Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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IN CRESCITA LE FAMIGLIE BISOGNOSE IN PAESE

margherita diana

Sul sito dell’Istat leggiamo che a gennaio 2013 in Italia il numero di disoccupati è pari a 2 milioni 999 mila, dato aumentato del 3,8% rispetto a dicembre (+110mila unità). Su base annua si registra una crescita del 22,7% (+554mila unità). La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile e ultime statistiche segnalano che a livello nazionale una famiglia su tre non arriva a fine mese.

I brividi si intensificano se pensiamo che questi numeri non sono poi così lontani da noi, a Casamassima la percentuale di crescita della disoccupazione è la medesima, tanto che le famiglie interessate da interventi di aiuto sociale hanno oramai superato le duecento unità e aumentano ogni mese.

Cosa fa il Comune di Casamassima per arginare questa “decrescita infelice”? “Il trend è in forte crescita – ha commentato Margherita Diana, responsabile del servizio socio-culturale – anche se – specifica – non mi occupo personalmente delle politiche di lavoro. Ci sono famiglie nuove, quelle che fino all’anno scorso potevamo considerare medie, che oggi ci chiedono di aiutarle economicamente. Quello che più colpisce è che queste famiglie disagiate non richiedono al Comune interventi di mero assistenzialismo, ma di garantire loro una vita più dignitosa attraverso un lavoro”.

A breve partirà la seconda annualità del progetto denominato “Azione persona” che, sebbene non costituisca in alcun modo un rapporto di lavoro subordinato, contribuisce di certo a costruire, o ricostruire, la dignità che la perdita di lavoro distrugge. “Stiamo definendo gli accordi con le cooperative e con l’ufficio tecnico – ha spiegato Diana – per pianificare le attività di pubblica utilità che ricadano sul miglioramento della qualità della vita cittadina, su uno sviluppo sostenibile del territorio, nonché sull’ordine cittadino. L’esperienza del primo anno è stata ottima da un punto di vista qualitativo, certo gli utenti hanno lamentato la scarsità del compenso, ma questo è dovuto alla natura stessa del progetto che non vuole garantire un lavoro ai beneficiari, ma si basa sulla volontà di condivisione di intenti fra persone che hanno bisogno e il territorio. L’obiettivo – continua – è quello di rendere consapevoli i beneficiari che stanno contribuendo in prima persona a rendere Casamassima un paese migliore. “Azione-persona” è un progetto di inclusione sociale e rivalutazione del territorio. Si cerca di sviluppare la personalità individuale attraverso percorsi di utilità sociale. Abbiamo riscontrato che è una delle più valide misure terapeutiche e riabilitative per favorire un autentico inserimento sociale. Questo produce anche ricchezza per l’intera comunità e favorisce la coesione sociale”.

Come il primo anno, saranno coinvolti per il 2013 ottanta soggetti, residenti nel Comune di Casamassima, compresi tra i 18 e i 65 anni, selezionati attraverso un bando scaduto il 31 gennaio scorso, pubblicato sul portale del Comune e che specificava i criteri di attribuzione del punteggio.

“Sono d’accordo con l’ufficio tecnico – sottolinea la dirigente – affinché al progetto quest’anno venga data massima visibilità perché tutti i cittadini devono accorgersi delle situazioni che li circondano. Anche per questo pensiamo di coinvolgere il centro storico”.

Ci sono novità circa la possibilità di istituire una casa-famiglia nel nostro comune? “Mi sembra che il sindaco – ha riferito – sia fortemente motivato e desideroso di istituire a Casamassima una casa-famiglia. Lì a Turi operano tanti casamassimesi, quindi non vedo perché non si dovrebbe fare da noi la stessa cosa”.

I felici risultati della casa famiglia “Maria Montessori” di Turi (che ospita da tempo alcuni minori per i disagi più diversi) erano stati presentati nel corso di un seminario, tenuto a Monacelle il mese scorso.

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