Venerdì 14 Dicembre 2018
   
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CINQUECENTO PASTI AL GIORNO IN CINQUE SCUOLE CITTADINE

mensa scolastica

I bimbi casamassimesi sono tornati a pranzare a scuola. Ha preso il via lunedì 14 novembre, il servizio mensa, che permetterà a 500 alunni di 5 istituti cittadini di mangiare prima di far rientro a casa. La mensa, infatti, è attiva per le sezioni delle elementari Gianni Rodari e Guglielmo Marconi (in quest’ultima scuola i pasti saranno disponibili per una classe), ma anche per le sei classi dell’asilo don Lorenzo Milani, e per gran parte dei bimbi delle materne Carlo Collodi e Bruno Ciari. I genitori dei piccoli studenti che avessero bisogno di usufruire della mensa, e che non avessero ancora fatto domanda servendosi dell'apposita modulistica, possono pertanto rivolgersi agli uffici dei servizi socio-culturali, in via Pacinotti, negli orari di apertura del municipio.

Da lunedì 14, dunque, i pasti consumati a scuola tornano ad accompagnare l’attività quotidiana degli alunni dei cinque istituti cittadini, come spiegato anche dalla responsabile dei servizi socio-culturali del nostro Comune, Margherita Diana. “Il servizio sarà curato dalla ‘Pastore srl’ – osserva a tal proposito Diana – la società alla quale da tempo sono affidati la preparazione e il trasporto a scuola delle pietanze. La ditta casamassimese, infatti, cucina i pasti nei suoi locali e poi, in brevissimo tempo, li trasporta ancora caldi all’interno delle strutture scolastiche dove vengono consumati. L’intero processo di preparazione, divisione e trasporto dei cibi viene effettuato nel rispetto delle norme igienico-sanitarie previste dalla legge, e questo a garanzia della tutela di tutti i nostri bambini”.

Ma come avviene la scelta del menù che ogni giorno viene proposto agli alunni? “È un nutrizionista incaricato dall’Asl – continua Margherita Diana – a scegliere di giorno in giorno cosa far mangiare ai piccoli commensali. Settimanalmente, oltre a non far mancare ai pasti il giusto apporto di proteine e carboidrati, si cerca di inserire nel menù la giusta quantità di verdure e ortaggi. Anche se a volte questi ultimi non risultano particolarmente graditi ai palati dei fanciulli, la loro presenza a tavola non manca mai, proprio perché gli esperti in materia ritengono sia molto importante dare ai bimbi una corretta educazione alimentare. La ditta che prepara i piatti, dal canto suo, non fa altro che seguire le indicazioni che le arrivano dall’incaricato dell’Asl, cucinando quei cibi che le vengono richiesti”.

Ma quanto costa il servizio alle famiglie? “L’importo da versare per usufruire della mensa – spiega ancora Diana – è determinato in base alla dichiarazione Isee (indicatore della situazione economica equivalente, ndr), e varia da un minimo di 33 euro per 22 pasti, a un massimo di 77 euro, sempre per 22 pasti. Un singolo pranzo invece, ancora secondo i criteri Isee, può costare da 1,50 a 3,50 euro”. Chi avesse bisogno di ulteriori informazioni a riguardo, può contattare gli uffici dei servizi socio-culturali del Comune.

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