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CASTELLO PERICOLANTE: COME FARE IL MONITORAGGIO?

castello lavori in corso 2013

 

Il 10 novembre 2012 avevamo pubblicato (sul n. 36 de ‘La voce del paese’) un articolo dal titolo ‘Il Castello come il Colosseo’, nel quale avevamo raccontato l’esperienza di due giovani ingegneri strutturali (di cui uno casamassimese, Domenico Colapietro), e che riproponiamo per l’importanza strategica che può assumere la conoscenza di queste informazioni, ora che il Castello è stato interdetto al pubblico e che sono cominciati i lavori di messa in sicurezza.

“Hanno monitorato il Colosseo accedendo a luoghi interdetti al pubblico e potrebbero effettuare il monitoraggio dinamico del nostro Castello offrendone una mappatura completa. Sono due giovani ingegneri strutturali, Domenico Colapietro, casamassimese, e Adriana Netti, di Sammichele, entrambi trentenni. “A Roma – riferiscono – abbiamo lavorato al fianco di altri giovani ricercatori e l’esperienza di condivisione è stata assai positiva. Il nostro ruolo in ogni caso non è stato marginale”.

E infatti, grazie agli strumenti progettati da Waveng di Davide e Leonardo Cascella, giovane ditta barese, i due ingegneri (che da tempo collaborano con Giuseppe Carlo Marano, professore associato di Tecnica delle costruzioni al Politecnico di Bari) hanno potuto utilizzare la centralina di acquisizione dati sul Colosseo: “Avevano – continuano – bisogno di uno strumento stabile, preciso e moderno. E grazie al contatto con il professor Giorgio Monti de La Sapienza, abbiamo avuto l’onore e il piacere di operare il monitoraggio dinamico del grande monumento”.

Ma cosa hanno fatto in concreto Domenico e Adriana? “In poche ore abbiamo raccolto una quantità di dati che ci stanno permettendo di capire come e quanto sia dinamico/stabile il monumento, ovvero quanto incide l’oscillazione della struttura dovuta alle sollecitazioni circostanti, per esempio le vibrazioni dovute al passaggio continuo della metropolitana nei sotterranei”. E dunque, quanto inciderebbe? “Ci stiamo lavorando, ma dai primi grafici abbiamo un primo quadro della situazione. Interessante è notare come l’oscillazione si intensifichi al passaggio dei treni in maniera determinante”. E non possiamo fare a meno di pensare anche al passaggio di auto, bus e altri veicoli nella zona circostante (!).

I dati sono stati acquisiti nella giornata di giovedì 18 ottobre, quindi in un periodo di normale e intensa attività urbana: “Abbiamo lavorato a Colosseo aperto. Abbiamo posizionato centraline e accelerometri anche al terzo anello e nell’ipogeo (entrambi i luoghi sono interdetti al pubblico), con misurazioni di mezz’ora ciascuna. In pratica la centralina è in grado di acquisire 1 dato ogni millesimo di secondo, cioè, in 5 minuti è in grado di restituire 1milione e 200mila dati da elaborare su 4 strumenti”. Una galassia di numeri!

Ma un accelerometro (che poi sarebbe lo strumento diretto di acquisizione) quanto costa? “Intorno ai 1200 euro”.

Ma come si sono organizzati i due giovani ricercatori? “Abbiamo studiato in anticipo su un modellino del Colosseo disegnando una mappa di riferimenti che abbiamo riscontrato sul posto”. Gli studi sul monitoraggio dinamico possono essere utili nell’analisi degli edifici storici (va da sé che abbiamo subito chiesto quanto tempo occorra per studiare il caso-Castello nel nostro centro storico: “Circa 5 mesi tra misurazione sul posto e archivistica”) e la tentazione di muovere il Politecnico per un monumento antico abbandonato completamente a se stesso dai casamassimesi nonostante le origini nobili è assai pruriginosa.. Di quei lavori di messa in sicurezza degli anni Ottanta non si è mai saputo nulla.

Domenico e Adriana hanno già sperimentato il lavoro di analisi dello stato di vulnerabilità su edifici del genere: “Sì, abbiamo monitorato il campanile della chiesa di San Luca a Valenzano (46 metri) ed effettuato la relativa indagine storica”. “In fondo – sottolinea Adriana – le nostre sono teorie probabilistiche, ma tornano utili per fare previsioni e interventi di manutenzione programmati. Sul nuovo si può fare molto in questo senso”.

“Noi – riferisce Domenico – studiamo per la salvaguardia della vita umana, oltre che per la conservazione del bene”.

***

“Ritengo – ha commentato Colapietro, per tornare alle ultime ore – sia importante paragonare la struttura a un serbatoio di acqua, alimentato da una condotta idrica, dal quale attingiamo quotidianamente, ma nel momento in cui viene meno questo, per interruzione della sua alimentazione, ci si adopera per prelevare temporaneamente l’acqua da una piccola cisterna che soccomba alla mancanza della prima. Ovviamente – ha proseguito – la riserva idrica presente nella seconda non potrà certamente durare a lungo ma occorrerà intervenire affinché la prima rientri in esercizio. Ecco il nostro Castello da qualche tempo si trova ad attingere le sue ultime riserve energetiche in termini di resistenza strutturale statica e dinamica da quel secondo serbatoio manifestando quadri fessurativi o deformazioni anomale tali da richiamare la nostra attenzione, prima ancora di giungere a un crollo. Le strutture storiche murarie non hanno certamente nulla da invidiare alle nuove costruzioni in termini di prestazioni statico-dinamiche ma occorre ascoltare il loro richiamo e porvi rimedio per assicurare una prosecuzione della loro vita di esercizio. I crolli sovvengono solo per incuria degli occupanti. Un intervento di consolidamento strutturale riabiliterebbe la struttura alle sue ordinarie condizioni, ripristinando anche quel secondo serbatoio di riserva. In altre parole si garantirebbe al nostro Castello una capacità di resistenza confrontabile con quella richiesta alle nuove costruzioni, sia per la tutela dell’incolumità pubblica, sia per il mantenimento del bene. Saranno necessari monitoraggi e appropriati modelli matematici atti a sistematizzare interventi di natura conservativa orientati a correggere localmente e globalmente tali problematicità. In questo modo si eviterà di mettere in atto opere d’intervento superflue, del tutto incompatibili con la natura storica del manufatto ed economicamente svantaggiose che potrebbero dar luogo in molti casi a danni superiori a quelli che la struttura originaria avrebbe probabilmente presentato in assenza, come dimostrato nel corso degli e catastrofici eventi sismici. Trattasi questa – ha concluso – di una prassi comune sia se intervenga su di un’opera monumentale e mondiale quale il Colosseo sia su un edificio d’interesse locale quale il nostro Palazzo ducale”.


[da La voce del paese del 27 aprile 2013]

Commenti  

 
#1 io 2013-05-12 22:26
se non sbaglio avevano anche chiesto di monitorare la scuola elementare G. Marconi del tutto gratis ma è stata rifiutata la loro richiesta
 

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