Martedì 18 Dicembre 2018
   
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SI È DROGATO PER 35 ANNI, È VIVO PER MIRACOLO

Occupandosi di informazione tout court e ascoltando le persone, si può inciampare su storie che fanno riflettere, storie che hanno il profumo della misericordia.

La nostra attualità è travagliata e subissata da vicende agghiaccianti, si fa presto a sbattere in prima pagina una sciagura o un colpevole: mai però, o raramente, ci si interroga sulla matrice di questi guai sociali. Che si tratti di una tempesta finanziaria, o una violenza su minori, abusi su donne disabili, o preti pedofili in preda a interrogazioni identitarie, o tossicodipendenti delinquenti: ogni vicenda possiede la chiave per la corretta interpretazione.

Le trasgressioni sono parte costituente di una società, senza le quali non esisterebbe il conformismo. Qualche volta si incontrano persone che raccontano una storia disarmante, e chi ascolta non può far altro che interrogarsi.

Mauro e Claudio sono due amici con due vite molto diverse: tossicodipendente per 35 anni, con una trentina di overdose alle spalle e sopravvissuto per miracolo il primo, una guida pastorale la seconda.

mauro tramentozziMauro Tramentozzi nasce a Roma nel 1960. L’educazione, fin da piccolo, è quella di una famiglia cristiana evangelica pentecostale. Si diploma nonostante i problemi con la droga e riesce a essere assunto nella pubblica amministrazione. La sua vita cambia nel 1973, a 13 anni, quando per la prima volta incontra la droga: comincia allora la sua ‘carriera’ da tossicodipendente: per 35 anni fa abuso di ogni tipo di sostanza stupefacente, dalle anfetamine alla marjiuana, all’eroina, agli psicofarmaci passando anche per alcool, cocaina, metadone e sigarette. Sono ingenti le risorse sprecate. Questo stile di vita lo porta a restare solo, a pesare 55 chili, a non avere le forza di ragionare ma nemmeno di camminare: intorno non ha persone che lo aiutano, sente solo voci che ‘comandano’ la sua personalità.

Poi il declino: si ritrova all’obitorio, forse morto per overdose. Ma è allora che qualcosa accade: si sveglia e trova la forza di alzarsi, gattoni riesce ad allontanarsi, a prendere un taxi e a tornare a casa. Da quel momento cambia qualcosa.

In una comunità cristiana di recupero per tossicodipendenti, dove si trova per disintossicarsi, Mauro, in solitudine si inginocchia, e in preghiera chiede aiuto, disperato per la paura di non avere più futuro.

Oggi Mauro dichiara: “Quello che Dio ha fatto nella mia vita può farlo nella tua, basta prendere decisioni importanti (entrare in comunità), cambiare aria; l’inizio è sempre difficile ma il seguito è sempre più divertente perché ritrovi la gioia, il vero senso della vita da una ‘scarto’, Cristo Gesù ti può far diventare un brillante: abbi fede, comincia a leggere la Bibbia (Dio è in ogni luogo), non è una favola, fai una prova, non ti costa nulla. Fai il primo passo che Dio ne farà mille; non perdere tempo vedrai che Dio non ti delude. È una garanzia. Sii forte e coraggioso e non mollare perché c’è un Dio che ti ama e vuole il tuo bene. Dio ti benedica.

Claudio Zappalà nasce a Priverno (Lt) nel 1957, anche lui cresce in una famiglia cristiana evangelica pentecostale. claudio zappalaSi laurea ed entra anch’egli nella pubblica amministrazione. La sua vita cambia prima che possa ‘combinare guai’ (simpatizza per le Brigate Rosse) nel 1975, quando comincia a cercare chi è affetto da problemi di tossicodipendenza, fuori e dentro le carceri, per strada, in comunità e nelle case. Collabora tuttora con strutture preposte. Oggi Claudio dichiara: “La soluzione ha funzionato nel disastro di una vita distrutta, con un ‘bravo’ ragazzo come me. Funziona proprio per tutti. Se vuoi siamo qui per aiutarti.


Claudio, da quanto tempo lavora con persone che fanno abuso di sostanze stupefacenti?

Premetto, io non ho mai fumato, mai bevuto, mai impasticcato, ma da quando ho ricevuto una nuova vita da Gesù Cristo, 17 anni e 3 mesi, ho cominciato a interessarmi dei miei coetanei che vivevano la tragedia delle tossicodipendenze.

Qual è la causa scatenante della dipendenza, secondo la sua esperienza?

Ho ascoltato migliaia di storie, ma all’origine c’era sempre un fallimento dal quale venire fuori, il bisogno di apparire meglio di quello che si era, bruciare i tempi per raggiungere il successo, un vuoto da riempire. Storie diverse, cause comuni.

Qual è la percentuale di successo di uscita da condizioni di prigionia rispetto alla droga?

Mettiamoci d’accordo su quale livello possiamo parlare di successo.

1. Non fare più uso delle droghe propriamente dette, ma sostituirle con alcool, caffè, nicotina, psicofarmaci, altro.

2. Non fare più uso delle droghe propriamente dette, e rimanere come in un limbo, sospeso dalla vita reale. Ecco questi due modi di venir fuori dalle tossicodipendenze, io non lo considero un successo, ma solo uno stato ‘comatoso’, il cosiddetto male minore.. Sicuramente è meglio della morte.

3. Non fare più uso delle droghe propriamente dette, non usare palliativi, e ricominciare a tesser le proprie ‘maglie della vita’ e riprendere un posto lasciato vuoto da scelte sbagliate.

Percentuale? No, ma voglio dire, che ogni persona che si droga, che muore e che vive fuori dal mondo, è un nostro fallimento (oltre al suo). Ogni persona che invece, ricomincia a vivere, è un successo per tutti noi. Diamoci da fare, non sottovalutiamo il problema.

Conosce i tossicodipendenti abbastanza bene da tracciarne un profilo psicologico.. ce ne parla?

Ho conosciuto varie forme di tossicodipendenze.. da alcool, droghe, gioco. Quello che accade è che sono mossi da uguali meccanismi:

1. Giustificano la loro condizione come normale e dicono che possono smettere quando vogliono.

2. Per raggiungere l’obiettivo creano false verità.

3. Iniziano a rubare tutto il rubabile.

4. Modificano continuamente umore a seconda del successo o no del loro bisogno.

5. Brillante con gli amici, una belva in casa.

Cos’è che salva davvero dalla droga?

Ci sono tanti modi per ‘uscirne fuori’, dipende da cosa vogliamo essere salvati.

C’è chi si accontenta di non avere più il malessere dell’astinenza, e ci sono tante soluzioni a portata di mano, chi invece desidera un recupero generale, fisico, psicologico, morale e spirituale, e per avere questo, c’è una sola opportunità. Far entrare Gesù Cristo nella propria vita.. e la cosa bella è che il rimedio funziona anche per chi pensa di non essere tossicodipendente da niente.. come ero io a 17 anni.

Commenti  

 
#2 Carla Tramentozzi 2012-01-26 09:05
Grazie Signore per avermi restituito un fratello meraviglioso!
 
 
#1 Donato 2012-01-25 18:49
Queste sono buone notizie :lol: E confermo che con Dio si può iniziare una nuova vita..
 

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