Domenica 09 Dicembre 2018
   
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I MEDICI DI BASE: “OCCORRE CHIARIRE LA GESTIONE”

infantino e abbatecola

Prima che la Casa della Salute possa iniziare la sua attività è necessario sciogliere alcuni nodi. L’aspetto, emerso già nel dibattito tenutosi alle Officine Ufo, è stato sottolineato anche da due medici di medicina generale, Antonio Infantino e Teresa Abbatecola, che già da tempo vivono, nei locali dell’ex cinema Capozzi, l’esperienza dell’associazionismo medico. Un associazionismo che si renderà necessario anche nella futura Casa della Salute, non prima, però, d’aver risolto alcune questioni. “Quello della Casa della Salute – ha osservato Antonio Infantino a riguardo – è un progetto assolutamente virtuoso, che io seguo da lungo tempo. L’associazionismo complesso, che si renderà necessario per dar vita alla struttura, richiede però un’attenta pianificazione degli aspetti gestionali. La Casa della Salute, per intenderci, non è un ospedale nel quale vi è un dirigente che si occupa di questi problemi, ma sarà una realtà nella quale saranno impegnati 15-16 medici che dovranno condividere tra loro tutti gli aspetti gestionali. Medici che dovranno essere affiancati nel loro lavoro da personale paramedico e amministrativo, la cui attività dovrà essere regolata per quelli che sono gli aspetti di natura fiscale e giuslavoristica”.

Ma come si dovrà organizzare il lavoro di questo stesso personale nella Casa della Salute? Secondo quali criteri normativi? “Questi aspetti – ha aggiunto Infantino - sono ancora da chiarire, anche se a mio parere il personale è fondamentale che risponda all’organizzazione del lavoro della forma associativa e non all’organizzazione del lavoro dei singoli medici”.

“Se io medico, nella previsione della nascita della Casa della Salute – ha proseguito Teresa Abbatecola – mi trovassi a dover lavorare con personale paramedico che non fa direttamente riferimento a me, perché legato a rapporto di lavoro dipendente con altri colleghi, come mi dovrei comportare? Io datore di lavoro ho il dovere di operare nell’assoluta legalità. Perché è giusto così e perché, sia io che i miei colleghi, non possiamo correre il rischio di possibili vertenze in futuro. Ecco perché tutti gli aspetti della questione sono da valutare e considerare attentamente, e vanno sistemati prima di pensare all’apertura della Casa della Salute”.

Commenti  

 
#11 luca battista 2012-12-08 11:41
Con quali risorse si vuole avviare il processo culminante nella CdS?Da quanto emerge alcuni medici di base pongono una questione di gestione ed organizzazione del personale,quali le soluzioni?Esclusa una gestione ASL del personale in questione,come intendono organizzarsi i medici di base per tale problematica?Se è vero che la ASL chiede un compenso per le utenze ai medici di base ,quale interesse associativo dovrebbe perseguire il medico che ha un ambulatorio di proprietà ,se c'è ne sono,dovendo contribuire nelle spese di gestione della CdS?
 
 
#10 giò 2012-12-07 17:11
altra megapagl***!!! (mi rivolgo all'amministrazione!!) si continuano a lanciare nuovi cantieri x farsi belli!tutti irrisolti, tutti fallimentari, ma se non siete capaci perchè vi cimentate?? allora limitatevi a fare il vostro lavoro e basta! siete ridicoli!
pensate al bene del paese fate bene le cose di base che vi competono e farete + bella figura
 
 
#9 vito cassano 2012-12-07 11:47
Credo che il Dr. Infantino ponga la questione fondamentale che questa novità organizzativa e culturale propone. Chi governa questo processo? Con quali obiettivi e risorse? Quali, le responsabilità conseguenti?
Ritengo che ci si debba affidare al recente decreto n° 158 per cercare la bussola che (indicandoci il Nord) ci permette di incamminarci senza disorientarci. La Casa della Salute (aperta tutti i giorni per l'intera giornata) deve diventare il contatto privilegiato del cittadino con il SSN in modo da evitare intasamenti nei PS e nelle corsie degli ospedali. Per far ciò le diverse funzioni distrettuali, medicina di base e pediatrica, specialistica, servizi, guardia medica dovranno integrarsi e coordinarsi "aggregazioni funzionali territorriali" nonché forme organizzative multiprofessionali "unità complesse di cure primarie" in modo che l'utente non faccia il giro d'Italia per sottoporsi alle prescrizioni dei diversi specialisti. Tali organizzazioni dovranno essere finanziate con budget in relazione agli obiettivi proposti. Sono previste anche figure di coordinamento o di riferimento. Come iniziare? Credo sia indispensabile che, visto il carattere sperimentale della nostra CdS, il Dirigente del Distretto, insieme ai sindacati dei medici e del personale di comparto locali, predispongano:"...gli obiettivi e concordino i programmi di attivita' delle forme aggregative di cui alla lettera b-bis) e definiscono i conseguenti livelli di spesa programmati, in coerenza con gli obiettivi e i programmi di attivita' del distretto, anche avvalendosi di quanto previsto nella lettera b-ter)..." . Una volta predisposto ciò, lo si debba ritenere oggetto di "contrattazione" con il Direttore dell'USL. Non mi spaventerei se si iniziasse già in modo approssimativo, ho visto avviare tanti servizi (anche ospedali) in modo anche forzato, se fossero già disponibili locali agibili; gli ostacoli si superano man mano che si presentano.
 
 
#8 .... 2012-12-06 15:46
Mi sfuggono quali potrebbero essere i vantaggi per la comunità nel ritrovarsi i medici di base tutti nella stessa struttura...quello che invece percepisco è che la concentrazione del servizio causerà problemi di parcheggio e di affollamento dei cittadini "ammalati" nella stessa struttura che servira a far proliferare influenze e altro..forse l'unico vantaggio sarà quello di trovare nella stessa struttura il sostituto di un medico quando questo non è disponibile...un vantaggio marginale pero se paragonato ai vantaggi dei medici. Infatti mi chiedo se le unità ambientali occupate dai singoli medici saranno concesse gratuitamente o a pagamento...mi chiedo se i costi di energia elettrica e riscaldamento e raffreddamento saranno sostenuti dal pubblico o se i medici contribuiranno alle spese.. ecc ecc.
 
 
#7 maestroallantica 2012-12-06 14:23
Gentile dott. Infantino, le sue puntualizzazioni sono certamente condivisibili, ma le assicuro che i nostri concittadini chiedono visite specialistiche in tempi ragionevoli, possibilità di assistenza territoriale 24 ore su 24, maggiore faciltà di accesso agli ambulatori del "medico curante" ecc. ecc.; sapendo che sul nostro territorio ci sono strutture adeguate perchè ciò si realizzi, comprenda la nostra smania e, me lo consenta senza provocazione alcuna, il nostro assoluto disinteresse verso le VOSTRE questioni organizzative. Ci piacerebbe che vi faceste portavoce con altrettanto fervore e determinazione anche e soprattutto degli aspetti sanitari (cosa che, forse, fate ma che noi
non vediamo). Ci date anche l'impressione di essere in disaccordo fra voi stessi: forse il bene comune meriterebbe qualche passo indietro!? La ringrazio,comunque, per avermi risposto e mi scuso per aver usato un nikname, ma l'ho fatto solo perchè penso di essere portavoce di una opinione condivisa.
P.S. Perchè i conticini non possono essere resi pubblici?
Monito del maestro: finire il compito in classe prima che suoni la campanella.
 
 
#6 duglas 2012-12-04 23:44
Anche per l'infermiere, c'è giuramento, non è di Ippocrate, ma di "Florence Nightingale", un saluto !
 
 
#5 un paziente 2012-12-04 22:49
Ma dottor Infantino, Lei è persona di cultura e non dovrebbe avercela con chi per ragioni personali antepone "il fatto" al proprio nome. Quale interesse può suscitare nel lettore l'identità di chi esprime pensieri, perplessità o vacue considerazioni!
Lei dottore, si impegni a svolgere il lavoro che Le compete con impegno e serietà e vedrà che Le sarà riconosciuto il merito di aver ben operato!
I nicknames danno fastidio ai politici e Lei ne comprenderà bene le ragioni; e qui ci fermiamo per non passare da argomenti
seri a questioni da circo equestre!
Dottore non firmo con il mio nome perchè, senza falsa modestia, sono una banalissima persona che La lascerebbe del tutto indifferente, o se preferisce, il mio nome potrebbe condizionarla nell'interpretrare
il mio modesto pensiero! Non me ne voglia, con stima, un paziente.
 
 
#4 Antonio Infantino 2012-12-04 08:48
Gentile Sig. Battista, lei ha centrato perfettamente la natura del problemi; problemi che chi come me ha già una esperienza di lavoro ultradecennale in una associazione con sede unica, peraltro molto più piccola di quella che si andrebbe a realizzare nella Casa della Salute, conosce bene. Come dice lei trattasi di un trasferimento non semplice, ma allo stesso tempo le dico che è assolutamente realizzabile e offrirà ai cittadini indubbi vantaggi; è però indispensabile che venga preventivamente studiato e strutturato sotto tutti gli aspetti possibili, perchè non basta solo un bel contenitore, bisogna poi riempirlo e farlo funzionare.
 
 
#3 Antonio Infantino 2012-12-04 08:30
Caro Sig. Maestroallantica, lei invece dovrebbe studiarsi prima di tutto quali sono le regole di convivenza, cominciando dall'evitare di usare nick name che non consentano di conoscere la sua identità. Altra cosa che dovrebbe andare a studiare è la struttura di una forma associativa complessa della medicina generale, quale quella che si intende realizzare a Casamassima.
Il Giuramento di Ippocrate se da un lato impegna ogni singolo medico al rispetto dei principi etici fondanti della medicina, dall'altro poco aiuta a far si che qualcosa come 50 operatori sanitari, fra i quali circa 2/3 fra personale infermieristico e di segreteria (che non hanno fatto nessun giuramento di Ippocrate), non legati ad un datore di lavoro unico e che mai prima hanno affrontato una esperienza lavorativa simile tutti insieme, possano costituire un gruppo di lavoro organizzato ed efficiente a tutto favore delle esigenze socio-sanitarie dei cittadini, unica cosa corretta del suo commento. Per fare questo purtroppo non è affatto sufficiente essere un buon medico o un buon infermiere o un buon segretario. E' indispensabile che tutto il sistema nel quale ruotano tutti questi bravi professionisti sia strutturato su regole, da quelle più ovvie della convivenza civile che conosciamo tutti, a quelle più complesse, come quelle di natura fiscale, giuslavoristica e contrattuale in genere, che per questo genere di ambito, assolutamente nuovo ed innovativo, non sono così tanto chiare e scontate. Pertanto non si meravigli se sente dei medici invocare la necessità di avere solide, chiare e basilari regole per poter esercitare con tranquillità e sicurezza il loro giuramento di Ippocrate. Dovrebbe invece apprezzare il senso di responsabilità di questi medici che si preoccupano anche di questi aspetti per poter partire con il piede giusto ed evitare problemi di disorganizzazione in corso d'opera che si riverbererebbero inevitabilmente sul cittadino-utente. Per quanto all'imprenditoria e al guadagno cui lei ancora superficialmente fa riferimento, la invito a venire a trovarci per fare insieme qualche conticino dal quale capirà facilmente come l'adesione dei medici a questo pur importante progetto di salute pubblica è tutt'altro che un business.
Ora anche lei ha dei compiti a casa da svolgere, forse anche più dei nostri.
 
 
#2 luca battista 2012-11-29 10:37
SE NON SBAGLIO CHIEDONO DI REGOLARIZZARE IL RAPPORTO DI LAVORO DI TIPO PRIVATO CON DIPENDENTI SEGRETARIE E PERSONALE INFERMIERISTICO,CHE ATTUALMENTE PAGANO I MEDICI DI BASE ,PER CHI VIENE ASSISTITO DALLE FIGURE MENZIONATE AVVALENDOSENE E QUEI MEDICI CHE NON DISPONGONO DI PERSONALE DI SUPPORTO AMMINISTRATIVO ED ASSISTENZIALE,NATURALMENTE SI ACCETTANO CORREZIONI,MI SA CHE IL TRASFERIMENTO DEI MEDICI DI BASE NELLA STRUTTURA EX MIULLI NON SIA COSì SEMPLICE,TUTT'ALTRO.
 
 
#1 maestroallantica 2012-11-29 08:35
Ma avete intervistato dei medici o degli imprenditori? Si parla di "aspetti fiscali e di natura giuslavoristica"; c'è anche un "datore di lavoro" che teme "vertenze".
Peccato che la Casa della Salute sia stata concepita per far arricchire tutti i cittadini in termini di assistenza socio-sanitaria, non certo per far guadagnare qualcosa di più a pochi professionisti!
Compito a casa: ristudiate il Giuramento di Ippocrate.
 

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