Mercoledì 12 Dicembre 2018
   
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'PENSA DIVERCITY', A BARI SI PUò. A CASAMASSIMA NO!

omofobia medium

Il 17 Maggio ricorre la Giornata mondiale contro omofobia e transfobia.

Anche quest'anno saremo in piazza a Bari per il cross kissing rituale con le associazioni LGBTQ e femministe presenti sul territorio.

Concluderemo, quindi, la settimana contro l'omofobia con un flash mob. Settimana che ha visto la partecipazione di Beatrice Gusmano, sociologa e ricercatrice – con una lezione in piazza Cesare Battisti sui temi queer e sul concetto di 'eteronormatività' – e la partecipazione di Alessandro Taurino con una lezione su “Coming out e discriminazione a livello professionale”.

Le realtà che hanno promosso e sostenuto le iniziative della settimana sono le stesse impegnate in un percorso politico e culturale nella rete antiviolenza “Non è un paese per donne?” e che hanno fortemente voluto e chiesto un tavolo tecnico all'amministrazione comunale al fine di rendere effettivo e non più solo simbolico il registro delle unioni civili, affinché sia consentito l’accesso alle politiche sociali a tutte le coppie senza alcuna distinzione in base allo status giuridico e all’orientamento sessuale; affinché si creino luoghi che supportino i percorsi di decostruzione dell’identità sessuale eteronormata con l’affiancamento di personale specializzato, nonché l’implementazione di sportelli informativi e/o di ascolto, specifici sull’orientamento sessuale e sulla creazione di gruppi di mutuo aiuto per adulti e minori; affinché venga attivata una sezione nel sito web del Comune di Bari dedicata alle iniziative per lesbiche, gay, bisessuali e transgender, nonché all’informazione sulle associazioni LGBTQ, con un esplicito link sull’homepage; affinché si crei la casa rifugio per le donne e gli omosessuali vittime di violenza.

Queste le istanze presentate da Arcilesbica Mediterranea, Cime di queer, KèBari, un desiderio in comune, Kasamatta disobbediente, Link-rete della conoscenza, Partifriendly e sugellate da una conferenza stampa alla presenza dei consiglieri della giunta comunale barese.

Certo, ancora una volta, e anche in conferenza stampa, abbiamo voluto sottolineare il totale dissenso per non aver potuto costruire lo stesso percorso nel nostro paese, ancora più disillusi pensando che il comune di Bari ha approvato un odg già nel 2010 contro la violenza omofobica e transfobica e che ha sottoscritto una carta d'intenti, carta Re.a.dy, ovvero Rete nazionale delle Pubbliche amministrazioni anti discriminazioni per orientamento sessuale e identità di genere. 

Consci della valenza meramente simbolica e poco concreta di queste dichiarazioni, sappiamo però che qualcosa è stato fatto e che questo costituisce per il territorio barese un ottimo presupposto di dialogo e programmazione condivisa e partecipata, in collaborazione tra enti ed associazioni. A Casamassima non è stato possibile nemmeno questo, né con la giunta di centrosinistra due anni fa, né tantomeno (ma sicuramente più prevedibile) con l'attuale giunta di centrodestra. 

In questo momento storico, il nostro paese è un paese con un'alta incidenza di aggressioni violente di diversa matrice, non ultima l'aggressione anche al primo cittadino, il quale ha sempre minimizzato e non ha mai preso una posizione chiara e netta contro le aggressioni avvenute nel nostro paese.

Riteniamo molto pericolosa l'indifferenza della politica e delle istituzioni, riconoscendo ad esse una fondamentale importanza nelle battaglie di civiltà, ma soprattutto per la costruzione di una società includente e che rispetti e riconosca i diritti di tutte le diversità.

L'odio e la violenza contro le lesbiche, i gay, e i/le trans, le donne, i migranti è il prodotto di una cultura maschilista e omologante.

Pompare la paura delle diversità è una strategia di costruzione del consenso che colpisce chiunque non rientri nei parametri della normalità, e non solo le persone omosessuali e trans.

Pensiamo, dunque, a quanto possa fare la scuola, per esempio. "Le scuole, nello svolgere tale prezioso lavoro educativo ogni giorno, contrastano ogni forma di discriminazione, compresa l'omofobia" ( da circolare ministeriale con la quale si invitano le scuole a celebrare il 17 maggio) e ancora "La scuola si cimenta ogni giorno con la costruzione di una comunità inclusiva che riconosce le diversità di ciascuno. E', infatti, ad un tempo, la prima comunità formativa dei futuri cittadini e un luogo importantissimo per la crescita e la costruzione dell'identità di ciascuna persona. Così, le scuole favoriscono la costruzione dell'identità sociale e personale da parte dei bambini e dei ragazzi, il che comporta anche la scoperta del proprio orientamento sessuale. Il loro ruolo nell'accompagnare e sostenere queste fasi non sempre facili della crescita risulta decisivo, anche grazie alla capacità di interagire positivamente con le famiglie".

Non è abbastanza, non è tutto quel che chiediamo, non c'è ancora una legge contro l'omofobia, ma è indubbio che si inizi a delineare un impegno importante che coinvolgerebbe la comunità tutta.

Così come è indubbio che a Casamassima non si possa fare. Con nessuno. E pur sapendo della buona volontà del consigliere D'Addabbo.

L'unica soluzione per una vita dignitosa resta ancora nell'idea di andar via da questo paese.

Inquietante, come tutto il resto....

Kasamatta disobbediente

Commenti  

 
#3 KKK 2012-05-16 22:20
Il 17 Maggio s'fstegg San Pasquale..
 
 
#2 KASAMATTA 2012-05-16 20:10
non importava che Casamassima èra stata già teatro di una grave violenza ai danni di un minorenne, perché gay.
non importava che quella proposta di deliberazione era stata firmata all'unanimità dall'arcigay, dall'arcilesbica, dall'Agedo (associazione genitori omosessuali), dall'ass. Un desiderio in comune, dalle segreterie regionali di Prc e Sel, dal Partito democratico, dalla Cgil, proprio in seguito a quella violenza: episodio di bullismo 'nostrano'.
non importava che la proposta di deliberazione partisse da quelle che sono le direttive della Comunità europea in materia di omofobia e identità di genere, citava la nostra costituzione in materia di uguaglianza dei cittadini e di impegno delle istituzioni a rimuovere “qualsiasi ostacolo di ordine economico e sociale, che, di fatto limitando la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art.3), chiamava in causa la Carta dei Diritti fondamentali dell'Unione Europea (art 1 “la dignità umana è inviolabile”) e la Dichiarazione Universale dei diritti umani.
Il 17 maggio 1990, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito la cancellazione dell'omosessualità dalla lista ufficiale delle malattie mentali. Il 17 maggio si celebra la Giornata internazionale contro l'omofobia. Una data che non è meramente commemorativa di quello che, nel 1990, è stato un atto dovuto di civiltà, ma rappresenta bensì una bandiera sventolata a difesa delle comunità omosessuali che, ancora 20 anni dopo, sono oggetto di soprusi e pregiudizi. Pregiudizio e odio del diverso, sentimenti che a volte scaturiscono da associazioni di idee infondate quanto pericolose.
NOI NON FUGGIREMO PERO' SIATENE CERTI. CASAMASSIMA E' ANCHE IL NOSTRO PAESE. LA NOSTRA TERRA.
 
 
#1 KASAMATTA 2012-05-16 20:08
IMPOSSIBILE PENSARE AD UN PAESE DIVERSO. CASAMASSIMA CON QUESTA POLITICA SORDA E INCAPACE DI CONQUISTE CIVILI' IMPONE AI GIOVANI E A CHI PUO' UN UNICA SCELTA. LA FUGA.
NOI NON FUGGIREMO PERO' SIATENE CERTI. CASAMASSIMA E' ANCHE IL NOSTRO PAESE. LA NOSTRA TERRA.
il 3 novembre 2010, insieme a tutte le realtà lgbtq della terra di bari, abbiamo
presentato una proposta di delibera contro l'omofobia, la violenza e il degrado sociale ad dei rappresentanti di una giunta e maggioranza di centrosinistra. non raggiunse neanche l'aula consiliare e dopo una "melina" mai spiegata la maggioranza si sciolse e l'amministrazione cadde rovinosamente.
a maggio 2011 abbiamo ripresentato la stessa proposta, in gran parte simile a quella approvata a capurso, al candidato sindaco D?addabbo che si assunse l'impegno di sostenerla. impegno che fu mantenuto quando a settembre 2011 fu presentata in commissione e rinviata al consiglio comunale. nel frattempo il centrodestra aveva vinto. i cittadini avevano bocciato un centrosinistra che aveva governato per più di un decennio. la risposta del sindaco Birardi e della sua maggioranza in consiglio, dopo aver trattato l'argomento nei comizi elettorali in modo superficiale e ironico, fu alquanto emblematica "viene prima la violenza sulle donne e sui bambini". fine.
 

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