Domenica 09 Dicembre 2018
   
Text Size

CRISI E REGALI, COSA DICONO I RAGAZZI?

ragazzi intervistati crisi

La crisi di questi ultimi anni ha toccato tutto il mondo. La maggioranza della gente ha dovuto cambiare, chi più e chi meno, lo stile di vita. I nostri genitori qualche volta sono costretti a negarci qualche capriccio perché la vita è diventata terribilmente cara. Le uscite al ristorante sono diventate più rade e le vacanze più brevi e in località meno prestigiose, anche i giovani hanno capito che devono fare la loro parte. Ma cosa rimane loro? Sono il presente, ma sono anche il futuro…

I giovani casamassimesi, tra i 17 e i 27 anni, denunciano un diffuso senso di scoraggiamento e vuoto di identità.

Daniela Borrelli, 27 anni, cameriera presso una pizzeria, racconta che il suo stipendio non si è dimezzato ma attualmente è pari alle quattro giornate lavorative mensili che è riuscita a mantenere, cioè 160 euro al mese. Non ha la possibilità di comprare un’auto e non può rendersi indipendente. Le sue uscite si sono sensibilmente ridotte, “e anche quando esco non posso fare altro che un giretto, qualche chiacchiera con amici, e al massimo bere qualcosina”, ha affermato Daniela. “Anche per Natale” – ha continuato – non ho la possibilità di fare i regali che voglio e a tutte le persone care a cui desidero fare un regalo”. Ma ciò che ha voluto sottolineare ancora è il senso di vuoto e di inutilità che avverte da quando si trova in questa condizione: “mi sento inutile, non posso far niente, non esco, non lavoro, non mi realizzo. Ho persino perso la voglia di organizzare la mia giornata per portare a termine i miei impegni. Ho così tanto tempo libero che non riesco a sfruttarlo al meglio”.

E non ci ha prospettato una situazione migliore Federico Busco, aiuto cuoco di 19 anni: “nella pizzeria in cui lavoravo mi hanno detto di non tornare in autunno il lavoro stava diminuendo e loro dovevano dimezzare le spese. E così ho iniziato a lavorare qua e là ma senza prospettive di un guadagno sicuro. Lavoro da pochi giorni in un ristorante ma non mi hanno ancora parlato di contratto, e questo non mi fa stare tranquillo”. Anche Federico ci ha detto che per Natale forse farà qualche regalino alle persone più vicine e non se la sente neanche di chiedere un ulteriore sacrificio ai suoi genitori.

“Qualche regalo sicuramente lo comprerò – dice Giuseppe Fortunato, fabbro di 23 anni – certo mi limiterò molto nelle spese quest’anno. Questi giorni quando vado a fare benzina mantengo la pompa nel serbatoio fino a quando non esce l’ultima goccia: bisogna risparmiare e ottimizzare lo stipendio”. Se un ragazzo di 23 anni che lavora, ma vive ancora in casa dei genitori e quindi non ha spese extra, si limiterà nelle spese, figuriamoci coloro che non lavorano come si comporteranno: “Tutti i soldi che avevo guadagnato all’acinino quest’estate li ho già spesi tutti purtroppo – dice Francesco Iacovelli, studente di 17 anni – e i miei non me ne daranno altri per fare i regali”. Certo, c’è anche da mettersi nei panni delle famiglie che, pur potendosi affidare alla tredicesima, dovranno anche loro questo mese affrontare le spese natalizie: “Tra Natale e Capodanno a casa mia si alterneranno una trentina di persone – dice Mariangela Pepe, neolaureata 27enne – i miei avranno abbastanza spese da sostenere, non me la sento di chiedere altri soldi. Per quest’anno non farò regali, sperando che l’anno prossimo potrò permettermi di farli con un mio stipendio”. Poi c’è chi invece, con le proprie forze, o con quelle della famiglia non baderà a spese; è il caso di Piero Carelli, liceale di 18 anni, e di Valentina Lotito, segretaria di 27 anni, che dicono: “Io non lavoro ma i miei non stanno tanto male, i soldi per i regali sicuramente me li daranno, anche se ancora non so quanto; penso qualche cento euro” e subito tra gli amici scoppiano battutine di invidia. O ancora “Lavoro, ho uno stipendio, vivo a casa dei miei genitori e ho abbastanza soldi da parte per potermi permettere di regalare una Vuitton alla mia migliore amica e un bel giubbotto al mio fidanzato” e anche qui, tra gli amici presenti, scoppiano risatine di invidia. Anche i ragazzi dunque, almeno la maggior parte, avvertono la crisi: c’è chi non ha i soldi e non vuole chiederli alla famiglia, o chi pur lavorando preferisce risparmiare in vista del nuovo anno. Poi c’è sempre l’eccezione, come gli ultimi due ragazzi intervistati che però, ammettono “Siamo solo un po’ più fortunati di altri, sappiamo che molti stentano ad arrivare alla fine del mese ma finché possiamo spendiamo, poi se vedrà”.

Commenti  

 
#3 beppe75 2011-12-19 01:06
la cosa drammatica e che il nostro destino,la nostra dignità,la nostra serenità,ma sopratutto la prospettiva futura e nelle mani ed è compromessa da politici,massoni,banchieri e gente senza pudore che di noi ne ha fatto uno straccio un oggetto da sfruttare a più non posso.Ma i nostri figli quale futuro hanno?.Quotidianamente padri e madri di famiglia che sono la speranza dei figli vengono licenziati, sempre più aziende chiudono i battenti,il potere economico delle famiglie e sempre più ridotto,i servizi pubblici fanno sempre più schifo,le tasse aumentano ed i costi sono sempre più cari e tutto per tenere in piedi l'euro e l'economia delle banche.Qui la cosa diventa sempre più drammatica e chi deve stringere la cinghia siamo sempre e solo noi e chi ha mangiato a sbafo continua ad ingozzarsi
VERGOGNOSO E MONTIGNOSO
 
 
#2 beppe75 2011-12-19 01:06
la cosa drammatica e che il nostro destino,la nostra dignità,la nostra serenità,ma sopratutto la prospettiva futura e nelle mani ed è compromessa da politici,massoni,banchieri e gente senza pudore che di noi ne ha fatto uno straccio un oggetto da sfruttare a più non posso.Ma i nostri figli quale futuro hanno?.Quotidianamente padri e madri di famiglia che sono la speranza dei figli vengono licenziati, sempre più aziende chiudono i battenti,il potere economico delle famiglie e sempre più ridotto,i servizi pubblici fanno sempre più schifo,le tasse aumentano ed i costi sono sempre più cari e tutto per tenere in piedi l'euro e l'economia delle banche.Qui la cosa diventa sempre più drammatica e chi deve stringere la cinghia siamo sempre e solo noi e chi ha mangiato a sbafo continua ad ingozzarsi
VERGOGNOSO E MONTIGNOSO
 
 
#1 Anna 2011-12-18 12:49
Eee.... cari ragazzi,siamo nel bel mezzo o meglio non si capisce se è un dopo guerra o in piena guerra.Semplicemente perchè la crisi equivale a una guerra c'è chi si arricchisce e c'è chi si impoverisce.Questa politica durata quasi vent'anni ci ha portato a cinquant'anni indietro.Pensate in una famiglia il più furbo ha la meglio sulla persona più sensibile, più debole.Per non parlare delle conseguenze in materia di salute.Va a finire che quella persona sarà più predisposta ad avere problemi di malattie e quant'altro.Cosi'è la situazione italiana in questo momento.Perciò non si può dire poi si vedra. Ma bisogna affrontare tutto di petto. Ribellarsi con ogni mezzo studiare quale potrebbe essere la via d'uscita.Impegnarsi politicamente.Al nord Italia stanno raccogliendo le firme per far pagare a Berlusconi tutte le gradi opere che ha finanziato e poi non ha portato a termine. E quindi soldi sprecati....qui da noi non si sa niente per esempio, e ci fanno credere che tutto va bene.Milano grande metropoli di una volta,' la gente è gravemente colpita dalla depressione.Io sono stata a Milano un paia di anni fa quando c'era la Moratti come sindaco e vi garantisco che oltre a vedere tutti i negozi chiusi(negozi di alta moda)ho visto negli occhi della gente tanta insofferenza. C'era un freddo da paura,ma la gente andava in giro con le scarpe tipo ballerina.E poi mi facevano rabbrividire i ragazzini di 15 16 anni a fare i mimi per guadagnarsi qualche soldo.Ecco dove il berlusconismo ci ha potato.Bisogna intervenire capendo bene quale potrebbe essere la vera medicina affidarsi a buoni medici......io fin'ora non ne ho visti.Il governo Monti almeno fino ad oggi non ha poi dato grandi risultati.................UN BACIO GRANDE DA ME CHE SONO UNA MAMMA!
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI