Domenica 16 Dicembre 2018
   
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CASAMASSIMESI, IERI, A BRINDISI A MANIFESTARE SOLIDARIETA'

brindisi mafia 01

"Non si sa ancora se si tratti di mafia, terrorismo o delinquenti. Ma una cosa è certa: si tratta di assassini!". Piazza Vittoria ha accolto con un boato questa frase di Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, e attorno a noi i tanti cittadini scuri in volto annuivano. Perché la scuola è un presidio della legalità ed è il luogo in cui lo stato accoglie ogni giorno i suoi figli per prepararli al futuro; e colpire delle ragazze inermi, collocando un ordigno all'ingresso di un istituto, significa colpire tutte le scuole d'Italia, tutti i genitori d'Italia, tutti gli studenti d'Italia, a prescindere da quale sia la matrice del vile gesto. Per questo serviva e serve una reazione forte, la dimostrazione che l'unità sociale e la solidarietà umana sono ancora presenti nel nostro paese; serve sapere che siamo ancora in grado di reagire tutti assieme, di stringerci attorno alle nostre vittime innocenti e di difendere ciò che è nostro.

É con questo spirito che un gruppo di ragazzi casamassimesi ha deciso di prendere parte alla manifestazione di ieri, a Brindisi. Non è importante sapere chi o, peggio, a nome di chi ci si è mobilitati: ci piace pensare che tutti i nostri concittadini, con il cuore, fossero a Piazza Vittoria con noi e con altre migliaia di persone. Giovani provenienti da tutta la Puglia, genitori con i propri figli, nonni con i propri nipoti, insegnanti, studenti, lavoratori e persino personalità politiche con i propri famigliari: semplicemente cittadini. Nessuna bandiera, nessuna divisione, qualche contestazione.

brindisi mafia 02

Abbiamo ascoltato le parole del neo-sindaco Consales, accompagnato da tutti gli altri candidati sindaci appena usciti dalla competizione elettorale, nella rappresentazione di un'auspicabile unità politica. Abbiamo ascoltato il vescovo, mons. Talucci, il quale purtroppo ha mostrato scarsa delicatezza nel soffermarsi su particolari inutilmente crudi – specie se consideriamo che all'iniziativa hanno partecipato tanti, tantissimi bambini – scatenando ira e fischi. Abbiamo ascoltato le parole del presidente della Provincia, Ferrarese, e quelle incrinate dall'emozione del presidente della Regione, Vendola. Abbiamo ascoltato le parole di due rappresentanti degli studenti, le loro denunce e le loro paure, che sono le nostre paure. Abbiamo ascoltato le parole di Don Luigi Ciotti e abbiamo applaudito fragorosamente quando ha ricordato che tutti parlano di legalità in Italia, a cominciare da quelli che la calpestano tutti i giorni. "I nostri ragazzi chiedono legalità e sono meravigliosi – ha sottolineato il fondatore di Libera – non cercano adulti perfetti e ipocriti, ma adulti coerenti e autentici: non prendiamoli in giro!". Abbiamo ascoltato le parole del ministro dell'Istruzione, Profumo, e i fischi che l'hanno accolto sul palco. Abbiamo ascoltato un inutile e desolante elenco di nomi, tra sottosegretari, segretari generali dei sindacati e parlamentari, il cui merito era il semplice fatto di stare su quel palco (a differenza di altri che si sono limitati a comportarsi come qualunque altro cittadino, mescolandosi alla folla con i propri coniugi e figli).

Abbiamo ascoltato molte parole, ma nulla è stato più importante di quel minuto di raccoglimento dedicato alla memoria di Melissa, alla battaglia per la vita di Veronica e a tutti i ragazzi colpiti da questa tragedia. Su piazza Vittoria è calato un silenzio quasi irreale, più potente di qualunque deflagrazione, e guardandoci attorno abbiamo avvertito, forte come non mai, il risveglio di una coscienza collettiva.

Lunedì non sarà una giornata come le altre: per le mamme e i papà di tutta Italia non sarà facile accompagnare i propri figli a scuola; per le ragazze e i ragazzi di tutte le età non sarà facile sedersi tra i banchi; per insegnanti e professori non sarà facile dare inizio alle lezioni. Per questo c'è bisogno di stare uniti: famiglie, giovani e stato. Ci piacerebbe che i genitori trovassero il tempo per parlare con i propri figli di quanto accaduto, dando loro la fiducia e le spiegazioni che meritano. Ci piacerebbe che i ragazzi si confrontassero tra loro, trovando assieme la forza e il coraggio di mettere in moto una lotta per la legalità che cominci dalle piccole cose e che possa davvero cambiare il nostro paese. Ci piacerebbe che i docenti fornissero ancora più strumenti ai ragazzi per comprendere e interpretare la gravità di quanto è avvenuto ieri all'istituto Morvillo-Falcone di Brindisi.

Noi faremo la nostra parte.

 

Un giovane casamassimese

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