I MEDICI DI BASE: “OCCORRE CHIARIRE LA GESTIONE”

infantino e abbatecola

Prima che la Casa della Salute possa iniziare la sua attività è necessario sciogliere alcuni nodi. L’aspetto, emerso già nel dibattito tenutosi alle Officine Ufo, è stato sottolineato anche da due medici di medicina generale, Antonio Infantino e Teresa Abbatecola, che già da tempo vivono, nei locali dell’ex cinema Capozzi, l’esperienza dell’associazionismo medico. Un associazionismo che si renderà necessario anche nella futura Casa della Salute, non prima, però, d’aver risolto alcune questioni. “Quello della Casa della Salute – ha osservato Antonio Infantino a riguardo – è un progetto assolutamente virtuoso, che io seguo da lungo tempo. L’associazionismo complesso, che si renderà necessario per dar vita alla struttura, richiede però un’attenta pianificazione degli aspetti gestionali. La Casa della Salute, per intenderci, non è un ospedale nel quale vi è un dirigente che si occupa di questi problemi, ma sarà una realtà nella quale saranno impegnati 15-16 medici che dovranno condividere tra loro tutti gli aspetti gestionali. Medici che dovranno essere affiancati nel loro lavoro da personale paramedico e amministrativo, la cui attività dovrà essere regolata per quelli che sono gli aspetti di natura fiscale e giuslavoristica”.

Ma come si dovrà organizzare il lavoro di questo stesso personale nella Casa della Salute? Secondo quali criteri normativi? “Questi aspetti – ha aggiunto Infantino - sono ancora da chiarire, anche se a mio parere il personale è fondamentale che risponda all’organizzazione del lavoro della forma associativa e non all’organizzazione del lavoro dei singoli medici”.

“Se io medico, nella previsione della nascita della Casa della Salute – ha proseguito Teresa Abbatecola – mi trovassi a dover lavorare con personale paramedico che non fa direttamente riferimento a me, perché legato a rapporto di lavoro dipendente con altri colleghi, come mi dovrei comportare? Io datore di lavoro ho il dovere di operare nell’assoluta legalità. Perché è giusto così e perché, sia io che i miei colleghi, non possiamo correre il rischio di possibili vertenze in futuro. Ecco perché tutti gli aspetti della questione sono da valutare e considerare attentamente, e vanno sistemati prima di pensare all’apertura della Casa della Salute”.