Domenica 16 Dicembre 2018
   
Text Size

SCUOLA SUPERIORE, LE INDAGINI IN CORSO SULL’AREA

scuola superiore giu 2103

Il cantiere della nascitura scuola superiore potrebbe essere a rischio. La Procura di Bari, infatti, secondo voci di corridoio, avrebbe messo gli occhi addosso all’area interessata e starebbe indagando sulle procedure messe in piedi per la realizzazione dell’istituto. La questione secolare irrisolta sarebbe sempre la stessa: l’attuazione dell’intera maglia a fronte di quella, invece, parziale, adottata dall’amministrazione. Le responsabilità – sia oggettive che soggettive – potrebbero essere addebitate a vario titolo a più persone. Lo tzunami giudiziario rischia di diventare una Caporetto provinciale e di coinvolgere varie figure a più livelli. Molto dipenderà dall’esito delle indagini. Ma facciamo un passo indietro e ripercorriamo la vicenda ripartendo dagli ultimi due anni.

È maggio 2011 quando la coalizione di centrodestra si aggiudica la tornata elettorale: Mimmo Birardi diventa sindaco di Casamassima. La Provincia di Bari, ente cui spetta la competenza per gli istituti superiori, è guidata da Francesco Schittulli, a capo dell’omonimo movimento, e di medesimo orientamento politico.

Durante l’estate l’annuncio: la scuola si farà.

I passaggi in consiglio comunale per l’approvazione del progetto definitivo saranno due: il 17 novembre e il 21 dicembre 2011. Prima, tra luglio e agosto, le azioni propedeutiche, restano al momento, appannaggio delle indagini. Qui però, apriamo una finestra sulla gestione della maglia su cui insiste l’edificio oggi in costruzione, la cui consegna non sarebbe lontana.

L’area dove sta sorgendo la scuola superiore avrebbe dovuto essere occupata da attrezzature di urbanizzazione secondaria. Sulla tavola, infatti, questo spazio è indicato come V19 (Verde, Verde attrezzato e Sport) e P19 (Parcheggi) che rappresenta un’unica maglia edilizia (cioè blocco intero da edificare). L’art. 2.03.6 delle norme tecniche di Prg prevede che “nella maglia P.19 sono insediabili strutture edilizie per lo sport, tipo palazzetto dello sport, con superficie coperta non superiore al 40% dell’intera superficie della maglia e con la residua superficie destinata per almeno il 40% a parcheggio e per almeno il 20% a verde” (è agli atti una delibera del 1992, infatti, con la quale si ratifica la decisione di costruire un palazzetto dello sport, evidentemente mai realizzato). L’area destinata all’insediamento di una scuola superiore si troverebbe altrove. Passaggio tuttavia superabile con una variante approvata proprio dal consiglio comunale. L’inghippo, diciamo così, è la presenza di una porzione di maglia di proprietà di un privato, la cui destinazione – ancora oggi – resta un mistero appeso al futuro. Che se ne potrebbe fare? Nonostante i progetti presentati dal privato alle amministrazioni comunali che si sono avvicendate negli ultimi decenni non se ne viene a capo. Vincoli imposti dal Tar alternati a cambi di destinazione urbanistica dell’area hanno tenuto il terreno sospeso nel limbo (le traversie della famiglia proprietaria dell’area risalgono al 1968). Per la cronaca: nel 2007 il privato inoltrava permesso di costruire al Comune, ma l’istanza veniva rigettata anche in sede giudiziaria perché la legge prevede che la maglia edilizia venga progettata ed edificata per intero, e non solo per una parte (e allora non era ancora stato approvato il progetto della scuola, cosa che accadrà – con la cessione del terreno alla provincia – nel 2008). Dunque il privato, soccombente, avrebbe dovuto attendere che il resto della maglia fosse destinato a ‘qualcosa’, appunto. Questo, a distanza di non troppo tempo, è poi accaduto: quell’area avrebbe visto sorgere la scuola. Stavolta toccava all’ente pubblico preparare un progetto per tutta l’area (si chiama piano particolareggiato), e comprendere il privato, e magari concordare con esso come sfruttare il residuo. Non essendo intervenuto alcun esproprio il privato avrebbe potuto concordare, eventualmente, come utilizzare il terreno. Magari costruendo qualche opera di interesse collettivo (il Tar, infatti, aveva stabilito sul suo terreno un vincolo conformativo: avrebbe, cioè, dovuto ‘conformarsi’ alla destinazione). Il Comune però, come detto, ha approvato il progetto definitivo senza tener conto di tutto ciò. L’approfondimento, in ogni caso, in seguito. Torniamo alle azioni 2011-2012.

Il privato (l’impresa Imcona), dopo l’approvazione del progetto del dicembre 2011 avrebbe fatto ricorso al Tar a fine marzo 2012 e l’istanza sarebbe pervenuta alla Provincia per mezzo dell’avvocatura. È il 3 maggio 2012 quando la stessa Provincia, allertata, avrebbe demandato al Comune di “attivare ogni e più opportuna azione per la risoluzione della problematica”. A tale richiesta il Comune avrebbe risposto che trattasi dell’ennesima azione processuale da parte del privato e che si sarebbe impegnata a risolvere per vie legali la questione, incalzando la Provincia nella realizzazione dell’edificio. È l’11 maggio 2012. Qualche giorno dopo, il 17 maggio, la Provincia “nel prendere atto delle ‘rassicurazioni’ fornite” dall’ente, avrebbe osservato che “a seguito della notifica del ricorso” sarebbe “venuto a conoscenza dell’esistenza di un giudizio, ancora pendente” che avrebbe potuto “minare la scelta adottata, a monte, dal Comune, di cedere alla Provincia i terreni su cui realizzare l’edificio scolastico e, conseguentemente, invalidare (per illegittimità derivata) gli atti impugnati con il ricorso”. Detto ciò il progetto va avanti, ma “qualora un eventuale esito negativo dei giudizi pendenti avverso il Comune pregiudicasse la realizzazione del progetto” l’amministrazione provinciale “si riserva qualsiasi azione risarcitoria a tutela dei propri interessi”, stante l’esclusiva responsabilità in ordine all’adozione dei provvedimenti impugnati”.

È il 21 maggio (4 giorni dopo quella corrispondenza) quando viene celebrato l’evento dell’apposizione della prima pietra.

Dell’obbligo da parte dell’ente comunale di attuare l’intera maglia se ne discute in consiglio comunale: il movimento ‘Autonomia cittadina’ fa depositare agli atti una dichiarazione con la quale prende le distanze: “A nostro giudizio – si legge in quell’atto allegato alla delibera di consiglio – l'iter burocratico seguito da questa amministrazione appare non conforme alle norme. Perciò potrebbe innescare un ennesimo contenzioso e produrre ritardi nella realizzazione dell'opera e richieste di risarcimento danni a carico dell'ente”.

 

L’anomalia dell’iter procedurale

Per approvare il progetto definitivo – qui torniamo alle settimane che hanno preceduto il consiglio del 17 novembre 2011 – occorreva un parere dell’ufficio tecnico, che nella persona di Alessandro L’Abbate (l’allora dirigente del servizio), esprimeva la necessità di tenere conto del privato in una relazione a sua firma. Di questa relazione, tuttavia, nella delibera di quel consiglio, non c’è traccia. Spunta fuori invece, una relazione tecnica di Francesco Ladisa (geometra del medesimo servizio), assai simile a quella di L’Abbate, dalla quale sparisce ogni riferimento al privato.

Cosa sarebbe accaduto? Secondo la ricostruzione dei fatti di quel periodo, la relazione di L’Abbate sarebbe del giorno 8 settembre, quella di Ladisa del 7 novembre (che pubblichiamo integralmente nelle prossime pagine). In Prima commissione (referente per opere pubbliche, urbanistica etc.), lo stesso 7 novembre, sarebbe approdata la relazione di Ladisa (mentre L’Abbate in quei giorni era assente per malattia). Chi avrebbe sostituito la relazione? E perché? Qual era l’interesse di stralciare la parte relativa al privato? Chi sono gli interessati nella vicenda?

Se la Procura dovesse accertare attori e moventi, stando così le cose, potrebbero configurarsi diversi reati, sia amministrativi che penali. Si parlerebbe di illegittimità dell’atto, poi il falso ideologico, abuso d’ufficio e concussione.

La Procura potrebbe invitare l’ente a chiarire tutti i punti oscuri dell’iter, ed eventualmente riscontrare anomalie e irregolarità.

Chi ne risponderebbe poi?

La storia del terreno

Il Palestrone (attualmente collocato in via Sanzio) sarebbe dovuto sorgere altrove, come pure la scuola superiore. Questo è il primo dato che emergerebbe prendendo tra le mani il piano regolatore di Casamassima.

Con molta probabilità, da quello che osserviamo – attualmente – Casamassima non avrebbe aree disponibili per le opere di urbanizzazione secondaria, il che significherebbe (tradotto per i meno avvezzi ai tecnicismi) che sarebbero scarse le possibilità di costruire altri spazi tipo asili nido, scuole dell’obbligo, impianti sportivi di quartiere, aree a verde di quartiere, uffici comunali, mercati di quartiere, centri culturali e chiese.

Ma torniamo al Palestrone. L’area inizialmente individuata per il palazzetto dello sport (al momento della redazione del Prg) sarebbe quella dove oggi è in costruzione la scuola superiore (secondo quanto previsto dall’art. 2.03, punto 6, delle norme tecniche), la quale, dal canto suo, era prevista alle spalle del quartiere ‘Cavallerizza’, in fondo alla zona 167. Tutto ciò è riscontrabile dalla tavola grafica, dove PI.I indica le attrezzature di ‘Pubblico Interesse-Istruzione superiore’. Le opere di urbanizzazione secondaria solitamente vengono calcolate in base a coefficienti che prevedono che per ogni tot di abitanti insediati o insediabili, vi sia una superficie minima destinata a urbanizzazioni secondarie, secondo quanto previsto dal DM 1444/68. Cioè quelle aree elencate sopra che a Casamassima scarseggiano.

La destinazione dell’area-scuola oggi

La destinazione dell’area privata – che insiste accanto a quella dove sta oggi sorgendo la scuola – come suddetto, rimase appesa: cioè ancora oggi non si sa cosa ne verrà fatto, nonostante il privato abbia (in più occasioni) inoltrato richiesta di costruire. Vi è di più, il Comune aveva chiesto e ottenuto dal giudice amministrativo (con sentenza del 2009) che venisse “imposto uno strumento urbanistico attuativo (vedi piano di lottizzazione)” prima di poter rilasciare permessi di costruire, spiegando, che ciò «‘si impone’, in riferimento alla pianificazione della maglia, anche ai fini di un armonico raccordo col preesistente aggregato abitativo». L’amministrazione De Tommaso aveva provveduto nel luglio 2008 a chiedere al privato, con documentazione grafica preliminare (discussa nell’ambito di una riunione con tecnici, avvocati, politici e amministratori comunali) di attuare l’area. Il privato pare fosse d’accordo, ma l’iter del piano attuativo si sarebbe inceppato per fatti ancora da chiarire.

La storia degli ultimi anni in sintesi

Da quanto emerge dalla ricostruzione dei fatti, nel 2007 il privato aveva richiesto di costruire dei parcheggi (esattamente dei box auto), ma l’istanza fu rigettata (anche in sede giudiziaria) perché – per dirla in breve – l’area di pertinenza del privato rientrava in una maglia che andava ‘progettata ed edificata’ per intero come previsto dalla legge e dal Prg: cioè il privato doveva proporre un piano di lottizzazione per l’intera area e non solo per la sua frazione (cioè per circa 27mila metri quadri invece di circa 4mila).

Intanto ancora l’amministrazione De Tommaso stabilisce di insediare la scuola superiore nell’area adiacente a quella del privato in via Cellamare, senza però (a questo punto) prendere in considerazione l’ipotesi di addivenire a un accordo per l’utilizzo di quel terreno. Passa qualche anno, la seconda amministrazione De Tommaso cade prima della scadenza del mandato, e nel maggio 2011 si insedia l’attuale amministrazione, come ricordato. Il 17 novembre 2011 viene approvato – come più volte richiamato – il progetto definitivo, di nuovo senza tenere conto dei diritti derivanti dalla proprietà privata.

In consiglio, quella sera, approda una relazione dell’Ufficio tecnico comunale a firma del geometra Francesco Ladisa, capo servizio facente funzioni (a causa della temporanea assenza per malattia dell’ing. comunale Alessandro L’Abbate). La relazione, di due pagine, somiglierebbe a una precedente redatta da L’Abbate nella quale si farebbe riferimento al fatto che sarebbe equo riconoscere al privato, proprietario della residua porzione della maglia P.19, gli stessi diritti e le stesse opportunità urbanistiche oggi ad appannaggio del Comune e che lo stesso privato possa presentare richiesta di costruire diretta. Non sfuggirebbe, naturalmente, che le opere oggetto di edificazione debbano avere una destinazione d’uso compatibile, complementare e attinente l’edilizia scolastica, come per esempio auditorium, sala conferenze, uffici etc.

Piano regolatore: dal palazzetto dello sport alla scuola

In tutto ciò rimarrebbe ancora un mistero: il terreno del privato sarebbe stato sottoposto a vincolo conformativo (come accennato in precedenza) e non espropriativo, stando a una sentenza del giudice Urbano (la difesa del Comune, affidata all’avvocato Angelo Orofino, avrebbe chiesto e ottenuto, in quella occasione, infatti, il vincolo dal Tar). Scavando negli atti comunali, in ogni caso, si risale a una delibera di giunta del 10 febbraio 1992, la n. 167 per l’esattezza, con la quale il sindaco di allora Domenico Orofino avrebbe richiesto allo stato (Ministero del Turismo e dello spettacolo) di finanziare l’acquisizione di parte di quel terreno di via Cellamare per la costruzione del Palasport.

Dove, cioè, oggi sorge la nuova scuola superiore.

Spesa complessiva prevista allora per il palasport: 5miliardi 208milioni 164.993 lire.

[da La voce del paese del 22 giugno 2013]

Commenti  

 
#19 CaRmine arICCiA 2013-11-05 23:07
Gentile signora Rodi, da una attenta lettura del suo racconto si deduce che Casamassima dovrebbe avere una scuola in meno e qualche detenuto in più?
 
 
#18 Leonardo Nanna 2013-11-03 19:25
#Ex Craxiano, credo che Pignataro, non abbia responsabilità da malafede per l'approvazione urgente e senza procedure legittime (se
non illecite) in ordine alla approvazione della Scuola Superiore. Egli, insieme ad altri consiglieri che nella seduta consigliare del'11
novembre 2011 tennero una gratuita rappresentazione di non conoscenza delle norme di cui parlarono, ha avuto il grande torto di farsi portare
a passeggio pur con i dubbi che aveva sulla questione.
Detto ciò, visto che in certi ambiti è in voga lo "spaccio" della non cultura del diritto, ti riporto cosa dice l'art. 16 della L.R. 13/2001:


Art. 16 - (Acquisizione delle aree)

1. Le aree occorrenti per l'esecuzione delle opere di cui alla presente legge devono essere scelte nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti o di quelli adottati e trasmessi alla Regione per l'approvazione, nonché dei vincoli e delle limitazioni di qualsiasi natura costituiti o comunque operanti a tutela del pubblico interesse.
2. Nei casi in cui lo strumento urbanistico vigente contenga destinazioni specifiche di aree per la realizzazione di servizi pubblici, l'approvazione di progetti di opere pubbliche ai sensi della presente legge, anche se non conformi alle specifiche destinazioni di piano, non comporta necessità di varianti allo strumento urbanistico medesimo.
3. Nel caso in cui le opere ricadano su aree che negli strumenti urbanistici approvati non sono destinate a pubblici servizi, la deliberazione del Consiglio comunale di approvazione del progetto costituisce adozione di variante degli strumenti stessi.
4. Entro quindici giorni dal deposito della delibera di approvazione del progetto presso la segreteria comunale, chiunque può presentare proprie osservazioni, anche ai sensi dell'articolo 9 della L. 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. La delibera con cui il Consiglio comunale, tenuto conto delle osservazioni, si pronuncia definitivamente determina variante urbanistica senza necessità di controllo regionale.
5. Per le opere di edilizia scolastica e ospedaliera e per gli asili nido, la deliberazione di approvazione di cui ai commi 2 e 3 deve essere adottata previa dichiarazione di idoneità dell'area rilasciata da una commissione costituita da:
a) dirigente del Comune interessato, o suo delegato, che la presiede;
b) dirigente dell'Assessorato regionale ai lavori pubblici, o suo delegato;
c) dirigente dell'Assessorato provinciale interessato, limitatamente alle opere di edilizia scolastica di competenza provinciale;
d) coordinatore medico della ASL competente per territorio, o suo delegato.

I deliberati della Commissione sono validi e sono subordinati ai risultati positivi derivanti dalla relazione geologica.

Leggi il comma 1, poi il comma 2 dimmi come quella scuola non dovrebbe essere demolita a spese del sindaco.
Ma è soltanto il profilo di minore importanza in tutta la questione.
 
 
#17 Ex Craxiano 2013-11-03 13:08
Anni fa seguivo i consigli comunali e ancora oggi ricordo i vari interventi del dottor Pignataro quando si discuteva di quel terreno di proprietà dell'imprenditore edile signor Nanna, genitore del signor Leonardo.
Ebbene, ogni volta il dottor Pignataro veniva tacciato di voler "fare gli interessi" del suo "padre politico", come oggi lo definisce il signor Leonardo.
A distanza di tempo, con l'obiettività di chi ha scelto di tenersi lontano dalle beghe politiche, dalle informazioni acquisite da giornali, internet e dalla lettura dei documenti pubblicati, devo riconoscere l'onestà del consigliere Pignataro sul quale io stesso nutrivo dei dubbi!
In un settore molto complicato, quale l'edilizia, è stato facile approfittare della buona fede delle persone e auguro ai respondabili che avrebbero manipolato tutta la faccenda di essere sottoposti al giudizio di una giusta magistratura!
 
 
#16 Ingenuo 2013-11-03 09:31
Rinviati a giudizio i fratelli De Gennaro per la cittadella della polizia!
Non doveva sorgere in quel luogo quella struttura?
Una faccenda simile alla scuola superiore di Casamassima?
Perchè tanta presunta illegalità?
Questioni di antichi incomprensibili (?!?! ?)vizi di politici, tecnici ed inquietanti imprenditori?
Chissà !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
 
 
#15 Leonardo Nanna 2013-11-02 17:49
SEGUITO
4) ho letto sì di giudici e pubblici ministeri trasferiti, ma ho approfondito soltanto su quelli che sono stati trasferiti per ragioni di frode giudiziaria da un Tribunale ad un altro. La frode infatti parrebbe essere assistita da fatti climatologi: se in una città attecchisce in un'altra no.
5) il POTENTE, se è quello che qui potrei immaginare, dovrei semplicemente dire che è una persona intelligente, preparata che, da sola, senza la compiacenza del potere (eufemismo questo), sarebbe semplicemente una persona piacevole e non il POTENTE. Le sue vicende giudiziarie non so nemmeno se sono state definite.
6) chi ti dice che i tecnici locali non abbiano pensato alla sospensione? a me è stato detto che sono state addirittura rassegnate le dimissioni; ma forse gli è stato suggerito che uscendo dalla politica diventa più difficile difendersi. Questo non significa che non siano innocenti. Magari saranno innocenti e non lasciare la politica diventa una semplice ragione di miglior strategia difensiva. Perché? Non faccio l'amministratore, non posso saperlo e non me lo hanno detto.
7) le sopite coscienze dei cittadini certamente si gioveranno del contributo giornalistico della dottoressa Marilena Rodi; io invece andrò avanti per farmi restituire il maltolto e per vendicare il maestro politico del dottor Pignataro: mio padre.
8) non capisco in chi abbiano riposto fiducia, ma bontà loro.
Grazie per gli auguri, fateli anche a chi non ha ancora deciso di abbandonare la politica non avendone le capacità per farla. La gente, oggi, incomincia ad aver fame e sete di giustizia spinta della fame e della sete che fanno venire i crampi allo stomaco e portano alla morte civile.
leonardo nanna
 
 
#14 Leonardo Nanna 2013-11-02 17:46
per #15 Sfiduciato
Mi sembra un po' provocatorio interloquire con me, su questi temi ed in questo particolare momento, ma voglio fidarmi della tua celata identità. Vedi, i consulenti, quelli non ufficiali (cioè che non risultano aver avuto un mandato o incarico, perché il Comune non aveva soldi), che avrebbero dato pareri anticipatori delle future sentenze al TAR e dai quali nacque il coraggio per gridarmi dal palcoscenico di non permettermi di ostacolare la volontà degli amministratori, sono allo studio delle mie parole per capire quello che io so o che avrei ancora da raccontare.
Per questo, ma con prudenza, risponderò alle domande del mio unico "Follower", come di seguito:
1) il sistema Giustizia italiana disporrebbe di almeno il 70%, sull'intero organico, di magistrati degni di tale nome e della responsabilità a loro affidata. Quelli che non meriterebbero non mi fanno paura e ne parleremo in un altro momento.
2) conosco meglio di qualunque altro casamassimese la violenza esercitata in quel paese dalla politica, tanto da andarne via 40 anni fa. E poi, ho dedicato gli ultimi otto anni a studiare i fatti ed i misfatti delle amministrazioni succedutesi nell'ultimo 50ennio.
3) dei processi che sarebbe meglio istruire a Bari anziché a Taranto mi informerò.

SEGUE
 
 
#13 Sfiduciato 2013-11-02 01:51
Signor Nanna, mi complimento per le sue battaglie, ma quanta fiducia lei ripone nella giustizia?
Sapesse quante violenze ha subito questa città e mai nessuno ha pagato di persona!
I contenziosi palesemente lunghi, non la spaventano?
Ha letto di processi che sarebbe meglio istruire a Bari e non a Taranto?
Ha letto del trasferimento di giudici "probabilmente" scomodi?
Segue le lunghe vicende giudiziarie del POTENTE?
Le hanno mai parlato di tecnici locali che nonostante le (forse infamanti)denunce di alcuni cittadini, sfacciatamente circolano nelle stanze del potere? (senza aver mai pensato all'auto sospensione!)
E con lo stesso coraggio con il quale la giornalista RODI ha risvegliato le sopite coscienze di molti cittadini, vada avanti alla ricerca della verità!
Questo paese è stanco, ha anche perso la fiducia riposta in qualche politico locale che con il tempo si è rivelato solamente un grande bluff!
Auguri signor Leonardo Nanna!
 
 
#12 Leonardo Nanna 2013-11-01 18:10
per il post #8 imcona:
a parte quello che a te risulta, ed a parte anche anche la tua ignoranza sui fatti ed in diritto amministrativo, vorrei richiamare la tua attenzione su un mio ragionamento che è il seguente:
posto che a Casamassima, per la prima volta in quarant'anni, si fosse pagata una * (in dazione di denaro, in affidamento di incarichi, ecc.) che tecnicamente farebbe configurare il reato di concussione o corruzione, quale sarebbe stato il tuo svantaggio personale o del cittadino in questa ipotetica situazione? Bene, questo io non lo so! So per certo che il Comune di Casamassima, senza le tue fantasiose chiacchiere e le sue strane operazioni tecnico-amministrative, avrebbe avuto un asilo nido, uno studentato, dei parcheggi e tanti altre opere di urbanizzazione secondaria di cui qualche volta avrai sentito parlare. Ma a parte la televisione, qualche volta avrai anche sentito che qualcuno disperato e in cerca di lavoro si "incazza" e diventa magari ingiustamente violento contro chi lo amministra. Questo fa parte delle tensioni sociali che il tuo modo di vedere superficiale, ormai dilagante, crea. Il privato che fa quello che tu chiami business, ma cerca di farlo a pieno diritto e sulla sua proprietà, fa anche la sua piccola parte per la eliminazione delle cause a monte delle tensioni sociali. Quelle tensioni non si eliminano con "l'aria fritta" di cui cerchi di alimentare la fantasia dei lettori, diffamando il prossimo.
Comunque, ti assicuro, il sottoscritto non fa il corruttore, non fa il servo degli amministratori e non sogna nemmeno, come un comune amico consigliere, che la Procura della Repubblica alla fine dirà: "vabbè, che vuoi che sia!".
Per questo ti consiglio di seguire il mio esempio, non di ipotetico corruttore, ma di cittadino e/o privato che i fatti apparentemente rilevanti sotto il profilo penale li denuncia all'A.G.. Anche se qualche volta il "vabbè, che vuoi che sia" può anche esserci. L'ho letto sui giornali, proprio della tua terra, caro signor #8 imcona. Tu lo hai mai letto.
Ma il film che ti ho rappresentato sin qui, non c'entra nulla con quel terreno! su quel terreno c'è stata una vera crociata del privato per opporsi ai comportamenti anomali della politica. Impara a leggere quello che Casamassima Web ha accennato sulla questione, forse capirai anche tu. Se poi sei un tecnico e non capisci quello che è scritto, vuol dire che sei sì un tecnico, ma evidentemente un tecnico disatteso!
Leonardo Nanna
 
 
#11 Atleta 2013-11-01 17:08
Forse mi sbaglio, ma ho notato che gli impianti sportivi esterni del nuovo istituto scolastico, sono stati "disegnati" sull'asfalto! Destinati a scomparire in un paio d'anni?
A proposito, cosa aspettano a consegnarlo, perchè questi ritardi?
Gatta ci cova!
 
 
#10 Il cambiamento 2013-11-01 15:38
Per #8 incona, spero che queste tue risultanze le abbia fatte già trasmesse ai Carabinieri! e da quanto ti risulta quanto era il regalo per il business che stavano facendo? e la richiesta, era in denaro o in natura....
 
 
#9 Dege 2013-11-01 14:24
Per la verità domani vengono i Morti, la Pasqua è troppo lontana!
 
 
#8 imcona 2013-10-31 23:08
il progetto della imcona no poteva essere portato in consiglio comunale, da quanto mi risuta perchè era un regalo al privato che a differenza del comune che doveva costruire una scuola il privato voleva fare business. il comune doveva approvare una variante in deroga per favorire il privato o per favorire la collettivita? in cambio il comune cosa avrebbe avuto, nulla. E' passato il Natale ora viene la Pasqua.
 
 
#7 SaVi no 2013-10-31 21:48
E sulla centrale elettrica si abbattono fulmini e saette!
E sulla scuola superiore penzolano grossi macigni!
Possibile che nulla è fatto all'insegna della trasparenza e nell'interesse della comunità?
La dignità ha lasciato spazio solo al vil denaro?????????
 
 
#6 Leonardo Nanna 2013-10-31 16:47
CONTINUAZIONE
Anche che il progetto del 2007, quello relativo ai Parcheggi, venne affidato ad un geometra di Lecce che, vista la latidutine in cui viveva, magari si intendeva di più della progettazione in territorio nord-africano (viste le distanze geografiche) che di quello casamassimese posto molto più a nord, il quale pensò che quanto era scritto sul Certificato di Destinazione Urbanistica fosse vero e non una “barzelletta”.
Vero purtroppo è anche, che il progetto del 2012, quello dell’asilo, dello studentato, della annessa mensa, dei parcheggi interrati, etc - tutte opere di Urbanizzazione Secondaria - vennero progettate sì da tecnici non di Casamassima, ma in quella occasione, però, gli stessi tecnici progettisti vennero supportati dai suggerimenti del dirigente dell’ufficio tecnico del Comune, dal Signor Sindaco, da Assessori di maggioranza ed altri, tutti presenti e d’accordo in una riunione che doveva gettare le basi per risolvere gli interessi del pubblico e del privato, eliminando il contenzioso in corso.

Perché tutti quei progetti non sono piaciuti a Casamassima.

Cosa non è piaciuto per approvare l’ultimo progetto da portare in Consiglio Comunale mai convocato per la sua approvazione o bocciatura.
Perché la Provincia di Bari, che ha vinto la sua causa amministrativa contro il proprietario del terreno sostenendo innanzi ai Giudici aditi di “non sapere” che vi era una delibera comunale del 28/07/2008 che le assegnava un’area per la costruzione di una SCUOLA SUPERIORE in area destinata ad Urbanizzazioni Secondarie, non ha fatto qualcosa per evitare di far spendere 7 milioni di euro in maniera proditoria nonostante un proprio dirigente avvesse ben aperto gli ochhi sulla questione ? Attenzione, ho scritto Urbanizzazioni Secondarie e non SERVIZI (zone F)come dichiarato per iscritto da taluni signori casamassimesi in documenti ufficiali atti a favorire gli ipotizzati abusi!

Questi chiarimenti e/o misteri, sono soltanto l’uno per cento di quello che i casamassimesi dovrebbe conoscere su questioni che non sono dipese da loro ma semplicemente da Comune, Provincia, Regione ed altri. Forse prima, forse poi, potrebbero ricadere sui cittadini. Potrebbero ricadere anche sul sottoscritto, ma ci vorrebbe qualcuno (molto bravo anzi profondo conoscitore dei vizietti italiani) riuscisse a farlo condannare per diffamazione o per calunnia.

Ma di.co. io, prima di sforzarsi nel far tutto questo, gli amministratori non avrebbero fatto prima e meglio a dotare sia Casamassima che la SCUOLA SUPERIORE di Urbanizzazioni Secondarie sull’area IM.CO.NA, così come dalla Legge imposto, dalla loro attività giudiziaria portata avanti con grande successo e dal pubblico interesse auspicato?
a PRESTO
 
 
#5 Leonardo Nanna 2013-10-31 16:44
Casamassima dovrebbe ringraziare la dottoressa Rodi visto che, con la sua attività di giornalista libera, cerca di far luce in un ambito forse non proprio organizzato a favore del pubblico interesse. Che dipenda questo, da incapacità di gestire la cosa pubblica o da interesse privato nella cosa pubblica, non è affare che mi riguarda. Io continuerò a fare l’interesse “del privato”, cioè della società da me rappresentata laddove, peraltro, il mio interesse coincide esattamente con quello pubblico.

Detto ciò vorrei sottolineare quanto segue:
1) il terreno della IM.CO.NA., quello di fatto sequestrato con un “blitz” (termine che è soltanto un eufemismo) dalla amministrazione comunale, ha sempre avuto una sua destinazione urbanistica ben preciso e di carattere edificatorio. Per questo, i suoi proprietari hanno sborsato soltanto in opere di progettazione, oltre 100 mila euro. Di seguito elenco le opere progettate e mai approvate:
a. nell’anno 1984, quando la destinazione urbanistica di terreno era individuata nel vigente Piano di Fabbricazione come “fabbricati industriali esistenti”, si presentava un progetto per poter costruire un opificio industriale per la trasformazione di prodotti agricoli che avrebbe dato lavoro a non meno di 40 dipendenti;
b. nell’anno 2007, quando una strumentale destinazione urbanistica impressa dal Piano Regolatore Generale del 2001 destinava quell’area costruzioni di “Urbanizzazioni Secondarie – Parcheggi (US.P), come dall’art. 2.03 delle Norme Tecniche di Attuazione”. Quindi (sancito dal C.D.U. a firma L’Abbate), da tutti i punti previsti in quell’articolo e non soltanto dal punto 6 peraltro superato da svariate documentabili ragioni, per cui si presentava un progetto per costruire dei parcheggi coperti (n. 120 posti auto);
c. nell’anno 2012, a seguito di pretese del Comune di Casamassima, individuabili in Sentenze ed atti amministrativi vari, si presentava un progetto per costruire un asilo nido, uno studentato (alloggi per studenti sottoposti al mercato nero degli affitti), una pubblica mensa, una para-famacia, una sala convegni, etc.., il tutto con parcheggi sotterranei. Vennero soltanto esclusi da quel progetto, dietro suggerimento del Sindaco, tre piccoli locali destinati ad infermeria. Dimenticavo, ma venne escluso anche un eventuale piccolo motel che ritenevo utile alla comunità casamassimese e che poteva anche sottrarre clientela agli alti prezzi del circondario.
In tutto questo, però, il proprietario del terreno del 1984 affidò il progetto ad un ingegnere che non era di Casamassima e che, a mio avviso, poteva, magari, non ben conoscere i meccanismi interpretativi del P.d.F. locale.
CONTINUA
 
 
#4 CARONTE 2013-10-31 13:37
Redazione, mi permetto di precisare, visto che all'epoca traghettavo i vivi e non i morti: il sindaco dell'epoca, che non ricordo al momento chi fosse, aveva chiesto il finanziamento di 5miliardi 208milioni 164.493 lire Nei quali, ESPRESSAMENTE COMPRESI, 325milioni 228mila lire PER L'ESPROPRIO DEL TERRENO DEL PRIVATO. Torno al traghetto, ho tre morti prendere! :lol:
 
 
#3 maria 2013-10-30 21:56
E la storia si ripete,solo che noi ci ostiniamo a non leggerla
 
 
#2 vinnj09 2013-10-30 20:42
invece...............non capisco perchè l'anno fatto prima costruire!!!!!!!!!!!!forse per farlo ABBATTERE...........
 
 
#1 IO 2013-10-30 15:31
E perchè, l' Amministrazione ne fa una giusta?... MAI!!!
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI