Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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DOMANI CINEFORUM AL MACONDO CON DIBATTITO: LA FINZIONE

macondo cineforum 3 lug

L'appuntamento al caffè letterario in via Verdi è per le 20 di domani, venerdì 27 settembre. Il commento è affidato allo storico Massimiliano Italiano, autore del pezzo che segue.

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Come la realtà è dominata dalla finzione

 

Le tecniche di persuasione sociale, quelle ancora utilizzate in un passato non troppo lontano, si fondavano sul coinvolgimento e sull'influenza delle masse. Pensiamo ad esempio ai giornali, alla radio o alla televisione che, fino a circa un decennio fa, puntavano al dominio dell'opinione pubblica attraverso una martellante pubblicità di un determinato prodotto o di una moda. Questo avviene certo ancor oggi. Ma l'ingresso in campo di nuovi sistemi di comunicazione con alla base la rete Internet e il satellitare ha liquidato i contenuti classici dei vecchi media e sminuito “l'informazione pilotata”. Non solo si ha avuto un valore aggiunto in termini di quantità di informazione ma anche in termini di qualità. Da un certo punto di vista, quindi, l'aumento dei contenuti e del numero dei media ha prodotto una dispersione della forza del vecchio potere mediatico; e su un'altra mano, la crescente differenziazione degli orientamenti dell'informazione una conseguente frammentazione del convincimento politico e commerciale.

La frammentazione sociale e l'individualismo sono due aspetti tipici della società contemporanea che rendono difficile l'orientamento delle masse come in passato. Le realtà commerciali come anche gli attori della politica trovano perciò sempre più difficoltà ad individuare i futuri assetti della popolazione. Ognuno, chiuso in se stesso, si crea artificiosamente la propria società e i propri desiderata, abbandonando il campo delle relazioni sociali in cambio del proprio immaginario della felicità.

L'immaginazione è da sempre stata rifugio della mente di ognuno e ciò per svariati motivi: fuggire dalle paure, crearsi artificiosamente un amore o il proprio successo, sfogarsi dell'odio e dei rancori immedesimandosi magari nel vendicatore contro i propri nemici, possedere la ricchezza che non si potrà mai avere, etc.

Diventa perciò determinante il controllo dell'immaginazione o ancor meglio il centro di produzione delle idee. I mezzi di comunicazione di massa si sono perciò adeguati nello strumentalizzare l'immaginazione umana attraverso la costruzione della realtà virtuale o meglio cercando di pilotarla (l'immaginazione) come suo centro di creazione. Il convincimento degli altri non si basa più nel creare una moda ma nello stimolare le menti nella creazione di un mondo virtuale che sta a rappresentare il sogno di ognuno. Ora il problema è che la creazione di questo mondo immaginario delle idee è comunque un falso; ma ancor più determinante è sapere chi è l'artefice di questa falsità. Noi con la nostra volontà o qualcun altro che ci impone l'immaginario?

Il problema di fondo potrebbe essere trovato più che altro nel cercare di capire perché si ha così tanta necessità dell'immaginario. Una questione interessante è che molto spesso si addita la tecnologia digitale di essere l'artefice del popolo degli uomini soli, chiusi in se stessi e nelle proprie case, pronti magari a schiacciare il bottone di una tastiera per chiudere una conversazione non gradita, a non saper più confrontarsi con gli altri guardandosi negli occhi. Ma provando a ribaltare il concetto, non potremmo non chiederci se il mondo digitale e la realtà virtuale non siano solo un potente mezzo che gli individui hanno per essere se stessi, o meglio, se Internet, il mondo digitale e l'elettronica, con la loro virtualizzazione, non siano in realtà la causa ma il mezzo ben accetto della natura umana contemporanea a desiderare la solitudine. La tecnologia dunque come mezzo e non come causa. L'immaginario, quindi, solo una strumentalizzazione di potere per qualcuno che ha interesse a isolarci. Pensiamo, ad esempio, ad alcuni indici statistici che ci indicano come il single ha un atteggiamento consumistico maggiore di chi è sposato e al contempo come la famiglia conservatrice rappresenti una resistenza politica e sociale a certe idee politiche. Ancor più in grande, pensiamo a chi potrebbe avere interesse a far sì che ad una forza sociale delle masse come sono stati i movimenti rivoluzionari nella storia e ai sindacati di un tempo si sostituisca una società sgretolata e priva di forza, senza ideali, molto più debole è facile da dominare. Perfino la lotta religiosa è coinvolta in questa battaglia psicologica, quando alle istituzioni tradizionali cattoliche o musulmane che siano, si vuol sostituire la ragione del relativismo, tutti con la presunzione delle propria verità che non può convivere con quella degli altri.

Ad una guerra tra poveri del pensiero immaginario si aggiunge poi quella di un potere forte che esercita la coercizione psicologica, criminalizzando e reprimendo chi si sveglia dal mondo dell'immaginazione creato dal Sistema e che prende coscienza di sé. Costui va individuato e represso. Quale campo migliore, dunque, per arginare la critica, la demonizzazione, la coercizione di chi non si allinea se non quello di chiudersi nella realtà virtuale, autentico steccato per la nostra tranquillità e liberazione? Una concretizzazione forse di chi un tempo predicava che anche gli schiavi possedevano una libertà interiore (i corpi sono sottomessi e attribuiti ai padroni, la mente è certamente controllata da lui, che talmente è libera e vaga” cit. Cicerone). Abbiamo ancor oggi la stessa consapevolezza? A voi dunque l'immaginazione.

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