Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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IL MATTONE ILLEGALE È CRIMINALE

emergenza giustizia 1

La legalità si declina a partire dal mattone pulito. Se c’è una conclusione pratica possibile da trarre, dopo aver ascoltato i dibattiti organizzati recentemente a Casamassima, o letto gli articoli di questo giornale, non resta che partire da quello. Il mattone. Totem e feticcio di tutta una economia. Signore e padrone delle vite di tanti, di troppi. Stella polare di amministratori di ogni colore e tendenza, fonte battesimale di legittimità e viatico per il consenso popolare, macchina produttrice di voti e tagliola pericolosa in cui spesso i politici si infilano. Perché il mattone è il paradigma della legalità? Perché è attraverso la pianura sterminata di quartieri e città che sorgono dal nulla, che scorrono in mille rivoli fiumi o fiumiciattoli di denaro sporco che irrigano le nostre vite; dell’illegalità, delle norme violate, del lavoro nero, dello sfruttamento della mano d’opera degli immigrati, del controllo malavitoso del territorio. Si costruisce per costruire, questo è il tema. Non c’è fame di alloggi nei nostro territori, la provincia di Bari ha la stessa popolazione da oltre trent’anni, praticamente ininfluenti i flussi migratori, solo qualche migliaio di immigrati si è poi stabilmente fermato qui da noi, e non abitano certo i nuovi condomini i residence o le case di cooperative. Stanno nelle baracche.

Costruire molto spesso serve a praticare l’illegalità col crisma dell’interesse sociale, il costruttore come un benefattore della comunità. Ovviamente ci sono imprenditori onesti, ci mancherebbe. Persone per bene che fanno al meglio il loro lavoro. Ma questa è spesso terra di confine, in cui gli scambi fra potere e denaro si fanno intensi e nascosti, in cui le lobby del mattone esercitano un peso sulla politica e sull’economia che va ben al di là di quello che si vede. I cambi di destinazione d’uso dei terreni, o degli immobili. Le ristrutturazioni faraoniche, i centri commerciali monstre che gravitano come satelliti di cemento intorno a tutti i nostri paesi portano dentro, come canguri dell’economia sommersa, una quantità di denaro difficilmente individuabile. La rete fittissima di appalti e subappalti attraverso i suoi mille espedienti – figure professionali, studi tecnici, posti di lavoro promessi – riesce ad esercitare quel controllo sul territorio che poi è la condizione prima del controllo malavitoso sull’economia. Non c’è bisogno di sparare, anzi quello attira solo l’attenzione delle forze dell’ordine. Basta controllare qualche ufficio tecnico o qualche consigliere, orientare un appalto o riuscire ad ottenere prestiti e finanziamenti bancari di quelli monumentali, laddove a un povero cristo le banche negano un fido di mille euro. E il gioco è fatto. Legalità vuol dire oggi semplicemente ripristinare le regole, tutte. Nel mattone come in agricoltura, dove i veleni vengono sversati nei campi, e poi ci si trova come in questi giorni in Puglia con misteriose malattie dell’ulivo, un albero che sopravvive da millenni a ogni avversità naturale, ma non alla criminalità dell’uomo. Rispettare le regole è oggi il vero avamposto della lotta alla criminalità. Non servono azioni eclatanti, e non servono eroi. Basterebbero amministratori onesti, funzionari pubblici integerrimi, insegnanti appassionati che trasmettano ai giovani il gusto della legalità e una società civile finalmente attenta e sveglia. Come si dice con una brutta frase, basterebbe che tutti facessero il loro dovere. Come cerchiamo di fare noi con il nostro giornale: il dovere di informare e far riflettere.

[nella foto la conferenza sulla legalità organizzata dalla nostra redazione il 19 ottobre scorso]

Commenti  

 
#6 Silvia 2013-11-13 22:12
Ma è Marilena RODI che organizza incontri con professionisti di grande levatura, è Marilena RODI che decide gli argomenti da trattare, è Marilena RODI che ha portato a Casamassima cultura, coraggio e professionalità! Ha sviluppato interesse nei cittadini che hanno sempre ignorato i problemi del paese, lasciando, così, campo libero ai diversi lestofanti!
Questo va al di là dei meriti del pur bravo dottor Curzio, stimata redazione!
 
 
#5 pro legalità 2013-11-13 19:33
Intervengo solo per dirvi che le ovvietà riportate sono tante anzi troppe fino ad arrivare alle utopie. Le soluzioni quali ?
Quali le regole? Non bastano le leggi attuali ? Forse le pene sono insufficienti ? Forse i giudici sono troppo indulgenti o sono anche loro nella illegalità ? Belle domande........Si continua a indicare il mattone e gli altri ? Gli altri con quali soldi comprono il mattone ?
 
 
#4 redazione. 2013-11-13 17:05
Gentile Silvia,
solo per correttezza: il pezzo è firmato da Angelo Curzio.
 
 
#3 Silvia 2013-11-13 16:24
Si, la direttrice Marilina Rodi, anticipa con questo straordinario articolo, le parole del Santo Padre riportate nel # 2 dalla Brava Giustina!
 
 
#2 Giustina 2013-11-13 01:08
OMELIA DI PAPA FRANCESCO:
LA TANGENTE TOGLIE LA DIGNITÀ, È UN PECCATO GRAVE E FA MANGIARE PANE SPORCO AI PROPRI FIGLI!
Quanti insospettabili circolano nel nostro paese che con i loro abusi hanno tolto aria e spazi ai nostri ragazzi? Vogliamo parlare della centrale elettrica? Tutti innocenti? Mah!!!!!
Denunciate, denunciate e denunciate senza timore queste persone, se hanno sbagliato meritano la galera e la punizione divina!
 
 
#1 sfiduciato 2013-11-12 23:02
...basterebbe che tutti facessero il proprio dovere..., sciocca utopia dottor Curzio!
La squallida gestione della politica e della giustizia è l'esempio aberrante che si propone ai cittadini e finchè nessuno vorrà cambiare lo stato delle cose, con pene severe ed esemplari, anche la speranza verrà meno!
 

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