Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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FESTE PATRONALI, TARANTELLE E SAGRE: FLOP?

san rocco 2013

La domanda è provocatoria, chiariamolo subito. Se le ultime, le sagre, godono ancora di buona salute perché mettono al centro il patrimonio culinario di un luogo, ne fanno risaltare le bellezze insieme alle prelibatezze (il tutto condito con un tocco di buonumore che non guasta), le altre feste accusano una battuta d’arresto. Un po’ per partecipazione, un po’ per gusto. Inteso come sobrietà, o sacralità se vogliamo. Le feste patronali erano un tempo il momento di aggregazione, di evasione, di esaltazione, di comunione spirituale e di ricerca della condivisione. Oggi sono ricettacolo di cimeli, esposizione piratesca, alcolici e zozzerie. Gli anni Cinquanta sono passati da un pezzo, non funziona più che le massaie – in occasione della festa – sfoggiavano il loro abito nuovo di zecca e agghindavano i figli all’uopo: nel 2013 siamo ormai un po’ oltre quella accezione di vanità. Semmai resta la necessità di sfoggiare la griffe o la nuova famiglia allargata.

E così cammini per le vie del paese e scorgi la gente affacciata al balcone mentre aspetta che passi il santo in processione: cos’ha che non va? Problemi di deambulazione? Niente pericolo, c’è la statua che forse fa il miracolo. Vero è che Gesù andava a trovare i malati, ma è anche vero che i malati, per cercar guarigione, lo raggiungevano fin dove lui incontrava pubblicamente le persone. La visita a un infermo è un conto. La condivisione in chiesa è un altro. Ma al di là di questo aspetto ‘religioso’.. quello che notiamo (non solo noi per la verità, ma anche lettori del Corriere, tanto per citarne uno) è che la spiritualità sia un dato evanescente. “Di queste feste paesane – scriveva proprio sul Corriere Edgardo Grillo – ciò che rimane sono tonnellate di spazzatura, i resti della gozzoviglia smodata, il segno avvilente di uno scomposto spettacolo finalizzato a tutto meno che al richiamo e al mistero della spiritualità”. Per non parlare dei soldi: “Vi è anche – continuava Grillo – in tutto questo uno sperpero peccaminoso di denaro – sperpero di cui molto spesso la Chiesa è complice – che potrebbe essere destinato non a una popolazione ormai adusa ai cimenti ludici ma ai tanti poveri cristi condannati all’indigenza più mortificante”. “L’unica preghiera che mi esce dal cuore in questo bailamme – concludeva – è “Libera nos, Domine, a malo”.

La disamina di Grillo, molto più articolata, è uno spunto di riflessione divampato soprattutto dopo le tante polemiche scoppiate proprio in occasione dei festeggiamenti di San Rocco. A chi era presente (o ha visto o gli è stato riferito) durante la processione della domenica mattina, non sarà sfuggito il tono con il quale si sarebbero affrontate alcune persone che discutevano del percorso, forse deviato improvvisamente, senza che fosse stato concordato. ‘Era solo una strada cambiata’, penserebbe un ateo o un ignaro. Invece non era solo una strada. Era un pezzo di equilibrio tra istituzioni e popolo. Chiesa e organizzatori. Credenti ed enti coinvolti. Un sasso nello stagno di cui a breve potremmo percepire le onde.

Intanto l’estate si è conclusa, siamo in autunno, e l’organizzazione di nuovi eventi non si arresta. Cosa buona, così almeno si tengono in fermento gli attori che volta per volta si alternano nel ravvivare questo ‘inverno della socialità’, che ormai miete vittime ovunque. Il problema è: se le sagre più o meno tengono, le feste patronali vivono il gelo, le tarantelle e le danze popolari forse non interessano, i concerti non sono graditi per l’alto volume, il teatro è da scordarselo perché non abbiamo un contenitore, che ci resta? Il deserto dell’‘humus urbano’.

[da La voce del paese del 28 settembre 2013]

Commenti  

 
#10 Equandomai 2013-10-11 21:14
La partecipazione o meglio la compartecipazione? Avete mai visto un asino concorrere con un cavallo da corsa?
 
 
#9 ortica 2013-10-10 13:43
In nessuna associazione od organizzazione è stato mai cacciato via nessuno, capace o meno. Se questa gente "professionista" c'è sul territorio, finora non si è mai manifestata. E piuttosto che stare a casa a scrivere fesserie sui blog, preferisco i dilettanti che con tanto impegno provano a promuovere questi eventi. Chiunque sa o crede di saper far meglio, si faccia avanti....questa si chiama "partecipazione" si informi signore/a panealpane, è sempre esistita ed è stato il motore che ha mosso da sempre la civiltà
 
 
#8 Panealpanevinoalvino 2013-10-09 18:38
Ci sono modi e modi per organizzare una manifestazione, la volontà è indispensabile, ma la capacità è altra cosa!
Pensi, signor ORTICA, che esiste, da qualche anno, una facoltà che prepara i futuri dottori all'organizzazione di eventi", immagini Lei!
Il suo concetto, "a chi non piace rimanga a casa", è insulso, poichè dalla qualità delle manifestazioni si evince il grado di cultura della città!
A casa dovrebbe rimanere chi non è al passo con i tempi, chi non riesce a dare un volto a questo paese e probabilmente chi non capisce che la professionalità è alla base di ogni manifestazione della vita!
 
 
#7 ortica 2013-10-09 15:06
A mio modesto avviso e parere, la discussione non deve convergere sulla qualità della festa o sulle intenzioni di chi vi partecipa. Proviamo un pò, seguendo la linea di pensiero dell'articolo, ad evolvere questo tipo di manifestazioni arricchendole e aggiornandole, contribuendone ciascuno di quel quid che ne possa portare valore aggiunto. In assenza di questo contributo, trovo sbagliato stroncare tutte le iniziative solo perchè da alcuni ritenute obsolete se non addirittura fuori luogo. Ricordiamo che dietro ogni manifestazione c'è impegno fisico e di tempo di gruppi di persone. Non tutto è riconducibile ad una protesta anonima dietro una tastiera. Non ti va di partecipare...stattene a casa. Non ti è piaciuta la manifestazione...non parteciparvi più. Ma smettere di farla perchè un manipolo di persone la ritiene superflua o obsoleta....bhè, credo che le persone presenti valgono molto di più di dieci anonimi che, nonstante per tre giorni siano usciti a ritrovare amici e conoscenti, tornino a casa a fare i falsi moralisti. Se proprio volete, provate a fare critiche costruttive e a partecipare anche alla fase organizzativa degli eventi, altrimenti partecipate o no....nessuno si accorgerà di voi.
 
 
#6 Curioso e 2013-10-09 06:41
Premesso che sono d'acordissimo con la gentile Sig.ra Rodi, le feste patronali così come sono non significano più nulla. Poi vorrei capire da qualcuno che qui scrive, se io non vado a messa tutto l'anno, vivo tutti i giorni fregandomene del prossimo, cerco di fare sempre i cavoli miei ma la seconda domenica di settembre passa la statua del Santo sotto casa e faccio una bella offerta al comitato posso avere la vita eterna?
 
 
#5 ortica 2013-10-08 14:46
ad esempio, signor #Marziano: lei cosa propone???
 
 
#4 Marziano 2013-10-07 23:03
Feste patronali, tarantelle e sagre!
Suvvia, i tempi sono duri, i nostri figli dovranno cercare lavoro all'estero, tra non molto i marziani scenderanno sulla terra, e si chiacchiera ancora di fuochi d'artificio, balli e fornelli!
Per favore, miglioriamoci!
 
 
#3 Qualunquista 2013-10-07 22:11
Organizzare la * da fare con tutta la commissione è normale!
Ognuno paga per se'!
 
 
#2 martina 2013-10-07 21:13
Ogni tanto, caro casamassimese doc..si ricordi qualche "mutina"...
 
 
#1 casamassimese doc 2013-10-07 15:51
Tengo a precisare che non solo anno cambiato i percorsi che il santo percorre d a una vita , ma in alcuni casi ,tipo via calzaiuoli angolo c.so san sabino anno avuto la faccia tosta di far passare il quadro per le offerte dal lato della fontana dove era riunita la gente ( anche disabili )mentre san Rocco veniva fatto passare dal lato opposto. Sono indignato e mi vergogno come cittadino casamassimese di esse rappresentato da un prete che nessuno a chiesto e un presidente della commissione che non capisce un emerito *...o . Al massimo sa organizzare la * da fare con tutta la commissione qualche giorno dopo la festa patronale.
 

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