Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
Text Size

IL COMANDANTE COLACICCO VA IN PENSIONE

colacicco

Diciotto anni di servizio nel nostro paese – dove è arrivato l’ormai lontano 27 febbraio 1995 – quarantacinque anni nell’Arma dei Carabinieri, della quale entrò a far parte giovanissimo, non ancora diciottenne. E ora, dopo appunto quasi due decenni di lavoro qui a Casamassima, la ‘sua’ Casamassima, come la definisce lui stesso, il meritato congedo. Il comandante Rocco Colacicco, dopo aver guidato a lungo la locale stazione dei Carabinieri, va in pensione. Ma anche se non lo vedremo più in divisa, a sorvegliare le strade e tutelare la sicurezza dei cittadini, per la stragrande maggioranza dei casamassimesi – ne siamo certi – resterà sempre il comandante, colui che ha rappresentato quasi venti anni di vita istituzionale casamassimese.

Il 31 dicembre scorso, dunque, è arrivato il congedo. Comandante, ma cosa le resta di questi oltre quarant’anni di servizio e, in particolare, dei diciotto anni qui a Casamassima?

“Restano tanti e tanti ricordi”, osserva Colacicco. “Quarantacinque anni sono molti, e non è facile riassumerli in breve. Ricordo con piacere, per esempio, l’esperienza fatta da giovanissimo, a Roma, nel reggimento a cavallo. Facevo parte della fanfara a cavallo, prima di passare nei reparti speciali. Poi, compiendo ben 11 trasferimenti, ho lavorato un po’ dappertutto, nell’antidroga, come infiltrato, nei settori dedicati alle pratiche giudiziarie, prendendo parte a diverse operazioni internazionali. Quando ero nell’antidroga, infatti, mi è capitato più volte di lavorare a operazioni che coinvolgevano colleghi stranieri. Guardando a Casamassima, invece, cittadina alla quale sento ormai di appartenere pur essendo nativo di Gioia del Colle, numeri alla mano posso dire che durante la mia permanenza qui in paese la criminalità è diminuita. In questi diciotto anni sono state condotte qui a Casamassima più di un centinaio di operazioni, e sono stati effettuati un migliaio di arresti. Mentre sono stato al comando della locale stazione dei Carabinieri, dunque, l’attività di contrasto della criminalità è stata intensa e ha portato risultati. Mi piace però sottolineare che, pur avendo sempre svolto al meglio il mio lavoro, ho sempre rispettato le persone a livello umano. E forse anche per questo mi sono trovato bene qui a Casamassima, al punto che resterò ad abitare qui anche adesso che è arrivato il congedo”.


Dunque Casamassima le resta e le sarà sempre nel cuore?

“Assolutamente sì. Qui ho intessuto rapporti umani fondati sul rispetto e in moltissimi casi anche sulla vera e propria amicizia venutasi a creare con la gente. In molti mi dicono ‘Per noi rimarrai sempre il comandante Colacicco’. Ringrazio pertanto tutte le persone e i rappresentanti delle istituzioni che nel corso degli anni hanno dimostrato di volermi bene. Ringrazio l’amministrazione comunale, il sindaco, il parroco, l’oratorio Cristo Re, i rappresentanti politici, anche degli anni passati, gli impiegati comunali, le scuole e i loro dirigenti, le associazioni, e tutti coloro i quali in questi anni mi hanno manifestato affetto. Gli unici che non saluto con lo stesso calore – e qui Colacicco si toglie un sassolino dalla scarpa, non risparmiando una vena polemica – sono alcuni miei ex dipendenti”.


Se pensa alla lunga attività svolta qui in paese, qual è la primissima cosa che le viene in mente?

“Così, su due piedi, la mente corre veloce al 1996. Ero arrivato in caserma da poco più di un anno, eravamo nell’aprile di diciassette anni fa, e la caserma fu presa di mira e fatta oggetto di un attentato, tramite una bomba. Fu un’azione intimidatoria – ricorda il comandante – a mio avviso determinata dal fatto che noi Carabinieri stessimo operando in maniera efficace sul territorio”.


Qual è stato, in questi diciotto anni, il sindaco a suo avviso peggiore qui a Casamassima?

“Queste sono questioni nelle quali non voglio entrare, anche perché – lo dico in assoluta franchezza – ho avuto con tutti rapporti ottimi. Con alcuni ex sindaci ancora oggi ci sentiamo e ci vediamo”.


Il nostro è un paese a rischio criminalità? Che tipo di reati sono maggiormente diffusi entro i nostri confini?

“Qui da noi – precisa Colacicco – ci sono più arresti rispetto a quanto avviene in altri paesi limitrofi. Ma la cosa è fisiologica, perché qui ci sono tante attività commerciali, c’è la vicinanza con una grande città come Bari, c’è un contesto generale che altre località non hanno. Uno dei reati più diffusi qui a Casamassima è lo spaccio di droga, eppure se dovessi esprimermi, in generale, circa la vivibilità del nostro paese, direi che Casamassima è una cittadina tranquilla, le cui problematiche a livello di sicurezza non sono differenti da quelle di altre realtà con lo stesso numero di abitanti e di attività commerciali. Nel 2012, inoltre, il numero di reati compiuti a Casamassima è stato inferiore rispetto a quelli fatti registrare nell’anno precedente. Io stesso, dopo il congedo, resterò a vivere qui in paese, per cui non mi sembra che qui ci siano situazioni di particolare pericolosità”.


Cosa pensa dell’ordinanza antiprostituzione firmata di recente dal sindaco?

“Credo possa essere uno strumento utile quantomeno per cercare di arginare il fenomeno della prostituzione. Un fenomeno che non riguarda solo Casamassima, ma che interessa praticamente tutta Italia. Siamo stati noi a suggerire al sindaco di fare questa ordinanza”.


Come vede la politica?

“Mi piace Berlusconi, perché è un ‘guerriero’ come me, è una persona che viene spesso attaccata, così come spesso venivo attaccato anch’io, durante il mio lavoro, perché producevo risultati”.


Le piacerebbe entrare in politica?

“Molti cittadini già me l’hanno proposto. Chissà, vedremo. Una cosa è certa: sono un uomo delle istituzioni, e tengo molto alle istituzioni. Per cui non escludo di poter entrare in futuro in politica, devolvendo anche in beneficenza il mio compenso, solo e soltanto per fare qualcosa per Casamassima, il mio paese, il paese in cui è nata mia figlia, e in cui ho deciso di rimanere anche adesso che sono in congedo”.


***

La carriera di Rocco Colacicco


 

colacicco da giovaneRocco Colacicco nasce a Gioia del Colle il 22 luglio 1951 e all’età di 17 anni entra nell’Arma dei Carabinieri. È il 1968, e ci resterà per i successivi 45 anni collezionando esperienze, incarichi e riconoscimenti.

In gioventù frequenta le scuole militari e tra il 1972 e il 1987 presta servizio presso i nuclei speciali antidroga di Roma, Napoli, Milano e Taranto, prima di approdare alla sezione di polizia giudiziaria proprio di Taranto. Nel 1995 arriva l’incarico a Casamassima: Colacicco diventa il nuovo comandante della stazione dei Carabinieri, dove vi resterà fino al 31 dicembre 2012. Ultima tappa prima della pensione.

Durante la carriera ottiene numerosi encomi e riconoscimenti sia a livello nazionale che internazionale (collabora anche con l’Fbi americana), tra i quali la Croce di bronzo, Argento e Oro per anzianità di servizio; la medaglia mauriziana al merito di 10 lustri di carriera militare (conferita dal presidente della Repubblica); la medaglia d’argento quale ‘Comandante di stazione’.

Tra le onorificenze spicca quella di ‘Cavaliere dell’ordine della Repubblica italiana’ (conferita sempre dal presidente della Repubblica). Nel 2008 gli viene consegnato il premio ‘Miglior comandante di stazione’ presso il Comando interregionale dei Carabinieri di Napoli.

Infine viene nominato ambasciatore di pace con concessione della ‘Interreligious and International federation for World pace’.

Sposato, è padre di una bimba.

 


Commenti  

 
#40 la castigamattin 2013-04-02 10:55
Per alfiere nero. Brucia la tastira ed assieme ad essa le tue eiucubrazioni.
 
 
#39 vito Cassano 2013-03-21 18:38
Il mio ateismo traballa. O è stato folgorato sulla via Di Damasco, o è il primo piccolo miracolo di papa Francesco. Comunque mi fa piacere.
 
 
#38 cobra 2013-03-20 21:31
Alfiere nero sei grande
 
 
#37 Alfiere Nero 2013-03-20 12:54
Anche Gesù si incazzò quando cacciò i mercanti dal tempio. Quando ci vuole, ci vuole...
 
 
#36 vito Cassano 2013-03-20 08:56
grazie
 
 
#35 cobra 2013-03-19 18:50
Bravo a Cassano
 
 
#34 vito Cassano 2013-03-19 07:52
Caro alfiere, visto che sei un credente, perché non segui quanto Papa Francesco predica? Non bisogna mai stancarsi di praticare misericordia e perdono!. Permettimi di sottoporti una modestissima prolusione al cantico di San Francesco:
“Benedici o signore, fratello cobra e fa si che la sua iracondia, ignoranza e alterità diventino pace, sapienza, e generosità, si da farlo amare anche dalle creature di cui si nutre.”
 
 
#33 cobra 2013-03-17 19:19
Alfiere Nero confermi quello che penso sei fuori di testa, cmq scrivi pure quello che senti purtroppo sei così pazienza.
 
 
#32 Alfiere Nero 2013-03-17 13:14
Al cobra travestito da asino.

Non dovrei: perché sono un uomo di sinistra e un credente. In altre parole sono un gramsciano e un misericordioso. Ma cobra travestito da asino se l’è cercata.

Esiste in econometria un fenomeno che si definisce “distorsione da variabile omessa”. È molto probabile, infatti, che le famiglie nelle quali si ascolta Mozart durante l'infanzia siano costituite da genitori che hanno un alto livello di istruzione e dunque forniscono molti stimoli intellettuali ai propri figli, arricchiscono il loro percorso di crescita con esperienze cognitive molto formative, li immergono in un ambiente ricco di possibilità di apprendimento e di sollecitazioni logico-linguistiche (Mozart o non Mozart). In altre parole la “variabile Mozart” incorpora altri fattori ai quali è da attribuire la causa principale del livello della variabile dipendente (il quoziente intellettivo). Ecco, il quoziente intellettivo di cobra travestito da asino è prossimo a 10: cioè più che un ignorante è un demente.
 
 
#31 Angelo 2013-03-16 12:41
Ciao Rocco,
sei stato per me un caro AMICO ed insieme al Don, abbiamo fatto tanto ti rispetto e ti auguro un meritato riposo.
Un abbraccio
 
 
#30 vito Cassano 2013-03-16 11:26
caro alfiere, sono orgoglioso e lusingato che tu mi ritenga amico, ma non sarei tale se non ti sottolineassi la contraddizione tra la necessità del silenzio e la necessità del "Grido di rivolta" - F. Legger - che tu esprimi con i tuoi post. I miei 65 anni non mi impediscono di proporre quanto di "saggio" possa esprimere senza preoccuparmi se sarà concime, catalizzatore, o semplice annaffiatura di prati. Fino a quando potrò, voglio esserci per dare "un senso a questa vita, anche se un senso non ce l'ha".
 
 
#29 cobra 2013-03-15 17:32
per Alfiere Nero ma che c.... dici.
Parli parli parli ma sei inconcludente sai sfogarti solo su queste pagine sn sicuro che sei solo è triste, ti propongo un TSO e con urgenza.
 
 
#28 Alfiere Nero 2013-03-15 14:31
Il silenzio di Edgar Lee Masters

"Ho conosciuto il silenzio delle stelle e del mare
e il silenzio della città quando si placa
e il silenzio di un uomo e di una vergine
e il silenzio con cui soltanto la musica trova linguaggio.
Il silenzio dei boschi
prima che sorga il vento di primavera
e il silenzio dei malati quando girano gli occhi per la stanza,
e chiedo per le cose profonde a che serve il linguaggio.
Un animale nei campi geme una o due volte
quando la morte coglie i suoi piccoli;
noi siamo senza voce di fronte alla realtà.
Noi non sappiamo parlare.
Un ragazzo curioso domanda a un vecchio soldato
seduto davanti alla drogheria:
Come hai perduto la gamba?
e il vecchio soldato è colpito di silenzio e poi gli dice:
Me l’ha mangiata un orso.
E il ragazzo stupisce,
mentre il vecchio soldato, muto,
rivive come in sogno
le vampe dei fucili,
il tuono del cannone,
le grida dei colpiti a morte
e se stesso disteso al suolo,
i chirurghi dell’ospedale,
i ferri,
i lunghi giorni di letto.
Ma se sapesse descrivere ogni cosa sarebbe un artista,
ma se fosse un artista
vi sarebbero ferite più profonde
che non saprebbe descrivere.
C’è il silenzio di un grande odio
e il silenzio di un grande amore
e il silenzio di una profonda pace dell’anima
e il silenzio di un’amicizia avvelenata.
C’è il silenzio di una crisi spirituale
attraverso la quale l’anima, sottilmente tormentata,
giunge con visioni inesprimibili
in un regno di vita più alta,
e il silenzio degli dèi che si capiscono senza parlare.
C’è il silenzio della sconfitta,
c’è il silenzio di coloro che sono ingiustamente puniti
e il silenzio del morente, la cui mano stringe subitamente la vostra.
C’è il silenzio tra padre e figlio,
quando il padre non sa spiegare la sua vita, sebbene in tal modo
non trovi giustizia.
C’è il silenzio che interviene fra il marito e la moglie,
c’è il silenzio dei falliti
e il vasto silenzio che copre le nazioni disfatte e i condottieri vinti.
C’è il silenzio di Lincoln, che pensa alla povertà della sua giovinezza
e il silenzio di Napoleone dopo Waterloo
e il silenzio di Giovanna d’Arco
che dice tra le fiamme:
Gesù benedetto,
rivelando in due parole ogni dolore, ogni speranza.
C’è il silenzio dei vecchi,
troppo carichi di saggezza
perché la lingua possa esprimerla
in parole intelligibili
a coloro che non hanno vissuto la grande parabola della vita.
E c’è il silenzio dei morti.
Se noi che siamo vivi non sappiamo parlare di profonde esperienze,
perché vi stupite che i morti non vi parlino della morte?
Quando li avremo raggiunti
il loro silenzio avrà spiegazione".
 
 
#27 Alfiere Nero 2013-03-15 14:30
La politica, le parole, l’irresolutezza, il silenzio (risposta all’amico Cassano)

Mi occupo di politica vissuta, di decisioni prese, di quegli errori dei governanti, che hanno ormai la cadenza irreparabile e fatale della storia. La politica vivente, lo scontro in atto, il richiamo alle armi per gli adepti non mi coinvolgono; e, anzi, hanno quasi sempre il potere di suscitare la mia ripugnanza. Le buone cause mi trovano partecipe, la riffa per il comando mi respinge; é il triste privilegio dell'età. A quelli che, sbagliando, non vanno più a votare votano scheda bianca, perchè disgustati dalla girandola delle parole prive di costrutto e dalla iperlalia volgare dei messaggi autoreferenziali dedico una celebre composizione poetica di Edgar Lee Masters, l'autore dell'Antologia di Spoon River. Il silenzio, dunque, come terapia salvifica contro gli apprendisti stregoni della finanza "creativa" e gli illusionisti dell'economia virtuale, e per nulla virtuosa (disoccupati ed esodati sono un atto d'accusa implacabile contro i ministri dell'economia degli ultimi quindici anni). I traditori della legge (PDS DS PD)del 1957 sull'ineggibilità di B.Il silenzio, come disinfezione dell'anima collettiva della nazione prostrata.

La quiete, prima della tempesta.

Continua...
 
 
#26 Dante 2013-03-15 11:51
Ma basta!!!!
state facendo commenti sul povero e bravo comandante Colacicco.
Lasciatelo in pace e fategli godere la sua pensione dopo tanti anni di servizio a tutela della gente.
Auguri comandante sei e rimani sempre il nostro Comandante.
 
 
#25 Alfiere Nero 2013-03-14 12:21
A tutti i farceurs....
Per avere un’opinione fondata ed esprimerla, il primo passo è distinguere. Non giudicare in base alle appartenenze, ma al merito delle cose e delle parole.Da voi non ho sentito altro che parole; mai fatti e tesi.
Insomma è dura decidere cosa fare da grandi, ancor più quando si è cresciuti troppo in fretta.
Vigliacchi, forti dietro il PC. Nessuna viltà o mancanza di coraggio. D'altronde anche Colacicco è stato un anonimo e utile infiltrato. Diciamo che io sono un utile infiltrato pedagogico. Svegliatevi! Altrimenti prendetevi le misure della bara.
 
 
#24 vito Cassano 2013-03-14 10:38
Caro Alfiere: e se invece cogliesse l'attimo per far "esistere" una sinistra? E' sicuro che la sua immacolata coscienza non la porterà in quel limbo dantesco del "... a Dio spiacenti a' nemici sui"?.
"Ora canto per tutti i miei compagni la canzone della tradita rivoluzione per i miei compagni traditi canto e canto per i miei compagni traditori, la gran canzone del tradimento canto e la canzone più grande della rivoluzione. E la mia chitarra geme di vergogna e la mia chitarra esulta di felicità e le mie incredule labbra pregano fermenti l'UOMO, il dio di tutta la mia fede."
Wolf Biermann
 
 
#23 margot 2013-03-13 15:53
leggo commenti a mio avviso vergognosi, chissà se questi finti sapientoni,parlerebbero cosi se avessero un confronto con le persone di cui parlano,ho i miei dubbi siamo tutti forti dietro un pc, nella realtà una massa di vigliacchi
 
 
#22 michele 2013-03-13 13:21
per alfiere nero - ma che libri ti leggi e nn fare il filosofo sei pesante avast
 
 
#21 Santa Di Pinto 2013-03-12 22:38
Per Nostalgico: sarebbe stato bello aver il confronto in merito a quello che ha scritto, qualora si fosse identificato con un nome e cognome, evidentemente non ha il coraggio. Circa il velato sospetto, siamo lieti di invitarla a documentarsi e rendersi conto che il tutto non è mai esistito e che il nuovo senatore è sempre stato fuori da certe logiche di "mercato". A sua completa disposizione, per eventuali visioni documentali.
Segreteria Cassano.
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI