Martedì 18 Dicembre 2018
   
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SCUOLA SUPERIORE, IN ESCLUSIVA IL PRIVATO. La storia

terreno parrocchia

La questione pubblica “scuola superiore-terreno privato” non pare accusare battute d’arresto, quanto piuttosto incalzi sul profilo giudiziario. Non dovremo probabilmente attendere molto per conoscerne l’epilogo, ma intanto stando a quanto riportato dalla Gazzetta di qualche settimana fa, il privato avrebbe perso “tutti i contenziosi” (dichiarazione del sindaco) per cui il caso sarebbe risolto. Ma di fatto, la faccenda non pare così banale, nel senso che non sarebbe chiuso proprio nulla.

In esclusiva ai nostri microfoni, Leonardo Nanna, amministratore della società Imcona, proprietaria oggi del terreno del dissidio, redige il calendario dei fatti realmente accaduti dal 1968 ai giorni nostri.

A che anno risale l’acquisto del terreno in via Cellamare?

Il terreno, insieme alle fondazioni già eseguite per la costruzione di un oleificio industriale, veniva acquistato da mio padre in data 1° marzo 1984 per la somma di 40milioni di lire.

Ma già nel 1968 suo padre ‘operava’ su quel terreno, è corretto?

Sì, mio padre era il costruttore di quel oleificio a cui, la “Cooperativa fra agricoltori di Casamassima srl”, aveva affidato l’appalto.

Quale fu la prima opera insediata da suo padre su quel terreno?

Fu l’escavazione e le relative opere di fondazione per l’oleificio. Opere che ne trasformarono la destinazione da “Agricola” a “Edifici industriali”, tanto che il Piano di fabbricazione approvato successivamente nell’anno 1969, ne recepiva la destinazione urbanistica come “Edifici industriali esistenti”.

Nel 1968 il Comune aveva rilasciato in favore della Cooperativa proprietaria del terreno (dalla quale suo padre aveva acquistato il terreno) una licenza edilizia per la costruzione di un oleificio sociale. Cosa accadde?

Per problematiche interne alla Cooperativa, i lavori di costruzione vennero interrotti, e a causa degli importi di liquidazione per le opere già eseguite, quali installazione del cantiere, scavi, fondazioni e approvvigionamenti dei materiali a piè d’opera, nacque un contenzioso tra la committente e il costruttore. Il contenzioso venne definito con l’atto notarile del 1984 col quale si trasferiva a mio padre lo stesso terreno con tutte le opere eseguite e i materiali approvvigionati, previa compensazione in denaro.

Nel 1987 fu approvato il piano di lottizzazione Brancaccio (il piano regolatore non esisteva ancora), nel quale l’area in cui insisteva il terreno di suo padre era stato stabilito come ‘verde attrezzato’. Ma cosa era accaduto tra l’anno di acquisto e l’approvazione della lottizzazione?

Sì, nel 1987 fu approvata la lottizzazione. Lo studio della stessa lottizzazione, del 1983 (quindi ancor prima che mio padre divenisse proprietario), aveva previsto su quel terreno una destinazione urbanistica a standard per “Verde attrezzato” necessaria per la potenziale edificazione residenziale prevista. Ma l’8/03/1984, sette giorni dopo l’acquisto, mio padre, utilizzando le opere esistenti sul terreno, presentò al Comune richiesta di Concessione edilizia per la costruzione di un ‘opificio industriale’ per la trasformazione dei prodotti agricoli.

L’opera fu approvata dalla Commissione edilizia e dal Consiglio comunale, ma venne successivamente bloccata, con stratagemmi amministrativi evidentemente, lasciando spazio alla Lottizzazione Brancaccio, approvata – appunto – nel 1987. Ben 3 anni dopo,

con uno strano documento, firmato da un solo lottizzante. Quella firma temo non venne apposta sul documento dal titolare, ma forse ricopiata da altra Tavola del Pdl.

A seguito di questo escamotage probabilmente, mio padre non venne nemmeno convocato per ottenere i benefici della lottizzazione e nemmeno gli fu consentito di utilizzarlo con la destinazione di "Edifici industriali esistenti". Per un altro soggetto (un’altra persona), pur non partecipando direttamente alla lottizzazione Brancaccio, il Comune riservò ben altro trattamento: gli assegnò il diritto di.poter realizzare sulla sua proprietà inserita nell'area del Pdl, edifici rientranti nelle previsioni stabilite per il territorio lottizzato.

Sono seguiti anni in cui si è fermato tutto. Suo padre decise di restare in attesa..

Mio padre dovette subire l’attesa sperando che i signori del potere dismettessero di tenere bloccata senza espropriare quell’area.

Nel 1992 l’amministrazione guidata da Domenico Orofino ritenne utile – deliberando – di utilizzare quel terreno per programmare un palazzetto per lo sport. Ma non si fece mai come sappiamo (il palestrone si fece in un’altra zona). E ancora nulla..

Il Palazzetto dello sport voluto dall’amministrazione Orofino – che prevedeva l’esproprio di quel terreno per la somma di lire 348milioni – venne rifiutato dall’amministrazione successiva che provvide a far costruire il palazzetto su area di proprietà di altri soggetti.

Altra chance offerta al proprietario del terreno per l’esproprio, venne da un Pru che, a cavallo di due diverse amministrazioni (quella che lo aveva voluto e quella che doveva subirlo) venne cancellato. Ai casamassimesi credo siano stati ‘sottratti’ circa 11miliardi di lire per opere di pubblica utilità.

Dopo – siamo nel 2001 – come detto, nonostante la rinuncia al Palazzetto deliberata da un consiglio comunale del 1994, il pianificatore ne ripropose la costruzione su quella stessa area di mio padre senza nemmeno preoccuparsi di definire le maglie di Prg in maniera corretta!

Siamo nel 2007: la società Imcona (di cui lei è amministratore) chiede di costruire dei parcheggi, ma l’amministrazione le nega l’autorizzazione. Cosa accadde allora?

La società Imcona, nuova proprietaria del terreno, non potendo utilizzare quell’area come era nella sua vocazione urbanistica iniziale (ossia Edifici industriali esistenti perché inserita in Prg come superficie a Verde, Parcheggi, Palazzetto dello sport e altro) pur sminuendone il valore edificatorio, per sottrarsi al potere contrattuale delle amministrazioni comunali, propone un progetto per la costruzione di parcheggi di urbanizzazione secondaria.

L’amministrazione, quando viene presentato il progetto dei parcheggi, continua ad avere un solo e unico obiettivo: quello di utilizzare il terreno di mio padre insieme a quello circostante del Comune in maniera da avere benefici (li chiama ‘pubblico interesse’) aspettando una qualsivoglia cosa che, in un futuro improbabile, prima o poi, venga alla ribalta. Infatti, il consigliere Alessio Nitti, nel consiglio comunale in cui si promette il trasferimento alla Provincia di Bari dell’intera area per il palazzetto dello sport, forse per un lapsus freudiano ebbe a riferire così: “Oggi, però, che in qualche modo abbiamo avuto la possibilità di cedere la nostra proprietà per realizzare l’opera pubblica, soltanto nell’ambito di quella proprietà, di fatto si può liberare il diritto del privato a costruire…”. Non teneva presente l’avvocato Nitti che nel Prg l’area per costruire una scuola superiore era prevista ben in altra zona.

 

Questo non basta. Il Comune, visto che non ha l’appoggio della Regione per bocciare il progetto dei parcheggi, si procura un parere legale a firma dell’avvocato Angelo Orofino il quale, nella disamina della documentazione prodottagli, rileva che il progetto non poteva essere approvato mancando l’attuazione dell’intera maglia da definire tra il Comune e il privato. Inoltre scrive che il terreno del privato era destinato a palazzetto dello sport, che tale vincolo di destinazione era di carattere conformativo e non espropriativo e quindi non pr

 

escrivibile dopo i 5 anni dalla apposizione e che, il privato può egli stesso costruire il palazzetto dello sport!

Questo vincolo conformativo per la costruzione del palazzetto dello sport per

 

ò, forse non è stato nemmeno immaginato dal sindaco Domenico Orofino (che aveva approvato quel progetto), in quanto per l’acquisizione dell’area del privato aveva approvato lo stesso progetto con piano particellare di esproprio per lire 348milioni.

Una sentenza del Tar del 2009 stabilisce dunque, un vincolo conformativo sul terreno: lei, cioè, non può costruire quello che vuole, ma deve attenersi a cosa esattamente?

Avrei potuto espropriare il terreno del Comune, investire oltre 5miliardi di vecchie lire e diventare, magari, presidente della Casamassima-sport se non avesse voluto quel titolo il sindaco pro tempore. Ma dopo l’approvazione della scuola superiore nemmeno questa strada è percorribile.

 

E dopo come si sono evoluti i rapporti con l’amministrazione? Qualcuno parla di contenziosi persi dal privato.. come stanno realmente i fatti?

Il privato ha perso i contenziosi e ne perderà altri se i responsabili del Comu

 

ne non prenderanno la documentazione che comprova che il Bingo, costruito correttamente, non fa parte delle Urbanizzazioni secondarie come inserite sul Prg, dando spazio a confusioni interpretative sul piano giudiziario. Infatti, la necessità di inserire false aree per urbanizzazioni secondarie quali i 26mila metri quadrati circa assegnati al palazzetto dello sport, potrebbe aver indotto la necessità di non voler mai chiarire quali le are aree appartenenti ai parcheggi e quali a verde attrezzato.

Il privato non poteva riuscire nella ricostruzione di tali verità che nemmeno il Tar di Bari, a mezzo di un commissario ad acta, ha potuto chiarire. Stiamo studiando approfonditamente il Prg di Casamassima e stiamo facendo scoperte.. Per esempio è possibile che alcune cifre siano state invertite (per distrazione?), e dunque è possibile che numeri relativi alla superficie destinata a urbanizzazioni secondarie siano stati confusi con qualcos’altro. In questa situazione è possibile che chi dovesse decidere (Tar e Consiglio di stato) potesse mal interpretare? Se confusioni di questo tipo vi siano state prima o poi emergeranno.

scuola superiore progetto

 

17 novembre 2011. L’amministrazione approva il progetto definitivo della scuola superiore sull’area adiacente al suo terreno, ma del suo progetto non si sa nulla. Come mai?

L’attuazione della maglia – voluta dall’avvocato consulente del Comune di Casamassima, disposta dal giudice Urbano del Tar Bari e confermata dal Consiglio di Stato per cui il privato è stato bloccato – è stata bocciata dal consiglio comunale di Casamassima.

Alessandro L’Abbate, nella sua funzione di capo dell’Ufficio tecnico comunale, aveva tentato di riportare sul piano della legittimità la questione con una relazione, pare sostituita in Prima commissione (in procinto dell’approvazione del progetto definitivo della scuola), proprio prima del consiglio comunale decisivo. Come mai non posso dirlo io che devo necessariamente affidarmi alla autorità giudiziaria per capirlo.

Le è mai stata recapitata una risposta formale? Le è stato, cioè, mai comunicato formalmente se il progetto può essere approvato?

No. Il Comune di Casamassima riterrebbe di avere prerogative diverse alla legge che io conosco.

 

Commenti  

 
#5 leonardo nanna 2013-02-10 12:03
per #3- machelodicoafare
Se, caro cialtrone, parlando del malaffare che dal tempo del PdF continua anche se per poco ancora, ricordati che permettersi di infangare la memoria di chi ha dato lustro alla tua cittadina per il lavoro e per l'onestà intellettuale, certamente non è stato né tuo padre né la cricca di cui tu parli!
"Quello in esame", come tu dici (terreno del privato), non era un caso da abuso edilizio organizzato in vista del PdF, ma era un "oleificio industriale" dove forse, magari tuo nonno o tuo padre, avrebbero potuto trovare lavoro. I proprietari di quell'opificio erano dei proprietari terrieri che non si comperavano i SUV col denaro utile per produrre ricchezza, ma mettevano in piedi strutture produttive. Non avevano bisogno di costruire pilastri fasulli per fare di Casamassima l'area peggio cementificata di tutta la provincia.
Il caso del privato, oggi, semmai, parte dal furto di urbanizzazioni secondarie che signori come quelli a cui tu faresti riferimento, avrebbero consentito non con il PdF, bensì con il PRG. Ma non è ancora finita!
 
 
#4 Nicola V. 2013-02-09 20:59
Materia molto complicata, i commenti poi sono molto superficiali e nessuno cita nominativi e studi tecnici o politici che sono stati o sono coinvolti in questa vicenda. Ma che mistero é?????
In verità, guardando quelle aree sulla pianta ben rappresentata su questo WEB, la zona rossa del privato pare molto strana!
Non si potrebbe convocare il proprietario e procedere ad un esproprio consensuale per costruirci un vero asilo?
Tutto si complica in questo paese, per incapacità o per interessi?
salve.
 
 
#3 machevelodicoafare 2013-02-09 15:04
Nel periodo di gestazione ( progetto anni '67-68 ) del Programma di fabbricazione a firma di un noto concittadino con riferimenti stretti ad un notissimo studio di casamassima e la collaborazione di politici e amministratori di allora, molte le opere edili iniziate con le solo fondazioni o pilastri, per indirizzare poi con il loro stato di fatto il nuovo PdiL. Tra questi ,tantissimi, a carattere residenziale, industriale, turistico ecc. e anche quello in esame. Quindi già sul nascere l'idea di driplare lo sviluppo urbanistico-ragionato di Casamassima , era nell'animo e nei fatti. Chi oggi si lamenta dovrebbe sapere che qualche volta si può patire del proprio male fatto. Non riuscire a farsi capire, poi, è stato sempre alla base di ogni proposta, e questo perchè il fine vero è sempre stato quello mai disegnato o proposto nei progetti.
 
 
#2 maestroallantica 2013-02-09 09:44
Peccato: un'altra occasione mancata per fare chiarezza su questa annosa vicenda.
Voto: insufficiente al sig. Nanna, che usando un linguaggio che non gli appartiene ed animato da tanta comprensibile rabbia continua a non far(ci)mi capire niente. Parte bene, descrivendo fatti circostanziati, ma poi si perde in congetture, giudizi molto soggettivi, allusioni, voli pindarici, riferimenti vaghi.
Insufficiente anche al giornalista, però, che si è fatto "portare a spasso" dagli umori e dal pregiudizio dell'intervistato.
 
 
#1 Annibale Samarelli 2013-02-08 22:34
Terreno della parrocchia che crea problemi, scuola costruita su quel suolo anzichè sull'altro, opificio mai costruito, palazzetto mai realizzato, urbanizzazioni strane ed ora campi di calcetto che rovinano la vita ai residenti!
E' una zona che andrebbe benedetta o che apre nuovi scenari ad ulteriori abusi commessi dai soliti noti?
Nel primo caso invochiamo l'intervento di un prete esorcista, nel secondo caso un intervento della magistratura. In entrambi i casi si ridarà tranquillità e giustizia alle parti.
Tranquilli casamassimesi, qualcuno ha già cominciato a pagare e salatamente le "FURBACCHIATE". Non abbiate paura, nel dubbio denunciate gli abusi al NOPE.
 

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