Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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CARO SINDACO, CI VOGLIONO IN GUERRA

guerra vignetta

Scherzi a parte, naturalmente. E solo per amore di dialettica utilizziamo una provocazione linguistica per commentare quello che in questo benedetto paese accade da qualche tempo. Noi, a onor di logica, nella condizione di monopolio (non cercato ma trovato) in cui operiamo, tentiamo di evitare l’abuso di posizione dominante e tendiamo a offrire spazio a tutte le idee politiche. Comprese le nostre idee, ovviamente, che sono quelle dei cittadini che versano le tasse per contribuire alla sopravvivenza di questo paese e che non percepiscono finanziamenti pubblici, né locali né nazionali. Sicché il nostro lavoro è il frutto del nostro operare in regime di libero mercato. Siamo in Europa, no? Tanto libero, infatti, che non siamo certo gli unici a muovere critiche su qualche azione amministrativa ritenuta un po’ troppo forzata. Ma tant’è, voi governate, il popolo subisce, noi ci facciamo portavoce dei dissensi. E per carità: talmente portavoce che in qualche occasione abbiamo infastidito anche i partiti di opposizione, se ben ricordiamo. La nostra squadra (compresi i collaboratori) è così variopinta da esprimere un insieme armonico di idee e di orientamenti. Questo è evidente.

Tuttavia, caro sindaco, qualcuno si diverte a etichettarci come bastian contrari (ne sa qualcosa, vero?). Qualcun altro teorizza sospettosamente che siamo pro-amministrazione e ci sollecita a essere sul piede di guerra costantemente. Ecco, nel mezzo sta la verità.

Noi continueremo a esprimere le nostre idee e a raccogliere quelle delle migliaia di cittadini che si sostengono ogni giorno: non avremmo motivo d’esistere se campassimo solo per i politici. Non vi pare?

I lettori vanno accompagnati nella lettura e nella comprensione delle dinamiche fino a ieri sconosciute perché Casamassima ha vissuto troppo nell’oscurità della conoscenza e nell’oscurantismo dello spirito critico. Fino a ieri ha ricevuto in dotazione solo quello che era consentito sapere. “Giornalismo – scriveva Horacio Verbitsky – è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda”. E noi ce ne guardiamo bene di propagandare per qualcuno.

Tuttavia i cicli storici che ci ha insegnato Gian Battista Vico si abbattono anche sulla nostra comunità e, appunto, ciclicamente vien fuori la questione: pro o contro. Allora, permettetecelo, cari lettori, non è possibile che non si tratti di pro o contro ma solo di spirito critico senza necessariamente dover militare da partigiani per qualcuno?

Ok, il giornalismo italiano, contesterete, ha abituato gli italiani a esprimere la propria posizione polarizzandosi con una parte politica. Nel quadro generale ci può stare (forse) perché esistono molte testate giornalistiche e ognuna segue una sua linea editoriale.

Noi, qui a Casamassima, siamo gli unici, come detto. Per quale straordinario motivo dovremmo incendiare le professionalità di ciascun collaboratore di redazione, tanto da avvilirle? La qualità delle collaborazioni è alta e tale vogliamo che resti. Se avessimo deciso di schierarci a favore di qualcuno molti ci avrebbero abbandonato, invece – guarda caso – stiamo crescendo. Ognuno investe il suo tempo su un progetto in cui crede, un po’ per vanità, un po’ per passione, un po’ per la speranza che possa crescere professionalmente in un ambiente sano, giovane, dinamico e corretto. Soprattutto.

Anche per spirito di analisi, ogni mattina ci alziamo alle 6.30, leggiamo e confrontiamo i quotidiani nazionali e li commentiamo in diretta dalle 7.30 sul nostro canale radiofonico. L’obiettivo è quello di accompagnare nella conoscenza. Ma non è che il lettore sia disinteressato? Vi aspettiamo lunedì mattina in diretta, per ora buon fine settimana.


[da La voce del paese del 20 aprile 2013]

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