Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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BUCO NELL'ACQUA LA DENUNCIA ALLA GUARDIA DI FINANZA

casamassima comune

Ripartono lentamente i procedimenti relativi ai lavori pubblici e all’urbanistica dopo la sospensione del capo dell’ufficio tecnico comunale, Alessandro L’Abbate.

Di fatto, il responsabile attuale ad interim del servizio, Francesco Ladisa, può operare per 6 mesi, al termine dei quali dovrebbe essere prevista l’integrazione di un altro funzionario a scavalco, come preannunciato da Antonio Episcopo, consigliere di maggioranza Pdl, all’indomani del provvedimento cautelare che ha riguardato L’Abbate e che lo vede tuttora sospeso dall’incarico a mezzo stipendio.

A Ladisa erano state affidate anche la presidenza delle commissioni di gara e di concorso; la responsabilità delle procedure d'appalto e di concorso; la stipulazione dei contratti; gli atti di gestione finanziaria, ivi compresa l'assunzione di impegni di spesa; gli atti di amministrazione e gestione del personale; i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi; tutti i provvedimenti di sospensione dei lavori, abbattimento e riduzione in pristino di competenza comunale, nonché i poteri di vigilanza edilizia e di irrogazione delle sanzioni amministrative previsti dalla vigente legislazione statale e regionale in materia di prevenzione e repressione dell'abusivismo edilizio e paesaggistico-ambientale; le attestazioni, certificazioni, comunicazioni, diffide, verbali, autenticazioni, legalizzazioni e ogni altro atto costituente manifestazione di giudizio e di conoscenza.

Intanto del nuovo incarico a scavalco non se ne sa nulla, e la situazione si appesantisce con l’assenza del funzionario addetto alle gare all’interno dell’ente, in congedo per malattia da oltre un mese. Funzionario coinvolto nella vicenda della denuncia alla Guardia di finanza ad opera del sindaco Mimmo Birardi, all’inizio di giugno.

Quella denuncia per presunte irregolarità in una delle procedure di gara relative a lavori di recupero del complesso di Santa Chiara, si era risolta in una bolla di sapone.

Non ci sarebbero state, infatti, responsabilità accertate dalle fiamme gialle di Putignano nell’ambito dell’indagine che aveva portato alla sospensione della gara per l’affidamento dei lavori all’ex convento nel progetto Pirp e alle dimissioni dell’intera commissione di gara: “Non sono stati arrecati danni a persone e/o cose”, dunque, secondo i militari che avevano preso visione degli atti.

Ma andiamo con ordine e ricostruiamo quella vicenda.

Il 4 giugno scorso, alle 13.06, giungeva al Comune – tramite posta certificata con documenti di riconoscimento allegati del titolare – una ‘dichiarazione’ da parte di una azienda privata, recante una serie di dati/notizie relative alla procedura di gara in questione, con particolare riferimento al momento di apertura delle buste.

Nella dichiarazione dello scrivente venivano riportati fatti che sarebbero accaduti il giorno 16 maggio 2012, durante la seduta di apertura dei plichi: secondo quanto riportato nel documento, una ditta sarebbe stata favorita a scapito delle altre due partecipanti, riportando addirittura l’assegnazione “prima classificata”. Durante quella seduta, però, mai furono aperte le buste relative all’offerta economica.

Sempre secondo l’azienda segnalatrice, proprio durante l’apertura delle buste, vi furono anomalie nel contenuto dei plichi (busta ‘B’, quella relativa all’offerta tecnica). Ma in realtà non vi è mai stata alcuna anomalia: i militari hanno riscontrato che quanto operato risulta aderente alle prescrizioni di legge.

A seguito della dichiarazione dell’azienda (sempre il 4 giugno) il primo cittadino trasmetteva gli atti alle fiamme gialle di Putignano denunciando il fatto (ricordiamo che lo stesso sindaco aveva riferito l’accaduto ai nostri microfoni durante la trasmissione ‘Il moscone porta notizie’ andato in onda in diretta martedì 5 giugno dalle 16 su Casamassimaweb, tuttora consultabile).

Il 5 giugno, alle 9 di mattina, la Guardia di finanza ha sottoposto a interrogatorio il funzionario comunale (il segretario verbalizzante della commissione) e ha preso visione di tutti i documenti e dei plichi. Alle 16.30 di quello stesso 5 giugno, la commissione (composta da 4 persone, di cui 2 interne al Comune e 2 esterni) si è riunita ed è scaturita la decisione di rassegnare in blocco le dimissioni. Secondo la commissione il sindaco non avrebbe sentito gli interessati prima di procedere con formale denuncia.

Di fatto venendo meno la commissione occorreva rinominarla, con conseguente rallentamento delle procedure.

Tuttavia, dal verbale redatto dalla Guardia di finanza, a seguito della verifica degli atti e dell’interrogatorio al funzionario, non risultano responsabilità che avrebbero potuto indurre il favoreggiamento di un’azienda a scapito delle altre, sicché il fatto non sussiste.

L’azienda che aveva segnalato le anomalie, nei giorni successivi, ha trasmesso nota al Comune inviando “formali scuse rispetto a quanto riferito e ha chiesto di ritenere nullo ogni suo contenuto”.

Il fattaccio avrebbe scatenato l’indignazione del sindacato che ha scritto al sindaco lamentando una “inescusabile condotta nella circostanza” e riferendo che “questi avvenimenti hanno avuto riflessi sulla stabilità psico-fisica” del funzionario causando a quanto pare disturbi vari, tali da indurre lo stesso funzionario a un congedo per malattia.

Il sindaco avrebbe segnalato “l’inadeguatezza e l’eccessività dei toni” e auspicherebbe che il funzionario in questione possa recuperare lo stato di benessere per poter riprendere il suo lavoro in assoluta serenità, ma che si riserverebbe tutte le iniziative che riterrebbe opportune nelle sedi competenti.

Il funzionario, tuttavia, al momento resta in congedo. Non sarà stato proprio semplice rispondere di qualcosa che non aveva commesso, col batticuore e sotto pressione psicologica (e con i militari col fiato sul collo), con il terrore di finire in un’inchiesta giudiziaria senza responsabilità e di veder fumare 30 anni di onorato servizio nell’ente pubblico.

Intanto per tamponare, Bianca De Zio (funzionario in condivisione con il Comune di Ruvo di Puglia) con un incarico a scavalco provvede a supportare il Comune, un paio di volte la settimane (6 ore) per due mesi. Costo dell'operazione per le casse comunali 3500 euro.

Commenti  

 
#3 redazione. 2012-07-18 14:07
Gentile Roberta Dongiovanni,
ai verbali e agli atti ci ispiriamo ogni volta che scriviamo cronaca giudiziaria. Questa volta così come tutte le altre volte che lo abbiamo fatto.

Atti ufficiali, non voci di corridoio.
 
 
#2 e io pago 2012-07-18 12:21
Qualcuno sostiene che a pensare a male spesso ci si azzecca.
Comunque meglio un buco nell'acqua che un ulteriore buco nel bilancio comunale e nelle tasche di noi cittadini. Se poi la Ditta denuncia e poi ritira quanto denunciato, forse è più di un buco nell'acqua.
 
 
#1 ROBERTA DONGIOVANNI 2012-07-17 19:09
Appoggio pienamente il fatto che i comuni non si possano permettere troppe spese, ma vi ricordo una cosa: generalmente i giornalisti o chi scrive un articolo dovrebbe prima essere pienamente consapevole della materia in questione. In questo caso alla base sono state avviate delle indagini, quando delle indagini preliminari iniziano e hanno un seguito non è sempre perchè sono sorrette da una denuncia, ma anche perchè ci sono elementi che permettono alla guardia di finanza di proseguire nel loro operato, se non ci fossero stati elementi si sarebbe tutto arrestato sul momento. Altra questione, il nostro processo non è volto ad accertare la verità, infatti chi è parte "convenuta" in un procedimento può anche mentire; il processo riesce ad arrivare ad una conclusione perchè ci sono indizi gravi, precisi e concordanti a carico del convenuto stesso, sostanzialmente si arriva ad una condanna solo se ci sono delle prove, altrimenti anche se si sa per certo che tra le mani si ha un colpevole, per via della "presunzione di non colpevolezza" non lo si può condannare. Detto questo, prima di criticare un operato bisognerebbe avere conoscenza di determinate dinamiche e io credo che il primo cittadino in questione abbia operato nell'INTERESSE DI CASAMASSIMA, perchè se viene manomesso un appalto sicuramente non lo si fa perchè l'appaltatore è "amico di merende", ma perchè c'è un ritorno economico che in questo caso poteva (mera supposizione) andare a vantaggio solo del funzionario che ha manomesso la gara e non a vantaggio dell' Ente comune che non ha visto una lira. Se le denunce partono è anche per questo motivo, si cerca di fare giustizia lì dove ormai risulta difficile poterla fare, quindi come ha il beneficio del dubbio non non aver agito male il funzionario, bisogna dare il beneficio del dubbio anche a chi l'ha denunciato per difendere la faccia del COMUNE DI CASAMASSIMA.
 

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