Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
Text Size

NUOVA SEDE PER LA CANTINA SOCIALE

cantina sociale new

Una nuova sede per la Cantina sociale cittadina di via Lucania. È questo l’obiettivo che i circa 100 soci dell’ente – come spiegato dal presidente pro tempore della Cantina sociale, Vito Giuseppe Castellano, e dal consigliere di amministrazione, Antonio Bellomo – intendono raggiungere nel prossimo futuro. E questo, soprattutto alla luce delle difficoltà con le quali la struttura è attualmente chiamata a fare i conti. “Il 2006 – osserva a riguardo Bellomo – è stato l’ultimo anno di attività della Cantina sociale. Da quel momento in poi, infatti, l’uva da vino, vale a dire la materia prima sulla quale l’attività della Cantina faceva ovviamente affidamento, ha cominciato sempre più a scarseggiare, sostituita dall’uva da tavola o da altri tipi di coltura. Nel giro degli ultimi anni, la produzione di uva da vino si è ridotta di quasi 10 volte, spingendoci a pensare di diversificare il nostro lavoro, in modo da dare ai nostri soci e a tutto il nostro paese nuove opportunità di produzione. Ecco perché, secondo quest’ottica, avevamo pensato a una Cantina non solo indirizzata all’attività vitivinicola, ma anche al settore dell’ortofrutta, senza dimenticare l’attività di assistenza e di consulenza rivolta agli agricoltori. Una struttura moderna e dinamica, insomma, capace di offrire opportunità a tutto il comparto agricolo casamassimese. Per far questo – prosegue Bellomo – avevamo pensato di delocalizzare la Cantina sociale, di spostarla in un luogo più idoneo, in grado di facilitare anche il transito di veicoli e mezzi pesanti diretti nella struttura. La nostra idea, per la realizzazione della quale avevamo fatto predisporre già un progetto, individuando anche l’area in cui la nuova Cantina avrebbe dovuto svilupparsi e informando ovviamente di tutto gli amministratori locali, però al momento si è arenata, senza che nulla di più preciso a riguardo si sappia. Intanto, però, l’ente continua a stare nella sede di via Lucania, che oltre ad essere vecchia, essendo stata costruita a cavallo tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’60, è anche inadeguata”.

“Proprio per restare al passo coi tempi – spiega invece Castellano – assieme ai nostri soci avevamo pensato di vendere l’area sulla quale oggi insiste la Cantina sociale, andando a creare una nuova realtà dedita a viticoltura e ortofrutta nelle vicinanze della nuova circonvallazione. A questo scopo è stato anche già redatto un progetto, ma le difficoltà che abbiamo incontrato sono davvero tante. Quando è stato realizzato il Piano regolatore generale, anziché separare le proprietà della Cantina sociale (10.280 metri quadrati) e del Frantoio (3.800), le stesse furono tipizzate in un’unica maglia urbanistica. Il che vuol dire che se oggi la Cantina vuole delocalizzarsi, vuole andare a operare in un’altra zona, è necessaria una variante non sostanziale al Piano regolatore generale, che consenta di dividere la maglia, dunque le due diverse proprietà, senza che cambi la destinazione d’uso delle aree. La variante non sostanziale, infatti, non muta la destinazione d’uso di un’area. Proprio alla luce di tutto ciò – sottolinea ancora Castellano – l’8 giugno scorso, tramite un’apposita istanza, abbiamo chiesto al Comune di adottare una variante al Piano regolatore, in modo da dividere la maglia urbanistica, e poter quindi a quel punto vendere l’area di proprietà della Cantina sociale al miglior offerente, per poter poi investire il ricavato nella creazione della nuova Cantina. Il Piano regolatore, infatti, già prevede che, nel momento in cui l’attività della Cantina dovesse cessare o trasferirsi, l’area sulla quale la struttura si trova cambi automaticamente destinazione, passando da zona per attività produttiva a zona di espansione. Sarebbe importante la delocalizzazione, perché ci permetterebbe di offrire un servizio migliore, più ampio, più al passo coi tempi e in grado di offrire anche qualche opportunità di impiego. Ora, pertanto, aspettiamo con fiducia la risposta del Comune alla nostra istanza, perché crediamo che il progetto di una nuova Cantina sociale non possa che far bene a tutta l’economia del nostro paese”.

Commenti  

 
#10 anonimo 2012-07-21 16:09
con dispiacere leggo questo articolo. Invece di recuperare la Cantina e cercare di creare qualcosa di nuova per il paese troviamo una via d'uscita che secondo il mio parere è sbagliato.Sono d'accordo con "popopopo" l'Italia è il primo produttore di vino e noi andiamo contro corrente è assurdo, Casamassima si deve svegliare basta con le solite noie che durano poco e poi svaniscono bisogna cambiare.
 
 
#9 popopopopopopopooooo 2012-07-20 16:37
...è in corso un altro tentativo di specalazione.La cosa peggiore è che per farlo si fa ricorso ai soliti mezzucci, la fantomatica "opportunita di impiego".Avete fatto fallire una cantina che produceva vino in Puglia, non pensate che, forse Lor Signori amministratori della stessa non eravate all'altezza di gestirla? Come si può fallire in uno dei settori che sta esplodendo ed è uno dei pochi in crescita nella nostra regione? Bisogna impegnarsi sul serio e voi ci siete riusciti.Bravi. Avanti con i nomi dei fortunati costruttori che si aggiudicheranno l'area(secondo me si sono già aggiudicati l'area)e basta a prenderci per il c..o,siamo stufi non abbiamo più l'anello al naso.
 
 
#8 .... 2012-07-18 14:56
Bravo Volpe...hai colto al volo e in pieno. L'area della cantina sociale, essendo molto vasta, ha bisogno di una strada anche sul lato opposto per essere ben urbanizzata...ed ecco subito la strada.
 
 
#7 jhonny depp 2012-07-18 10:32
Indovinate a chi e' stata venduta la cantina sociale? Si accettano scommesse.
 
 
#6 msòrutt... 2012-07-17 14:02
ma poi non dite che soldi non ce ne sono, siete solo una massa di manigoldi, ogni scusa è buona per arraffare denaro pubblico,siete solo una congrega di dis*** che si arricchisce alle spalle della povera gente!
 
 
#5 Volpe 2012-07-16 22:18
Suolo cantina vecchia vicino alla strada Nuova ,quale miglior occasione per vendere il terreno e costruirci i palazzoni,altro che progetto di nuova cantina.
 
 
#4 ... 2012-07-16 16:02
...e non dicono che quella struttura è stata realizzata con soldi pubblici. Immagginate che danno la demolizione quando invece anche li potrebbe nascere un altro servizio per la comunità. Dopo la cantina ci sarà il campo sportivo..fa parte tutto di un disegno gia incorniciato.
 
 
#3 Vecchio socio 2012-07-16 15:29
Caro signor Castellano cerca di esser concreto o diventerai l'ULTIMO dei PRESIDENTI. Cosi permetterai che tutte le speranze e i sacrifici di chi,con passione e devozione,aveva creduto e creato questa importante struttura,andranno letteralmente in fumo o a rimpinguare le tasche,come già avvenuto a spese nostre,di emeriti sciacalli...
 
 
#2 Green! 2012-07-16 14:32
ma a cosa serve costruire una nuova struttura se non c'è e non ci sarà mercato?
potreebbero inventarsi qualcosa di alternativo( non vi darò certo le mie idee )ma di conversioni se ne possono trovarer tante ....a me sembra pura speculazione!!!
basta con il consumo del suolo, basta con il cemento!
 
 
#1 Malissimo 2012-07-16 14:26
Al posto della cantina, altri palazzoni, per la gioia ed il gozzo di un certo interdetto..
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI