Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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RICICLO DEI RIFIUTI, SI COSTRUISCONO PONTI

ponte riciclato

Il governo italiano (con tutti i disagi economici e finanziari che ne conseguiranno) ha stabilito che il Ponte sullo Stretto di Messina non si farà. Motivo? Un impatto ambientale devastante, secondo gli ambientalisti (e non solo) che si sono battuti per la bocciatura del progetto (così come i No Tav in Val Susa).

 

Ma se per un attimo il popolo italiano fosse in grado di guardare oltre lo spazio sotto il naso, oltre le congetture culturali, scoprirebbe probabilmente un nuovo modo di fare architettura ambientale. In Scozia, l’azienda gallese Vertech ha realizzato un ponte con rifiuti provenienti dalla plastica riciclata: 50 tonnellate trasformati in un’opera ingegneristica di tutto rispetto. E totalmente ‘green’, cioè ecologica.

Il ponte, progettato dagli ingegneri della Rutgers university e dell’Università di Cardiff, è stato costruito altrove e trasportato in Scozia lungo il fiume Tweed, dove poi è stato assemblato in 4 giorni (q u a t t r o).

L’intero processo di costruzione dell’infrastruttura, in realtà, ha impiegato meno di due settimane.

L’utilizzo di materie riciclate aiuta a smaltire una gran quantità di rifiuti, non necessita di manutenzione regolare e non arrugginisce. In più: è riciclabile al 100%.

Ma nella Puglia che Innova (l’ispirazione citazionale deriva dallo slogan coniato dai rampolli ecologici di nostra immediata vicinanza regionale) a due passi da Casamassima – a Cellamareè arrivato l’ok all’impianto di compostaggio: la giunta comunale e il Comitato esecutivo dell’Ato Ba/5 (c’è anche Casamassima) hanno approvato il progetto preliminare per la realizzazione dell’impianto, a 1 km dal centro abitato. L’area individuata è per lo più di proprietà del Comune, ricade in zona agricola e non è sottoposta a vincoli paesaggistici e urbanistici.

L’impianto – in base a studi effettuati dalla Regione Puglia e dallo stesso Ato – lavorerà 160 tonnellate al giorno di rifiuti organici, attraverso la cui ‘digestione’ produrrà compost di qualità (concime naturale) e biogas da convertire in calore ed energia elettrica. Inoltre produrrà royalties (utili economici) al Comune di Cellamare.

Il costo complessivo dell’investimento pare sia di 24 milioni di euro, di cui 6 finanziati dalla Regione, il resto a carico del privato che realizzerà e gestirà l’impianto.

A Casamassima, circa una ventina di anni fa, sul tavolo dell’allora amministrazione (centrosinistra) arrivò un progetto per la realizzazione di un termovalorizzatore ma non se ne fece nulla. Il progetto fu proposto da una società americana con sede a Milano e avrebbe portato vantaggi economici e occupazionali.

A proposito di energie, il nostro settimanale farà un percorso conoscitivo in quelle alternative per comprenderne pro e contro e adoperando l’esperienza di esperti nel settore e di accademici che da anni studiano la materia.

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