Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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ABOLITO IL CERTIFICATO MEDICO. DA OGGI AUMENTA L’IVA

aumenti

Gli effetti delle manovre del governo cominciano a entrare nel vivo. Tra le variazioni (rispetto al passato) due le novità con cui i cittadini, nella vita quotidiana, hanno cominciato, da questa settimana, a “scontrarsi”.

Da mercoledì scorso niente più certificato rosa per giustificare l’assenza per malattia dal posto di lavoro. Così come per i dipendenti pubblici, anche per i lavoratori privati la “vecchia carta” è sostituita dall’informatica.

Come funziona? I medici di base sono tenuti all’invio telematico del certificato all’Inps che a sua volta fornisce ricevuta, un numero di protocollo utile per lavoratore e datore di lavoro per verificare online le certificazioni dell’Inps stesso.

Il provvedimento rientra in quella rivoluzione digitale voluta dal ministro Brunetta e sottoscritta anche dal ministro Sacconi. La rivoluzione coinvolge 17,5milioni di lavoratori – tra statali e privati – non più costretti a spendere 7,5 euro per spedire le due raccomandate entro i due giorni successivi a quello di inizio della malattia. Il rinnovamento riguarda anche 200mila medici e 5 milioni di aziende.

Se da un lato la novità è sostanzialmente positiva, non si può certo dire che i consumi – da oggi – saranno favoriti con qualche provvedimento similare. Scatta infatti l’atteso aumento dell’Iva, quel +1% (da 20% a 21%) che ha fatto balletto per tutta la calda estate, tra tira e molla della maggioranza e il beneplacito di Confindustria. Contrari si erano dimostrati invece i sindacati e i consumatori, ma tant’è: la manovra ha goduto della fiducia al Senato e alla Camera e da oggi è guerra sui prezzi (con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale il provvedimento è immediatamente valido, i registratori di cassa e il software per l’emissione delle fatture dovranno dunque venire aggiornati). Le cifre su cui si ragiona sono considerevoli: il gettito complessivo atteso è di 700 milioni quest’anno e di 4,2 miliardi per il 2012 e gli anni successivi.

Cosa si salva dall’aumento. Sono esclusi tutti i beni alimentari più comuni, l’istruzione, le bollette della luce e del gas (fino a 480 metri cubi; oltre l’aliquota sale al 21%), gli spettacoli (teatro, cinema e stadio), l’attività di bar e ristoranti. I rincari di questi ultimi, tuttavia, saranno regolati “autonomamente”: l’Iva sulle consumazioni al bar o al ristorante rimane invariata, sale però l’aliquota sul caffè-materia prima.

Cosa aumenta. La nuova aliquota scatta su calzature, abbigliamento, elettrodomestici (frigoriferi, tv, lavatrici etc.) automobili, moto e scooter, telefonini, apparecchiature elettroniche, prodotti per la casa.

In aumento anche le prestazioni professionali (avvocati, architetti, ingegneri etc.) e i servizi forniti dagli artigiani (idraulici, meccanici, parrucchieri etc.).

Ma la stangata maggiore per le tasche degli italiani potrebbe arrivare dalla benzina – già a livelli altissimi – e dai trasporti, considerato che la stragrande maggioranza delle merci si sposta su gomma.

Commenti  

 
#1 per la verità 2011-09-17 18:06
chissà che non si cominci a prendere la bici!!!!!!
 

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