UNA PAUSA VAL BENE UNA RIFLESSIONE

evento donna settembre

Facciamola questa pausa. Facciamola e prendiamoci il tempo per riflettere.

Fa caldo e il caldo dà alla testa, per cui.. rilassiamoci e cerchiamo di ragionare cercando di ritrovare un po’ di equilibrio e sobrietà. Del resto, i migliori affari si fanno in due. Se lo fa uno è uno truffa. Scagliandosi con violenza contro qualcuno si rischia un risultato deludente, gli animi esacerbati non sono mai lucidi e si scivola negli errori dei dilettanti, solo perché si è data per scontata la vittoria. Non sempre conviene credere di poter concedere grazie, perché – come recita un antico adagio – si rischia di ricevere giustizia.

Che tradotto potremmo renderlo così: credere di poter vincere imponendosi con stratagemmi sul limite della legalità rende fragile un’intera comunità, perché non si è mai soli in una crociata. Questo la storia lo insegna molto bene. Non si può sempre vincere con l’arma del ricatto sociale. Prima o poi accade l’imponderabile, l’oggetto misterioso sottovalutato che scombina tutti i piani.

Viene in mente, manco a farlo apposta, Berlusconi.

Al di là che possa avere torto o ragione. Che sia colpevole o no.

L’aspetto curioso è lo ‘scandalo’ scoppiato sul presidente di Cassazione. Sulla sua testa, ora, pende il dubbio del secolo: la magistratura è scevra da inquinamenti o è davvero politicizzata come il Cavaliere denuncia da 20 anni?

Se persino le testate orientate a sinistra sono costrette a riportare la notizia c’è da interrogarsi. Prima o poi qualcosa accade che fa scoperchiare gli altarini.. laddove ci sono.

Aver ‘vinto’ per un certo numero di anni le proprie questioni non è garanzia che accadrà per sempre. Così come non può accadere che per sempre chi faccia causa al Comune per presunti danni sia indennizzato al 100%, sempre.

Accade l’imprevisto, talvolta.voto al 2 ago 2013

Accade quello che non si era calcolato per sufficienza.

Torniamo a Berlusconi. Gli elettori, se votassero oggi, premierebbero il presunto ‘supplizio’ dell’ex premier. Così come potrebbe accadere che se un giornalista racconta la persecuzione di cui sarebbe vittima, potrebbe scatenare la corsa al diritto di essere informati.. Lo scontro violento produce guerre violente. E la violenza produce vittime.

La violenza contro le donne, poi, sarà argomento di un dibattito che a settembre vedrà impegnata la nostra redazione nell’organizzazione dell’iniziativa ‘Chi dice donna dice danno’, alla quale prenderanno parte notabili avvocati penalisti del foro di Bari (richiamati sulla scena nazionale), l’ex assessore regionale alla Pari opportunità, esperti di comunicazione pubblicitaria e colleghi giornalisti, artisti e personaggi dello spettacolo.

Noi la nostra crociata l’abbiamo intrapresa. Il nostro obiettivo è quello di riappropriarci degli spazi del diritto di vivere con dignità la nostra vita sociale e professionale, oltre che famigliare.

Noi non ci arrenderemo.

Per ora buone vacanze, il settimanale va in ferie per 2 settimane. Ci rivediamo il 31 agosto.

[editoriale da La voce del paese del 10 agosto 2013]