CAMPO DA TENNIS PISTA DA BALLO?

campo da tennis

Il campo da tennis può essere utilizzato come pista da ballo?

Questa la prima domanda che alcuni cittadini si sono posti e che hanno segnalato ai consiglieri di opposizione, poi divenuta interpellanza presentata da Sel-Idv-Prc. In consiglio comunale, l’altra sera, Nica Lilli, consigliera rappresentante dei gruppi politici succitati, ha posto la questione: può esistere una concessione/autorizzazione per un uso diverso per il quale il campo nasce? Il dubbio parte dal fatto che esista un ‘Regolamento per la utilizzazione, la concessione in uso e la concessione in gestione degli impianti sportivi comunali’ (approvato dal Consiglio comunale il 22.06.2005 con atto n. 47), e che lo stesso contempli usi specifici e gestori altrettanto specifici. Tanto per citare. L’art. 6 dell’atto recita:Possono fruire della concessione in uso degli impianti sportivi gestiti direttamente dal Comune:

-       Enti di promozione sportiva;

-       Federazioni, associazioni, società sportive aderenti o riconosciute dal Coni operanti sul territorio;

-       Istituzioni scolastiche;

-       Associazioni sportive studentesche e/o gruppi sportivi scolastici;

-       Associazioni del tempo libero per l’effettuazione di attività sportive, formative, ricreative ed amatoriali senza fini di lucro ed operanti sul territorio;

-       Singoli cittadini limitatamente agli impianti dove possono svolgersi discipline sportive di tipo esclusivamente individuale;

-       Privati, regolarmente costituiti come ditte o imprese, per lo svolgimento di attività sportive ed extrasportive.

Da quanto si apprende, in questo momento l’utilizzo del campo da tennis sarebbe stato concesso a un privato che – secondo quanto riferito dal sindaco in assise – pare abbia ottenuto un’autorizzazione in “regime provvisorio”, il che significherebbe ‘extra-regolamento’. Questo, per lo meno, ci è sembrato di capire, visto che la discussione si è interrotta per esaurimento del tempo a disposizione.

Di regola la richiesta di concessione andrebbe inoltrata al Comune entro il 15 giugno (sempre secondo quanto riportato dal regolamento), ma, ‘eludendo’ lo stesso per via di questo regime provvisorio, non sarebbe sottoposto alla restrizione normativa.

Dobbiamo precisare tuttavia, che il regolamento, all’art. 9 prevede le “Concessioni temporanee a singoli cittadini e altri soggetti”. E cioè: “Può essere concesso – si legge – l'utilizzo delle strutture sportive comunali, previa presentazione di giustificata istanza, e compatibilmente con i calendari predisposti per l'utilizzo degli impianti:

-       ai singoli cittadini che ne facciano richiesta per ragioni di carattere scolastico (preparazione esami della Facoltà di Scienze motorie, concorsi per acquisire titoli nell'ambito scolastico, concorsi per istruttori e maestri di sport e simili), per ragioni di carattere lavorativo (partecipazione a concorsi ove siano richieste prove sportive) e/o per ragioni di carattere ricreativo od amatoriale.

-       agli enti pubblici e privati, alle cooperative di servizi, alle associazioni di volontariato e alle associazioni non sportive che ne facciano richiesta per lo svolgimento di attività amatoriali, manifestazioni ricreative, saggi, studi, convegni e simili, qualora se ne valuti l'utilità e compatibilmente con i calendari predisposti per l'utilizzo degli impianti e dei locali annessi”.

Altra perplessità sollevata in consiglio: l’art. 20 esprime divieto, a chiunque, “di istituire o gestire, all'interno degli impianti sportivi oggetto di concessione o negli spazi esterni di pertinenza, servizi di ristoro, bar, rivendita di tabacchi, pubblicità o altri servizi, senza la preventiva autorizzazione del Comune, pena la revoca della concessione. In caso di accoglimento, il sub concessionario e il concessionario rispondono solidalmente del puntuale adempimento di tutti gli obblighi ed oneri connessi al suddetto esercizio.

I gestori e il personale addetto ai servizi accessori devono essere muniti di tutte le autorizzazioni amministrative e sanitarie, prescritte dalla legge in materia”.

Rimarrebbe, invece, senza chiarimento esplicito, il dubbio sul muretto di recinzione del campo. Nel senso che fino a qualche tempo fa l’unica porta di ingresso era quella di via XXIII settembre, ora ce ne sarebbe una parallela, dalla parte opposta. Erano stati autorizzati i lavori? Domanda che riviene da quanto previsto dall’atto: per le opere di “manutenzione straordinaria, addizioni e miglioramenti” il Comune provvede direttamente. Il regolamento poi precisa: “Nel caso in cui il concessionario effettui, a sue spese e senza l’autorizzazione del Comune, opere di manutenzione straordinaria, addizioni o opere di miglioramento, nessun rimborso spese, corrispettivo o indennità potrà richiedere al Comune per tali opere, anche nel caso in cui, alla scadenza della concessione, dette opere, con il consenso delle parti, siano ritenute dal Comune”.

[da La voce del paese del 27 luglio 2013, I parte]