Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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INCARICHI A PARENTI "SENZA TITOLO": È REATO

consiglio comunale

Rispondono di abuso di ufficio il Sindaco e il Consigliere comunale che procedono alla nomina di parenti privi dei requisiti prescritti dalla normativa. In tal caso, infatti, si viola il perseguimento dell’interesse pubblico, facendo prevalere aspetti legati alla comune militanza politica, ovvero alla prossimità parentale dei nominati con esponenti della medesima coalizione politica.

Nel caso trattato, la Corte d'appello di Palermo confermava la sentenza del Tribunale di Palermo, che dichiarava Sindaco e consigliere comunale colpevoli del reato di abuso d'ufficio, condannandoli ciascuno alla pena, condizionalmente sospesa, di un anno e mesi sei di reclusione ed all'interdizione dai pubblici uffici per la stessa durata della pena principale. In particolare, il primo, in qualità di Sindaco di un Comune aveva proceduto alla nomina illegale di membri del nucleo di valutazione del Comune - incarico oggetto di remunerazione con compenso forfettario annuo a carico del medesimo ente pubblico - sebbene costoro fossero privi dei requisiti prescritti dalla normativa di riferimento. Al consigliere comunale, inoltre, si contestava, nella sua qualità appunto di membro del Consiglio comunale, il concorso nell'abuso del Sindaco, realizzato sia mediante la sollecitazione alla nomina della sorella, sia attraverso l'omissione dell'obbligo di astensione dalla votazione di una delibera, con la quale veniva approvato il compenso spettante ai membri del nucleo di valutazione, sebbene tale atto deliberativo avesse ad oggetto anche gli interessi economici della sorella, già nominata con precedente delibera quale componente di quel nucleo.

La sesta sezione penale della Corte di Cassazione, con sentenza del 12 giugno 2013 n. 25859, si è, dunque, pronunciata in tema di abuso di ufficio. Un sindaco e un consigliere comunale venivano, come già detto, condannati per avere nominato illegalmente nel proprio staff familiari privi dei requisiti soggettivi richiesti dalla legge. Nel condividere il significato complessivo del quadro probatorio posto in risalto dai giudici di prime e seconde cure, la Corte Suprema concorda sulla obiettiva e macroscopica violazione del regolamento comunale del nucleo di valutazione, approvato con la delibera di Giunta, che stabiliva, in ossequio al D. Lgs. 30 luglio 1999, n. 286, che la nomina dei componenti della relativa struttura di supporto tecnico del Sindaco doveva essere effettuata "tra esperti qualificati in materie economiche e/o in materie di organizzazione aziendale e del lavoro e/o in materie giuridiche", da scegliere sulla base di un adeguato curriculum professionale. Al nucleo di valutazione, composto da tre membri nominati dal Sindaco, spettava, tra l'altro, il controllo interno della regolarità amministrativa, della gestione delle risorse pubbliche e della realizzazione degli obiettivi, unitamente alla valutazione della dirigenza o del personale incaricato di posizioni organizzative, con funzioni rilevanti in tema di valutazione delle prestazioni dei responsabili delle aree e, soprattutto, delle scelte compiute in sede di attuazione dei piani, programmi ed altri strumenti di determinazione dell'indirizzo politico, in termini di congruenza tra risultati conseguiti ed obiettivi predefiniti.
Sebbene l'istituzione del nucleo di valutazione rispondesse all'esigenza di costituire una struttura di supporto tecnico consultivo e propositivo del Sindaco, sì da individuare gli strumenti tecnici più idonei per la verifica del conseguimento dei correlativi obiettivi di indirizzo politico, il provvedimento di nomina è stato adottato in favore di persone palesemente prive, all'atto della scelta, dei requisiti necessari, o perché neppure laureate, ovvero perché laureate in discipline diverse da quelle menzionate nel regolamento, o, infine, perché laureate, ma del tutto prove di esperienza nei su indicati settori di riferimento. A tale riguardo, inoltre, l'assenza di un'adeguata istruttoria, così come l'assoluta carenza di motivazione dei provvedimenti di nomina, in ordine alla verifica del possesso dei requisiti soggettivi richiesti dalle norme regolamentari, hanno coerentemente indotto i Giudici di merito a concludere nel senso che le relative determinazioni, anziché dettate dalla volontà di garantire il perseguimento del pubblico interesse, furono viziate da un criterio selettivo diverso da quello stabilito nella norma regolamentare, cioè dalla prevalente considerazione di aspetti legati alla comune militanza politica, ovvero alla prossimità parentale dei nominati con esponenti della medesima coalizione politica che sosteneva il Sindaco.
La norma regolamentare, così come formulata, richiede, infatti, il possesso congiunto di una qualifica professionale e di una comprovata esperienza negli specifici settori delle competenze di riferimento, senza rendere necessario, peraltro, il raggiungimento della soglia del possesso di un eccellente livello di specializzazione, anche di tipo universitario, richiesto invece per il conferimento di incarichi individuali a consulenti esterni delle amministrazioni pubbliche (arg. ex art. 7, comma 6, del D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165).
Muovendo da tali preliminari considerazioni, dunque, la sesta sezione penale ascrive la vicenda in esame nel reato di abuso di ufficio, in considerazione della prevalenza di aspetti legati alla comune militanza politica ovvero di interessi privati.

Commenti  

 
#7 stando alla finestra 2013-07-17 08:47
Purtroppo anche con Lei cara Antonietta Spinelli si sono esercitati i soliti untori.

In parte l'articolo e soprattutto il titolo li hanno istigati.


Per lavorare con le amministrazioni bisogna essere perfetti nessuno o tutto, e ora Le ricordo perchè :
Bisogna non essere parente di nessun dipendente.
Bisogna non essere parente di nessun politico in nessun grado , comunale,provincia,regionale,nazionale.
Bisogna non essere parente di altre Istituzioni che hanno a che fare con il Comune.
Bisogna non essere politici e/o aver militanza o vicinanza con i partiti di maggioranza. Stando con l'opposizione si ottiene il salvacondotto.
Bisogna non essere professionista, perchè pare che questi al contrario di imprese e artigiane-commercianti e coperative , sono sotto la lente d'ingrandimento.
Bisogna trasferirsi in altro comune. Non avere neanche una veranda chiusa abusivamente anche se condonata, l'auto in divieto di sosta, frequentare la chiesa ma non troppo,la piazza ma non troppo, le associazioni ma non troppo, la vita quotidiana ma non troppo , farsi vedere ad Haucan ma non troppo, partecipare ad avvernimenti culturali ma non troppo ecc. ecc. ; in uno bisogna essere personcine anonime, talmente umili da diventare invisibili, innocue, senza carattere ed altro.


Poi se dopo una laurea, un concorso, una partecipazione a bandi superando le prove con titoli ed esami,si ottiene un incarico , bisogna trasformarsi in invisibili.
Entrare al comune senza farsi notare, in orari discreti, negare di aver avuto un incarico, professarsi avversario della maggioranza ecc. ecc.
E' una vitaccia , si è sottoposti a continue illazioni e mortificazioni cattive e senza senso alcuno . E' una vita che spinge o a non avere a che fare con la pubblica amministrazione oppure a frecarsene di tutto e viene come viene.
E' proprio una vitaccia che il compenso economico ( se alla fine viene riconosciuto e saldato) non ripaga dei bocconi amari specie quelli serviti dagli amici più stretti.

Quasi dimenticavo : per avere un incarico bisogna anche essere preparati, avere titolo, esperienza, fiducia dal committente e soprattutto essere informati dell'attività comunale e delle necessità della comunità , ma questa è un'altra storia , bisogna non essere profeta in patria.

Cari untori perchè non andate in vacanza ?
 
 
#6 Catone 2013-07-16 13:44
Cara Sig.na Spinelli, absit iniuria verbis. Non c'è alcuna intenzione nei miei riguardi di fare illazioni o congetture. Per questo ho usato il punto di domanda, per avere una risposta, che lei, gentilmente, ci ha fornito. Spero che altrettanto facciano gli altri personaggi assunti nel corso del ventennio pd nei vari settori...
 
 
#5 Catone 2013-07-15 20:48
Per carità signorina Spinelli, absit iniuria verbis, non v'e alcuna intenzione di fare illazioni nel mio commento, ma solo di capire meglio un titolo che potrebbe a prima vista essere fuorviante. D'altra parte, io ho posto una domanda, cui lei ha risposto. Punto. Come ed a quale titolo altri assunti del comune abbiano potuto lavorare e sulla base di quali competenze, non ci è però ancora dato di sapere.. Felice di essere stato illuminato. Saluti
 
 
#4 ANTONIETTA SPINELLI 2013-07-15 10:31
ESIMIO cATONE,
questo articolo, innanzi tutto, è un commento ad una sentenza, quale mia rubrica settimanale su "la voce del paese", che ringrazio di ospitarmi,da me curata in quanto avvocato, senza alcun riferimento o allusione al nostro comune o a qualsivoglia amministrazione; per giunta, è un articolo pubblicato su un vecchio numero del cartaceo, che la redazione avrà ritenuto di pubblicare on line ora, non rispondo delle loro scelte.
Ad ogni modo, giusto perchè io e la mia famiglia siamo persone oneste, che camminiamo a testa alta, senza mai aver ricevuto nulla da nessuno, la informo che ero proprio io ad essere Tutor progetto Bioedil. All'uopo, la informo che il progetto de quo nulla aveva a che vedere col comune di Casamassima, ma era finanziato da fondi europei ed io, alla luce dei miei titoli e competenze, sono stata assunta regolarmente dal Consorzio Elpendù di Mola di Bari, a seguito di colloquio regolare e presentazione curriculum, avendomi conosciuta per motivi professionali nel corso della mia giovane carriera, ben lontana da qualsivoglia incarico correlato al Comune. NON HO MAI AVUTO INCARICHI DAL COMUNE DI CASAMASSIMA E NON HO DA RINGRAZIARE NESSUNO PER IL LAVORO CHE SVOLGO. Le dirò di più, al termine del progetto, si chiese al Comune di Casamassima di garantire prosecuzione lavorativa ai ragazzi beneficiari del progetto quando la sottoscritta aveva terminato il proprio ruolo progettuale, ma fu oggetto di discussione proprio da parte dell'amministrazione allora vigente, battendosi l'assessore Pellegrino per dare continuità ai ragazzi. IL MIO RUOLO, QUINDI, QUANDO IL COMUNE HA COLLABORATO CON LA COOPERATIVA DE QUA, ERA FINITO, POICHE' RELATIVO E LIMITATOA PROGETTO EUROPEO, ESTRANEO AL COMUNE DI CASAMASSIMA.
Ad ogni modo, inoltre, legga bene la premessa dell'articolo, " Rispondono di abuso di ufficio il Sindaco e il Consigliere comunale che procedono alla nomina di parenti privi dei requisiti prescritti dalla normativa". La sottoscritta posside requisiti e titoli plurimi e svolge con dignità, dedizione, impegno ogni mansione, che da sola e per merito ha conquistato, cosicchè la mia famiglia potrà sempre camminare a testa alta.
Le rammento anche che caso mai fossi stata una raccomandata, oggi mi vedrebbe seduta a ricoprire il ruolo di "Comandante Vigili urbani di Casamassima", c'è un'altra persona lì seduta, evidente segno che non ho mai chiesto raccomandazioni per accedere a ruoli o mansioni, lavoro 12 ore al giorno con le mie forze.
I giardinieri comunali o chicchessia non avranno difficoltà ad informarla sul passato conformemente a ciò che le ho detto. Si eliminino ulteriori illazioni lesive della mia immagine, altrimenti mio malgrado sarò costretta a tutelarmi legalmente
 
 
#3 Catone 2013-07-12 14:01
Sig.na Spinelli, vuole perfavore illuminarci su chi dirigeva/soprintendeva/assisteva i ragazzi del *** quando raccoglievano gli aghi di pino dalla villa comunale? Era forse qualcuno che lei conosce? Ci dica ci dica..E i giardinieri e operatori del comune, ora alcuni in pensione, ci può illuminare di chi erano parenti? Ci dica...
 
 
#2 mery 2013-07-12 13:37
perché questo articolo?
 
 
#1 Sospettoso 2013-07-11 21:14
È perchè questa informazione? Non penso qualche riferimento al nostro comune!
 

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