Mercoledì 19 Dicembre 2018
   
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SBARCO ALBANESI, IL CONTRIBUTO DI DON NICOLA

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Spostando l’asse temporale indietro di un ventennio assume grande enfasi per tutti gli abitanti della “Terra di Bari” la rievocazione di un evento accaduto esattamente venti anni fa, l’8 agosto del 1991: lo sbarco nel porto di Bari di una nave, la Vlora, un vecchio bastimento in riparazione contenente per l’occasione ben 11mila persone di nazionalità albanese che intraprendevano un “viaggio della speranza” finalizzato alla ricerca disperata di un riscatto sociale e di un futuro migliore, in Puglia come nell’intera Italia.

La vicenda legata all’arrivo nel barese di quel carico disumano di albanesi assunse all’epoca connotazioni drammatiche data la sua entità e data soprattutto l’incredulità dei cittadini costretti da un giorno all’altro a dover far fronte ad un evento inimmaginabile e inarrestabile.

Per Casamassima assume grande valenza il ricordo di quei giorni poiché finalizzato a sottolineare l’impegno con il quale i suoi abitanti hanno contribuito nel cercare di fronteggiare la situazione di emergenza che si stava verificando. Una delle figure che maggiormente ha sostenuto la causa albanese e spinto all’intervento in aiuto dei profughi è stato don Nicola Ludovico.

Grazie a un colloquio informale svoltosi con animatori, educatori e sacerdoti vicini al parroco recentemente scomparso e alle testimonianze raccolte, si è potuta constatare la partecipazione attiva di don Nicola alla problematica degli albanesi sbarcati a Bari.

A quanto pare non appena sorse l’esigenza di accogliere i profughi don Nicola si adoperò affinché ciò avesse luogo nonostante essi giungessero da una nazione sulla quale gravava il peso di molti pregiudizi. Il parroco era dotato di un modo di fare fuori dal comune: non aspettava fossero gli altri a mobilitarsi prima di lui ma agiva da subito e in prima persona. Divenne presto fautore di un’accoglienza definita “senza se e senza ma”. Egli mise a disposizione la canonica in cui viveva e vi ospitò per diversi anni due giovani albanesi che appena giunti in Italia avevano meno di trent’anni e che provenivano dallo Stadio della Vittoria, il centro nevralgico dell’accoglienza dei profughi prima del loro successivo smistamento in tutta la provincia barese.

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Don Nicola istaurò da subito un legame molto profondo con i due ragazzi. Si prodigò affinché si inserissero a pieno titolo nel nuovo contesto, tanto italiano quanto casamassimese, anche se non ha mai chiesto o preteso che mettessero da parte la loro identità. Cercò di basare il rapporto di convivenza con entrambi su valori quali il rispetto e la fiducia: rispetto per la dignità personale, per le tradizioni albanesi differenti da quelle italiane, per il bagaglio di esperienze di cui si facevano portatori i due giovani, dei loro tempi d’inserimento e fiducia incondizionata verso persone con le quali ormai, condividendovi la casa, il parroco condivideva anche quanto di più intimo e riservato ci sia nella vita di chiunque.

Quando giunsero in Italia, entrambi i ragazzi erano musulmani. Successivamente, mentre uno dei due, Mohamed (detto “Med”) continuò a professare la religione musulmana, l’altro, Ilir, decise per sua volontà di convertirsi al Cristianesimo al termine di un lungo percorso formativo avviato assieme allo stesso don Nicola e chiese di godere del dono del Battesimo nonostante l’età adulta grazie al quale ricevette il nome cristiano di Francesco.

Oggi ciascuno dei due albanesi ha preso la sua strada, Mohamed è rimasto molto legato alla comunità e soprattutto all’Istituto che si è preso cura di lui per anni, tant’è che tuttora vive a Casamassima assieme alla famiglia che ha creato, mentre Francesco è andato a vivere nel Nord Italia.

Ma don Nicola non si limitò solo ad accogliere bensì si recò personalmente in Albania per poter conoscere le famiglie dei due ragazzi presi in seno alla comunità casamassimese. In tal modo poté certamente toccare con mano la realtà albanese fatta di povertà e di stenti. Il parroco inoltre rimase legato a tutti gli albanesi stabilitisi a Casamassima. Così come tanti altri parroci pugliesi è intervenuto in aiuto dei profughi attraverso la Caritas Diocesana provvedendo a fornire agli albanesi beni di prima necessità e vestiario. Ha anche sensibilizzato tutta la comunità parrocchiale a farsi carico del problema legato allo sbarco degli albanesi e sollecitato la stessa a tradurre in pratica i dettami legati all’aspetto caritativo della Chiesa chiedendo che gli albanesi fossero sistemati in varie strutture.

Ha sempre cercato negli anni del suo mandato di risvegliare la comunità casamassimese da quella sorta di torpore nella quale risultava adagiata chiedendo, data la portata della vicenda, un gesto comunitario che gli abitanti di Casamassima hanno accolto sposando attivamente la causa attraverso le offerte domenicali della Santa messa e le questue, ovvero le pratiche legate alla raccolta di beni di porta in porta. Don Nicola voleva che la sua comunità, che amava chiamare “mia carovana in cammino”, fosse caritatevole. Peraltro il santo patrono di Casamassima risulta essere proprio San Rocco, il santo ispiratosi alla carità.

Don Nicola è stato per molti l’emblema della novità, del rinnovamento continuo di Casamassima. L’amore per il suo popolo ha sempre spinto il parroco, nella vicenda albanese come in molte altre vicende che hanno caratterizzato l’ultimo quarantennio della realtà casamassimese, a trarre spunto dalle vicende narrate nel Vangelo per riprodurle nella vita di tutti i giorni e per rispondere alle sfide che ci pone la contemporaneità. Sforzandosi di divenire icona vivente dei valori cristiani ha generato partecipazione e creato aggregazione. È stato per molti “un prete fatto popolo”.

Commenti  

 
#33 Filomena 2011-08-30 17:09
Grazie Don Nicola rimarrai sempre nei nostri cuori
 
 
#32 Franco Fiammante 2011-08-30 13:49
Grande Mimmo!!! Il problema e' che poca gente interviene in questi forum quando si tratta di elogiare le opere positive delle persone, e' piu' facile criticare perché e' nell'indole di alcuni casamassimesi.
Carl V. appartiene a questa categoria.
 
 
#31 redazione. 2011-08-30 11:51
Gentile Mimmo Verna,
non ci risultano altri commenti a suo nome nei server.
Grazie per l'intervento.
 
 
#30 Mimmo Verna 2011-08-29 20:38
Ormai è chiaro anzi chiarissimo la redazione decide quale linea seguire nei forum, altro che libertà d'informazione.
Considerando che questo è il mio secondo intervento in questo forum poichè il primo è stato placidamente cestinato.
L'importante è gettare fango su Don Nicola ad opera di persone che non hanno il coraggio nemmeno di firmarsi con il loro nome,però riescono nel loro intento ovvero di infangare la memoria del caro ed amatissimo Don Nicola e poco importa se utilizzando pseudonimi tanto si verrà pubblicati.
Rinnovo il mio sdegno VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA a tutti coloro che gettano fango nascondendosi qui dentro abbiano almeno il coraggio di firmarsi visto che tanto la faccia la tengono ben nascosta.
 
 
#29 Carl Vaernet 2011-08-27 09:05
Caro "Lui"; ci sono stati tanti Carl Vaernet al mondo e ti consiglierei di soffermarti non solo su quello più tristemente...famoso...Cerca anche gli altri...:D
 
 
#28 Lui 2011-08-26 19:56
Gentile Redazione,
persone che si danno nomi come Carl Vaernet dovrebbero essere tenute fuori da questo sito o invitate a cambiare pseudonimo, visto il chiaro riferimento a cui questo si ispira. Vi invito a fare in ricerca sul personaggio storico di Carl Vaernet. Saluti
 
 
#27 Franco Fiammante 2011-08-26 17:19
 
#1 Carl Vaernet 2011-08-09 10:48
E per molti altri un prete bolscevico. Questo e' sparlare delle persone defunte!! O pensi di essere autorizzato a farlo solo tu? So leggere e capire bene. Forse il nazismo e l'omosessualità sono pensieri che circolano spesso nella tua testa. Non parlare di anonimato, non sei nella posizione di poter dispensare consigli. Ma non voglio continuare ad accanirmi sulla tua coerenza, piuttosto mi piacerebbe condividere il pensiero di Antonio. Il crocefisso attuale della chiesa e' di gran lunga piu' glorioso di quello precedente, e il concetto che Don Nicola voleva trasmettere a tutti noi era proprio quello di abbandonare la tristezza per incamminarsi verso la gioia, lasciare il buio per la luce (come potrai notare ora la chiesa e' molto piu' luminosa di prima). La chiesa e' anche opera di casamassimesi che con impegno e devozione hanno collaborato alla realizzazione di essa, disprezzandola, ne disprezzi anche il loro operato. Quindi caro Carlo, don Nicola aveva un concetto visionario di quella che dovrebbe essere la fede, ben distante da quello che molti di voi ha, radicato ancora sull'effimero e sul materialismo. Ascolta Antonio che potrebbe insegnarti molte cose!!
 
 
 
#26 Antonio Santorsola 2011-08-24 09:01
E' chiaro che qui si parla o si sparla per risentimento personale... l'obiettività è consona a chi riesce a non serbare rancore. Ci vorrebbero degli esperti per una analisi dettagliata dei lavori. Bisognerebbe farne un libretto divulgativo sulla chiesa madre con il parere della sopraintendenza e di gente che ne capisce davvero. Vorrei spendere una parola per l'attuale crocifisso, è uno dei più belli che si vedono in giro, di grande valore simbolico ed artistico. Vi invito a leggere le informazioni sull'attuale crocifisso a questo link : fidesetforma.blogspot.com/2009/05/il-crocifisso-glorioso-di-mt-ferrari.html#/architettura-sacra-tradizionale-/
 
 
#25 @ Franco Fiammante 2011-08-23 11:09
rileggiti un po tutto.. ma sai almeno leggere e comprendere?
Per quanto riguarda invece karl vaernet ribadisco che apprezzo il tuo coraggio ma questo viene sminuito dal tuo anonimato. Parlare dei defunti nascondendosi dietro l'anonimato non è bello e poi la scelta di questi nik che riesumano il ricordo dei dottori nazzisti che hanno fatto esperimenti su omossessuali fa capire la tua forma mentis. Non mi piace tutta la macedonia. Oltretutto ti consiglio ancora una volta di non continuare su questa strada perchè il tuo cognome è in vista e potrebbe in qualche modo compromettere il percorso politico di tuo padre che siede tra gli scragni e che è oltretutto una persona stimata per il suo coraggio nel dire quel che pensa senza mai nascondersi. Prendi esempio da lui.
 
 
#24 un cardinale amico 2011-08-21 13:42
caro/a carl vaernet, se vuoi ci possiamo incontrare ne parliamo di persona dico al mio segratario di fissare un giorno un'incontro.
 
 
#23 Franco Fiammante 2011-08-21 10:14
Io gettare fango sulle persone defunte? Critichi me per le cose che fai tu! Ma fammi il piacere! Volti la frittata a tuo piacere, e mi parli di anonimato? Carl Vaernet non e' anonimato? Hai detto 3 cose e ti sei contraddetto per 4. La soluzione per molti di voi sarebbe il cambio di religione, così voi trovereste la coerenza e noi troveremmo la pace.
 
 
#22 giovanni 2011-08-21 09:26
e si scappate perfavore almeno non sentiamo più queste oscenità
 
 
#21 giovanni 2011-08-21 09:25
ma andate a zappare la terra invece di insultare le persone
 
 
#20 Carl Vaernet 2011-08-20 21:24
Non so a chi vi riferiate con il vostro tiro. In ogni caso morta o viva che sia una persona, se ha fatto porcherie, non si tratta di gettarle fango addosso, ma di criticarla come invece non si è fatto. La piazzetta di Padre Pio dite? Per quanto mi riguarda poco mi importa della piazzetta di Padre Pio; non è un luogo storico, ma non per questo non va preservato. Ben vengano le osservazioni, ma non gli stupri architettonici dei templi di Dio!
 
 
#19 Pour Parler 2011-08-20 15:54
Non si deve cadere in questioni di ordine estetico perchè poi il giudizio è soggettivo. A me, ad esempio, piace molto la chiesa per come è stata restaurata come pure la piazzetta di San Pio che a sproposito è stata tirata in ballo.
La questione messa in discussione è di diversa natura. Si denuncia uno scempio storico e non tanto estetico. Non conosco bene Casamassima ed infatti non riesco a cogliere il malessere denunciato dal dottore.. come invece colgo quello che mi genera un edificio antistante casa mia che mi toglie la vista. Per la cronaca quello circolare in Via Bari. Orrendo. Ma questo è solo un mio giudizio. Diverso sarebbe se l'edificio stesso fosse anche abusivo allora ci sarebbero fatti concreti per disprezzare oggettivamente il progettista. Non so se sono stata chiara?
 
 
#18 Franco Fiammante 2011-08-20 14:50
Perniola abbelliva la chiesa con i trofei di caccia, visto che da buon cristiano era anche appassionato a questa disciplina. Chi e' senza peccato scagli la prima pietra! Giuseppe, meglio 2 albanesi che stare a guardare come hanno fatto molti. Ricorda che fu chiesto anche alle famiglie di ospitare, e nessuno ha accettato!! E tu dov'eri??
 
 
#17 @ Carl Vaernet 2011-08-18 12:30
Mi congratulo per il suo coraggio ma non crede che potrebbe fare ammeno di assumere l' identita di molti dottori nazzisti. Adesso, poi, potrebbe mettere in cattiva luce suo padre che è particolarmente in vista in questo momento politico. Se assumesse la sua vera identità le porterei più rispetto. L'anonimato è ammirevole solo quando si rinuncia a dei meriti e non quando si getta fango su persone che oltretutto sono defunte. Le cose si devono vivere da vicino prima di giudicarle.
 
 
#16 Franco Fiammante 2011-08-17 21:36
Caro Carl,
ci sono ben altri scempi in questo paese deturpato dalle false moralità dietro cui ti nascondi. Perchè non ti accanisci su quel macellaio che ha realizzato la piazzetta di P. Pio in via Bari? Con tutto il rispetto per Santo, penso che in quel luogo si dovrebbero celebrare momenti di preghiera in suo onore, invece con quei baldacchini funerei portaceri, sembra di essere in un cimitero. Complimenti al realizzatore di tale opera perchè ha sfoggiato tutta la sua competenza architettonica. Prova ad allargare gli orizzonti e ad uscire il naso critico fuori dalle mura della Chiesa, sicuramente ne troverai di scempi!!!!! Ciao
 
 
#15 Carl Vaernet 2011-08-16 12:36
Mio caro judenkardinal, forse non hai ben chiaro cosa significhi "restauro". In ogni caso non credo che un cardinale (che sembra molto casamassimese) gradirebbe sapere che la casa del Signore sia stata depauperata da un parroco col grembiulino che si permette di maltrattare chiunque non gli vada a genio. In ogni caso, io mi chiederei se foste così d'accordo se si rimaneggiasse in questo modo la Basilica di S.Pietro.
 
 
#14 Carl Vaernet 2011-08-16 12:33
Scusa Antonio, io non ho detto che la Chiesa deve essere data ai fedeli; io ho detto che i fedeli del quartiere la tenevano pulita e la aprivano nei giorni preposti per far celebrare messa e santificare le giuste feste. Lui ha preteso le chiavi e da ora la chiesa versa in quello stato. Poi ti dico Antonio, visto che di Fisica te ne intendi: l'organo su cosa poggiava? Sul nulla? Allora non doveva avere massa mi pare, oppure essere aria. Mi pare che ci fosse un cantorio in pietra a reggere l'organo bè quello poteva essere lasciato, non ti pare? Ed il pulpito? Ed il crocefisso di Rollo, più adatto ed austero per una chiesa neoromanica sostituito da una ciofeca che appartiene ad una cultura non nostra. Il dovere del parroco pro-tempore è comunque mantenere ed amministrare al meglio i beni materiali della chiesa nel loco, non far si che il tempo e il vandalismo ne facciano rovina!
 

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