stati rivisti i periodi e le durate di funzionamento degli impianti per la climatizzazione invernale (art. 4).

I tempi di accensione degli impianti, definiti per il riscaldamento invernale e descritti nel decreto, sono i seguenti: a) Zona A: ore 6 giornaliere dal 1° dicembre al 15 marzo; b) Zona B: ore 8 giornaliere dal 1° dicembre al 31 marzo; c) Zona C: ore 10 giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo; d) Zona D: ore 12 giornaliere dal 1° novembre al 15 aprile; e) Zona E: ore 14 giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile; f) Zona F: nessuna limitazione. È possibile sforare tali tempi, di accensione degli impianti, in presenza di condizioni climatiche particolari. Infine ricordiamo che tra i principali ambienti non soggetti a tali disposizioni ci sono: gli ospedali, le scuole, gli asili nido ed ambienti industriali o artigianali soggetti a specifiche disposizioni micro- climatiche.

Responsabili dell’impianto con facoltà di delega (art. 6)

L’esercizio, la conduzione, il controllo e la manutenzione dell’impianto sono affidati al responsabile dell’impianto che può delegare verso un terzo. Il responsabile o il delegato rispondono del mancato rispetto delle norme relative all’impianto termico, in parti- colare in materia di sicurezza e di tutela dell’ambiente. Per impianti di potenza nominale al focolare superiore a 350 kW, il terzo responsabile deve essere in possesso di certificazione UNI EN ISO 9001 relativa all’attività di gestione e manutenzione degli impianti termici o attestazione nelle categorie OG 11, impianti tecnologici, o OS 28.

Controlli e manutenzione (art. 7)

Le operazioni di controllo ed eventuale manutenzione dell’impianto devono essere eseguite da ditte abilitate ai sensi del D.M. 37/08.

Gli impianti termici devono essere muniti di libretto di impianto per la climatizzazione. I modelli dei libretti saranno aggiornati con Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico.

Il nuovo regolamento stabilisce verifiche con cadenza biennale per gli impianti a combustibile liquido o solido e ogni quattro anni per quelli a gas, metano o gpl.

I tempi sono dimezzati nel caso in cui la potenza termica sia uguale o maggiore a 100 kW.

Al termine delle operazioni di controllo, l’operatore redige e sottoscrive uno specifico Rapporto di controllo di efficienza energetica, di cui una copia è rilasciata al responsabile dell’impianto e un’altra copia è trasmessa alla Regione o Provincia autonoma.

Ispezioni sugli impianti termici (art. 9)

Sono previste ispezioni per gli impianti per i quali non sia pervenuto il relativo rapporto di controllo.

L’accertamento del rapporto di controllo inviato dal manutentore (o terzo responsabile) si considera sostitutivo dell’ispezione per gli impianti di potenza compresa tra 10 e 100 kW se di climatizzazione invernale ed alimentati a gas, o compresa tra 12 e 100 kW se di climatizzazione estiva.

Gli accertamenti e le ispezioni sono affidate a Regioni e Province Autonome, le quali eventualmente possono delegare altri organismi.

Sanzioni (art. 11)

Resta invariato, rispetto al D.Lgs. 192/2005 il sistema sanzionatorio:

per la mancata operazione di controllo e manutenzione sugli impianti termici la sanzione va dai 500 ai 3.000 euro

per l’operatore incaricato che non provvede a redigere e a sottoscrivere il rapporto di controllo la sanzione va da 1.000 e 6.000 euro.

E’, dunque, evidente che, anche se è stato mantenuto l’obbligo di far effettuare controlli a ditte abilitate, non sussiste più l’ulteriore obbligo di manutenzione annuale delle caldaie, come illustrato nel punto n. 4 del presente articolo in merito al controllo di efficienza energetica (fumi); circa la manutenzione ordinaria, se non disciplinato come obbligatorio dal libretto fornito dall’installatore o produttore, si seguono i consigli del manutentore senza obblighi di legge.

Commenti  

 
#1 Carmen 2017-01-20 09:38
Salve, può il custode del condominio, che so per certo di non possedere il Patentino per la Caldaia, accedere tutti i giorni nella caldaia, accendere, abassare, alzare la temperatura del impianto, in base a un contratto di lavoro fatto dall' amiministratore di condominio?
Se qualcuno mi manda anche un link, Grazie.
 

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