Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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CENSIMENTO, OCCHIO ALLE SANZIONI. RISPONDERE E' OBBLIGO

istat censimento

Qualche settimana fa davamo notizia che il Comune di Casamassima aveva attivato la procedura di reclutamento di addetti al censimento 2011; ora i casamassimesi avranno ricevuto (o stanno ancora ricevendo in qualche caso) i moduli da compilare il cui scopo è quello di fotografare per la 15° volta la situazione demografica in Italia. Il primo censimento infatti, fu svolto nel 1861, subito dopo l’unificazione delle regioni in unico stato; giovane, con maggioranza di uomini e famiglie numerose (e con spazi abitativi molto più ampi degli attuali) era il profilo di quella Italia.

Il parallelo tra allora e oggi fa emergere l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle donne: nel 1861 i bambini erano il 13% della popolazione, 140 anni dopo, nel 2001, erano il 4,6%; mentre gli over 75 risultarono dal 1° censimento l’1%, nel 2001 l’8,4%; i componenti medi della famiglia nel 1861 erano il 4,7%, nel 2001 il 2,6%. Infine la densità di popolazione: allora era di 87 abitanti per chilometro quadrato, nel 2001 era cresciuta a 192; donne: su 57 milioni di residenti – sempre nel 2001 – risultavano rappresentare il 52%.

È scattata l’ora X dunque: i cittadini sono chiamati all’obbligo di fornire informazioni relative a stato di famiglia come quantità di cellulari in possesso, come la tipologia di abitazione etc. Una nuova mappatura completa delle abitudini degli italiani per capire in che direzione stiamo viaggiando. Tutti dati che l’Istat rielaborerà e che diffonderà a partire da marzo 2012. Chi ha ricevuto il questionario può decidere di utilizzare il modulo cartaceo oppure collegarsi al sito Istat dedicato: da ieri, infatti, è possibile collegarsi online e rispondere alle domande senza carta e penna ma direttamente dal proprio computer. Ma attenzione: proprio ieri, a causa dell’enorme quantità di contatti (circa 500mila) il sistema è andato in tilt rallentando o non risultando disponibile. L’Istat avverte: è possibile consegnare entro il 21 novembre, non c’è fretta. Intanto gli operatori stanno lavorando per ripristinare il sistema.

Ma la domanda nasce spontanea: rispondere al questionario, e quindi partecipare al censimento, è obbligo di legge (decreto legislativo del 1989 n. 322) pena sanzione amministrativa che va da un minimo di 206 euro a un massimo di 2065 per i privati, da 500 a 5mila per le aziende: sarà per questo che è scattata la ‘corsa alla partecipazione’?

Intanto ricordiamo che una volta compilato, il questionario può essere consegnato presso qualsiasi ufficio postale oppure presso i centri di raccolta. Per sapere quali e dove sono si può contattare il numero verde 800-069701; per gli avvezzi a internet le informazioni sono sul sito Istat.

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