D’ADDABBO: “ALLA RODARI BAGNI ROTTI DAL 2010”

giancarlo daddabbo

Se la scuola elementare Guglielmo Marconi ‘piange’, di sicuro l’istituto Gianni Rodari non ‘ride’. E con esso neppure gli altri plessi facenti parte del secondo circolo didattico ‘Rodari’. Il riferimento, come forse i nostri lettori avranno già intuito, è alle condizioni degli edifici che ospitano alunni, aule e personale scolastico.

A tracciare un quadro della situazione relativa al circolo didattico ‘Rodari’ – a pochi giorni dalla protesta inscenata da alcune mamme che si sono fortemente lamentate per le condizioni in cui si trova l’edificio che accoglie l’elementare Marconi, e alla quale è seguito l’inizio dei da tempo annunciati interventi di manutenzione – è il dirigente scolastico dello stesso circolo, Giancarlo D’Addabbo. “Per quel che riguarda le scuole di mia competenza, dunque la Rodari, e gli istituti dell’infanzia Collodi e Ciari – osserva a tal proposito D’Addabbo – posso dire di aver inviato nel tempo decine di segnalazioni all’ufficio tecnico del Comune, evidenziando la necessità di effettuare vari interventi di manutenzione, ma quasi tutte queste richieste sono rimaste senza risposta. Se si rompe un bagno nel 2010, come è avvenuto – prosegue ancora il dirigente scolastico – non è pensabile che nel 2012 lo stesso sia ancora chiuso, così come non è possibile incontrare difficoltà se si ha necessità di sostituire una porta rotta o una maniglia. Dieci anni fa era più facile gestire la manutenzione degli edifici scolastici, anche perché a questo scopo venivano investiti 10-13mila euro all’anno, oggi invece le risorse sono molto più esigue e noi dirigenti scolastici, di conseguenza, siamo esposti a responsabilità enormi: i primi a dover vigilare sulla sicurezza dei nostri alunni, infatti, siamo noi, che facciamo il nostro lavoro con spirito di responsabilità e tra mille problemi e carenze a livello di manutenzione degli edifici”.

“Alla Rodari, per esempio – continua D’Addabbo – i bagni funzionanti sono poco più della metà di quelli esistenti nella struttura, gli altri presentano tutti dei problemi, alcuni sono fuori uso addirittura da anni; alla Collodi, invece, i bagni realizzati nella nuova zona della scuola non sono utilizzabili, perché non vi è stato un corretto allaccio alla rete fognaria e dunque non vi è una pendenza tale da permettere il regolare scorrimento e deflusso delle acque. Il che significa che ben 242 bimbi iscritti alla scuola sono costretti ad andare nei bagni presenti nell’ala vecchia della struttura, facendo spesso anche lunghi percorsi per raggiungere i servizi. Questa situazione è stata da me segnalata all’assessore alla pubblica istruzione, Pino Gengo, il quale mi disse – eravamo nel 2011 – che sarebbe stata presto risolta: eppure al momento nulla è ancora cambiato. La Ciari invece, anche per la forma a cappello del suo tetto che fa sì che la scuola venga comunemente chiamata ‘Il fungo’, presenta problemi legati a infiltrazioni d’acqua, che nonostante i numerosi interventi di impermealizzazione effettuati negli anni non sono stati ancora definitivamente superati. Tant’è vero che nello scantinato dell’asilo, dunque per fortuna in una zona non frequentata dai bambini, sono evidenti delle muffe. Queste sono le condizioni nelle quali siamo costretti a lavorare con i nostri bambini, ora speriamo che le cose possano presto migliorare”.