Domenica 16 Dicembre 2018
   
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POLITICAMENTE SCORRETTI, SÌ. E ALLORA?

viola e sechi

Il fascino di una mente va oltre quel che dice.

Ci piace fare un bilancio degli ultimi incontri così, fissando nella memoria l’immagine nitida di due firme note nel panorama giornalistico nazionale (e internazionale) passate per Casamassima la settimana scorsa. Alessio Viola e Mario Sechi, politicamente scorretti entrambi, provocatoriamente polemici e sensibilmente solitari. Ecco, dedico a loro questa riflessione settimanale. Due persone speciali che hanno incontrato un pubblico altrettanto speciale: il nostro.

Solitamente non sono di convenevoli e tendo a stangare l’ignoranza, peccato veniale da girone dantesco, imperdonabile per l’etichetta di provincialismo intellettuale di cui si connatura. Stavolta però voglio alzare lo sguardo e puntare al cielo. C’è ancora un po’ di speranza per questo villaggio glocalizzato (da globale e locale).

Ecco, Casamassima, la settimana scorsa si è superata. Io c’ero. E pure voi.

Mentre i nostri politicanti erano in altre faccende affaccendati, sul nostro palco culturale andavano in scena due atti della nostrana drammaturgia verista macondiana, e chi ha partecipato avrà colto senz’altro l’atmosfera che si respirava. Grazie.

Per due motivi. Uno per aver contribuito a rendere gli incontri di un buon livello partecipativo. Due per aver sopportato i miei sermoni in questi ultimi 2 anni (o giù di lì insomma). Il tono con il quale vi saluto è amichevole e cordiale, di stima: perché in questi anni siamo cresciuti insieme e ci siamo arricchiti vicendevolmente. Così come conviene nelle comunità solidali.

‘Tutte le volte che ce l’abbiamo fatta’, il saggio di Sechi, lascia l’amaro in bocca perché è la nostra storia, di quelli che combattono tutti i giorni, che non vogliono arrendersi a quella “normalità del male” (così definita da Viola) che pregna il nostro quotidiano vivere, agire e respirare. Respiriamo male, perché forse siamo malati. E la malattia non riusciamo a guarirla perché non sappiamo curarla. La nostra Italia è intrisa di malattie clientelari, di logiche fallimentari per la dignità ma vincenti per la condivisione del male.

Quante intersecazioni nei due incontri. Quante famigliarità. Eppure due uomini così distanti ideologicamente. Di sinistra Viola. Liberale occidentale Sechi (“Non sono di destra”, ha detto). Quante combinazioni..

Entrambi segnano un margine temporale per la nostra realtà. Macondo è un villaggio immaginario, eppure a Casamassima sta diventando l’isola dello scambio e del confronto. Delle belle chiacchierate come quelle di un tempo, dove ci si riuniva attorno a un caffè e si ragionava di massimi (e minimi) sistemi, di storia e di decisioni storiche, di visioni e di contrasti attuali. Abbiamo replicato nei giorni scorsi, tra amici, con Michelangelo che studia filosofia e Massimiliano, lo storico. E poi con i suoi allievi laureandi, e Gianluca, il filosofo. Così, per caso. Ci siamo ritrovati a parlare di analisi politica.

Mentre i nostri politicanti erano affaccendati in altre faccende..

Viola, un uomo cresciuto all’ombra del Maltese. Ne ha segnato i natali baresi.

Sechi, che ci ha confidato d’aver svolto un ruolo attivo nella debacle del cavaliere. Sottovoce, fuori microfono. Poi il giorno dopo Casamassima era a pranzo con Pietrangelo Buttafuoco, del Foglio di Giuliano Ferrara, a pontificare (in pausa da Londra) sul suo storico ruolo di direttore del Tempo, quotidiano che fu di Gianni Letta e pietra miliare degli affari politici della capitale. Quando il giornalismo si faceva col taccuino.

Sì, insomma..

Abbiamo respirato aria di mondo.

Profumo di intrecci politici, di viaggi per la terra, di aspirazioni giovanili e di motivazioni.. che sono quelle che hanno mosso il genio italico.

Amici, l’Italia non cambierà, così come Casamassima non cambierà. Da decenni si ripetono le stesse dinamiche abbattendosi su chi, colpevolmente, non si interessa della politica. La politica forma l’attualità e questa diventa storia.

Ecco perché l’Italia non smonta ancora le leggi di Mussolini e ne conserva le nicchie ideologiche.

Fanno comodo.


[editoriale su La voce del paese del 1° giugno 2013]

Commenti  

 
#1 MACONDO 2013-06-10 15:31
Noi ce la stiamo mettendo tutta per far "respirare aria di mondo" al nostro paese...e siamo fieri della risposta che stiamo ottenendo. Senza dimenticare il nostro lato più "allegramente conviviale"...
GRAZIE e COMPLIMENTI per questo bellissimo editoriale.
 

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