Domenica 16 Dicembre 2018
   
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I PENSIONATI SI FANNO I CONTI IN TASCA

piazza gente

Come affronteranno le imminenti festività i casamassimesi, anche alla luce delle stangate che si preannunciano con la manovra governativa? Lo abbiamo chiesto a loro mentre, in un’assolata mattinata di festa, passeggiavano calcando le vie poco affollate del centro cittadino.

È il giorno dell’Immacolata concezione e a metà mattinata si fanno chiacchiere, forse cercando di arginare le preoccupazioni..

Finirete qui la giornata? Chiediamo con ghigno ironico agli anziani radunati alle fioriere: “Oggi è festa, è presto per andare a pranzo – risponde Rocco Losito, pensionato delle ferrovie dello stato – mia moglie è a casa a cucinare, oggi vengono i miei figli da Bari”, continua contento.

Pietro Montanaro, pensionato di banca rilancia: “Sto aspettando che venga mio figlio a prendermi, io sono vedovo e quando arrivano le feste le trascorro con la famiglia di mia figlia e un po’ con la famiglia di mio figlio. Ma il giorno di Natale stiamo tutti insieme”, conclude quasi commosso.

Lei invece dove se ne va vestito tutto elegante, con la giacca e la cravatta? Chiediamo a Michele Calisi, instancabile contadino di 77 anni: “Io vado al ristorante. Ho origini baresi e da noi si usa fare il cenone alla vigilia e il pranzo all’Immacolata. Quest’anno mi portano al ristorante”.

Tutti pensionati, supponiamo che siano anche tutti nonni, chiediamo allora: cosa avete intenzione di regalare per Natale ai nipotini, ai figli? Ma soprattutto, quanto avete intenzione di spendere in tutto? Il primo che risponde, quasi preoccupato del peso che potrebbe avere la risposta è Giuseppe Manzari, probabilmente il più giovane del gruppetto con i suoi 63 anni che dice: “Io ho due nipoti, una bambina di tre anni e un ragazzino di 15 anni; al grande sicuramente darò i soldi, perché possa comprarsi ciò che vuole, mentre alla piccola comprerò il nuovo bambolotto con il cellulare”. La risposta sollecita una fragorosa risata, forse perché non tutti sanno di questo nuovo bambolotto.

Un altro nonno dice: “A mia figlia e a mio figlio regalerò soldi: si lamentano tutti della crisi e anche se quello che darò loro non cambierà la vita è pur sempre un contributo”. Ma non tutti la pensano così: “I soldi se li devono guadagnare lavorando i nostri figli – replica Vito Angelillo – un nonno un po’ più ‘all’antica’, che sottolinea: “quando ero giovane io mica mi campavano i miei genitori. Arriva Natale? Un pigiama, un paio di calze ciascuno e ho risolto il problema”.

Poi c’è anche chi risponde così: “Meno di un mese fa mio nipote ha preso la patente e gli ho comprato la macchina, devo fargli il regalo anche a Natale o può bastare?” Domanda retorica ci viene da pensare, ma mettendoci nei panni del nipote rispondiamo che i regali da parte dei nonni non sono mai troppi. Arriva a questo punto Maria Palumbo, casalinga pensionata di 67 anni che interviene nella conversazione e, da donna, mamma e nonna, risponde: “Per Natale non so ancora cosa regalare a figli e nipoti, ma il regalo più grande che sento di dargli è il fargli sapere che in qualunque momento loro hanno bisogno di me, sia materialmente, economicamente, che mentalmente, io ci sono e ci sarò sempre”.

Giuseppe Albanese, un 73enne rimasto in disparte tutto il tempo, lancia la sentenza: “Voglio proprio vedere se ci tolgono le pensioni se li aiuterete ancora i figli economicamente”. L’affermazione lascia intendere il clima reale, quello della quotidianità, e nel gruppetto iniziano a sollevarsi polemiche sul nuovo governo, sulle riforme (soprattutto quella delle pensioni), sui nuovi aumenti e sull’amministrazione dello stato in generale.

“Con tutti i cambiamenti che fanno ogni giorno e con tutte le versioni che dicono – continua Albanese – io l’unica cosa che ho capito di tutto è che se fino ad ora era difficile arrivare a fine mese d’ora in poi sarà difficile anche iniziarlo il mese”.

Facciamo il punto: un attuale pensionato che percepisce ad esempio 800 euro al mese, non si ritroverà con il libretto pensionistico vuoto da un giorno all’altro; la riforma sulle pensioni riguarda soprattutto coloro che andranno in pensione dal 2012, o meglio, che avrebbero dovuto.

A questo proposito si inserisce Giulio Mazzei, 60enne impiegato di banca: “Io dovrei fare domanda di pensionamento per il 2012, ma rischio che non mi venga accettata; non so come comportarmi e non so cosa mi aspetta”.

In attesa di sapere cosa attende gli italiani sul fronte pensioni e riforme in generale però, tutti si preparano a trascorrere questo Natale prevalentemente in famiglia “arraggiandoci”, dice Roberto Mariella, operaio 47enne con due figli: “nel senso che cercheremo di contenere le spese il più possibile anche nella preparazione del cenone e del pranzo di Natale: se gli anni passati eravamo anche venti persone tutte ospitate in una casa per trascorrere la festa insieme, quest’anno o si dividono le spese, oppure ognuno a casa propria”, conclude con un amaro sorriso.


[da La voce del paese del 10 dicembre]

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