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SUL GAL: “INGERENZA DELLA POLITICA”

gal assemblea soci 2 maggio 2013

“La verità è questa: la politica ormai comanda su tutto”. Appare un po’ delusa Arianna Zizzo, consigliera uscente del consiglio di amministrazione del Gal sudest barese: “La politica vuole manovrare nuovamente anche il privato, che purtroppo glielo lascia fare”.arianna zizzo

Il perché di queste dichiarazioni è presto detto. La settimana scorsa avevamo dato notizia che l’assemblea dei soci del Gal che coinvolge i sei comuni di Acquaviva, Casamassima, Conversano, Noicattaro, Mola e Rutigliano, era stata chiamata a eleggere il nuovo consiglio di amministrazione, ma che – dato il caos nell’interpretazione dello statuto – la stessa era stata rinviata a data da destinarsi.

A qualche giorno di distanza, i 3 aspiranti candidati casamassimesi (oltre ad Arianna Zizzo, in corsa anche Tonio Gengo e Martino Carelli), cercano di chiarirci la situazione.

Cosa è accaduto durante l’assemblea? “Non lo so onestamente. So soltanto che quel giorno, quando sono arrivata in assemblea – ha riferito Zizzo – ho saputo che c’erano 3 candidati per il comune di Casamassima, e che il sindaco non riteneva di ridarmi la fiducia”. “Io non rappresentavo né la destra né la sinistra – avrebbe detto al sindaco la stessa Zizzo – e non mi piace che si diano delle identità aleatorie alle persone. Io ho rappresentato Casamassima perché rappresentavo la parte privata. Credo di aver dato il mio contributo perché anche quando sono rimasta da sola – perché non c’era nessuno della parte pubblica – ho comunque fatto arrivare dei finanziamenti al nostro Comune. Non sappiamo come andremo a votare”.

In teoria si dovrebbe votare una volta, ognuno per quello che rappresenta. Giusto?

“Per logica – ha continuato – dovrebbe essere così. Quella sera sono state fatte un po’ di interpretazioni strane dello statuto, del Codice civile.. i Comuni in teoria entrano di diritto (avendo versato una quota quella rappresentano). Così come l’università o le scuole: chi vincerà in base alla quota siederà in Cda. Divisi per categorie. Quando abbiamo fatto per la prima volta il Cda si ebbe un senso logico: è vero che il Cda parte da 9 e può essere fino a 15, ma è anche vero che ogni Comune ha il suo rappresentante sia pubblico che privato. Quindi ogni Comune si riuniva in camera caritatis e all’interno dei suoi soci sceglieva il suo delegato, quindi la parte privata sceglieva il suo delegato. La parte pubblica vuole contare a tutti i costi anche sul privato. Invece di avere ogni comune il suo rappresentante privato rischiamo in assemblea che ci siano 2-3 persone di altri comuni, considerando che il nostro comune ha solo 23 soci, a differenza di Noicattaro, Rutigliano e Conversano che ne hanno molti di più. Sicché il comune di Casamassima (o di Acquaviva) rischiano di non avere il rappresentante. Forse avremmo dovuto trovare l’accordo a monte, ma queste sono battaglie politiche: io avevo le mie deleghe ma me ne sono state tolte alcune perché ci sono state delle forzature. Mi viene riconosciuto che ho lavorato bene – su La voce del paese ho letto che l’assessore Petroni mi riconosceva il lavoro fatto – allora non capisco perché il sindaco mi debba vedere solo come una donna di sinistra. Non faccio solo quello. E non sono neanche iscritta al partito”.

Di poche parole, invece, Martino Carelli, consigliere comunale di maggioranza: “C'è stato un rinvio dettato dal fatto che non ci fosse un metodo condiviso e un'unione d'intenti, relativi sempre al metodo da adottare per la nuova elezione”.martino carelli

“Io sono uno degli artefici del Gal – ha fatto eco Gengo – sono azionista con 3 quote. In più, 3 anni fa, coinvolsi altri soci ad aderire. Poi quest’anno siamo stati chiamati al rinnovo del consiglio di amministrazione, mi sono consultato con gli altri azionisti e abbiamo deciso di candidare la mia persona. Questa candidatura scaturisce da una problematica sorta in questi 3 anni: molti azionisti non hanno avuto un punto di riferimento, o meglio, quando hanno cercato qualcosa è stato detto ‘Vai a Mola’. Be’, noi abbiamo un nostro rappresentante, quindi volevamo un impegno maggiore, un trait d’union tra noi azionisti e il Gal, anche perché ci siamo resi conto che 3 anni fa eravamo 26 azionisti e oggi siamo ancora 26 azionisti. Quindi in questi 3 anni un miglioramento gli azionisti non l’hanno riscontrato. Se c’è la possibilità di portare un’organizzazione migliore, di gente più motivata, perché no? Attualmente abbiamo 10 quote – ha sottolineato – per un valore di 1700 euro”. In che senso? “Le mie quote e le deleghe ottenute da altri soci. In percentuale rappresenteremmo 3,20%. Va da sé che in assemblea io abbia chiesto di andare alle votazioni e quindi di rendere democratico il processo di elezione”.

Dunque, se ogni comune ha la capacità di esprimere preferenze in base alle categorie di appartenenza, perché la votazione si è arenata? “Avevamo pareri diversi. Io sono dell’idea che i sindaci rivestano la rappresentanza per il pubblico, mentre noi privati dobbiamo riunirci e fare una votazione democratica. Chi ha più voti vince”.tonio gengo

La proposta del sindaco qual è stata? “Siccome – dice lui – non si trova una soluzione, rifacciamoci al Codice civile. E cioè che tutti devono votare per ciascuna categoria. E cioè votare tante volte quante sono le categorie. Ma in questo modo la parte pubblica sceglie il suo politico per la parte pubblica e il suo politico per la parte privata. Io non ci sto”.

Quindi non è d’accordo sull’ingerenza sul privato da parte del pubblico? “Esatto”.

Lo statuto, tuttavia, che prevede? “Nulla, non c’è una regola. È lasciata libera interpretazione nello spirito della rappresentanza più o meno paritario per ogni comune (inteso come territorio geografico, ndr)”.

Ma per la parte privata 3 candidati su Casamassima non sono un po’ troppi? “L’auspicio è che ci si metta d’accordo per evitare dispersioni e addivenire a una sintesi. Il sindaco ha deciso di puntare su Martino Carelli, ma gli azionisti hanno dato un’indicazione”.

Ha un’idea dei numeri? “Ci sono delle quote che si sono astenute e non si sono presentate. La volta scorsa le nostre quote hanno appoggiato Arianna Zizzo. Allora Arianna era anche consigliere comunale di maggioranza, ma rappresentava anche il privato. Coincidenza? Non ci interessa. Ora preferiamo cambiare. Le alleanze vanno cercate”.

Ma c’è stato un approccio da parte del sindaco? “Uhm, no. Non proprio”.


[da La voce del paese dell'11 maggio 2013]

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