Martedì 18 Dicembre 2018
   
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SAGRA DEL VINO, SI CHIUDE CON LA POLEMICA

sagra_tavola rotonda

Una polemica sui ritardi meridionali, su questa specie di abitudine di rilassarsi troppo, chiude la 7° edizione della Sagra del vino. Ma è una polemica che, tutto sommato, fa bene, perché denota circolarità di pensiero, partecipazione del pubblico alle iniziative e desiderio ardente di manifestare la propria identità. Il tutto in linea con la nostra mission: dare voce ai cittadini.

Ieri sera, al di là dei ritardi, però, il pubblico ha gremito piazza S. Croce regalando momenti senz’altro unici. La tavola rotonda sul turismo, prevista prima del concerto dei Maltesi, ha visto la partecipazione degli ospiti attesi; il sindaco Mimmo Birardi, nel ricordare di voler continuare a puntare sulla valorizzazione del centro storico, ha regalato uno spaccato di memoria culturale ai presenti raccontando la leggenda della madonna col mantello azzurro che salvò Casamassima dalla peste: il colore azzurro poi sarebbe diventato il colore ufficiale delle pareti delle abitazioni (l’analogia è intuibile).

Interessanti sono stati tutti gli interventi proposti. Se l’obiettivo era quello di mettere in rete persone, esperienze e saperi, il risultato può definirsi ottimale: il tavolo tecnico sarà riproposto a Rutigliano, sede del Gal Sudest barese, con il quale si continuerà a sensibilizzare e comunicare la necessità di mettersi insieme, di costruire un cerchio di collaborazioni e di conoscenze, perché da soli si sta come le foglie nel deserto.

La presenza del senatore Antonio Coppi, benché il clima sia un po’ avverso ai politici, è giunta a dare man forte a Casamassima, visto che lo stesso è sub commissario al CRA (Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura), al quale fanno capo 3400 operatori di cui 1600 ricercatori, con 48 strutture sparse in tutta Italia. Il compito dell’ex senatore è di tutto rispetto, “consiste nell’indirizzare la ricerca riguardo ai problemi in agricoltura”. Ai nostri microfoni aveva dichiarato: “Spero di dare un impulso nuovo ai ricercatori, tenendo conto delle esigenze del mercato, mettendo a confronto da una parte i ricercatori, dall’altra gli imprenditori. Mi batterò per migliorare i prodotti che vengono usati in agricoltura per i vari trattamenti. Dobbiamo mettere un freno alle tanti morti per cancro che colpiscono gli abitanti delle nostre zone”. E ieri sera il senatore ha ribadito la volontà di volersi prendere cura anche di Casamassima, e noi monitoreremo la sua attività.

Simone Pinto, ex sindaco di Castellana-Grotte – cittadina la cui economia si fonda sull’agricoltura e la manifattura, e che ha scoperto solo in epoca moderna la vocazione turistica grazie alle note Grotte di Castellana – ha sottolineato l’importanza, per le amministrazioni pubbliche, della lungimiranza e della creatività: “è necessario non fossilizzarsi e dare nulla per scontato. Una cittadina come Castellana deve poter capitalizzare la risorsa naturale/turistica per rilanciare l’economia del territorio, e questa passa per le origini. Essenziale diventa però essere parte di un sistema, un pezzo della catena che deve coinvolgere più realtà locali, così che non si vada allo sbaraglio ma si abbia una visione comune”.

E così il presidente del Gal sudest barese, Pasquale Redavid, ha sottolineato proprio l’aspetto della rete, della esigenza, oggi, di non sparare nel mucchio iniziative ma di ottimizzare quello che il territorio offre attraverso una concertazione: una sorta di accordo per rendere continuativa l’attrazione turistica nei centri urbani passando per il coordinamento delle iniziative. In effetti la nostra sollecitazione era andata proprio in quel senso: nell’arco di 2-3 giorni abbiamo assistito a un sovraffollamento di eventi per cui è mancato il coordinamento a livelli imbarazzanti: se ad Acquaviva delle Fonti si svolgeva la sagra della cipolla, a Santeramo in Colle era in corso la sagra dei sapori di Murgia, a Castellana-Grotte veniva proposta la rassegna gastronomica con percorso di degustazione di vini nelle Grotte, giusto per citarne alcuni.

Tutti questi eventi, che rendono attrattivo un territorio per i turisti stranieri, come per quelli extracomunali, sono a tutti gli effetti strumenti di marketing territoriale, che se inseriti in una opportuna strategia di promozione possono rilanciare un’area favorendo sviluppo economico e nascita di posti di lavoro, da inserire in quell’industria culturale che tanto fa fatica a essere riconosciuta fattore di economia.

La Puglia negli ultimi 2-3 anni ha visto crescere la domanda turistica, ma andando a scandagliare i dati reali di incoming abbiamo scoperto che questa crescita riguarda prevalentemente il Salento e una parte del Gargano; la “Terra di mezzo”, come ebbi modo di definirla un po’ di anni fa, che riguarda la Murgia barese (da nord a sud), rimane indietro in fatto di capacità ricettiva e di produzione di offerta: il mare non può essere determinante per una zona dell’entroterra, sicché si dovrebbe puntare sulla enogastronomia, sulla cultura e sui percorsi itineranti storico-federiciani. Ma le amministrazioni pugliesi ora hanno anche lo strumento dell’albergo diffuso, sarà meglio che insieme ai bandi di finanziamento regionali (e non) si diano da fare per costruire un’identità del territorio che deve passare per la creatività, le competenze e la stessa memoria storica dei luoghi e dell’humus: dei genius loci, in sostanza.

Quello che serve è sotto il naso: i giovani dovrebbero credere di meno alle chiacchiere che scorrono a fiumi e impegnarsi a capire cosa accade davvero intorno a loro, al di là degli scandali. La conoscenza è potere, ma se si spera che la conoscenza arrivi per trasmissione virale come l’influenza si è proprio fuori dalla realtà: la conoscenza si deve fabbricare, occorre andare a cercarsi i mattoni.

Ieri sera molti hanno perso l’occasione di capire come funzionano i bandi del Gal sudest barese (attualmente in corso), hanno perso l’occasione per sapere, chiedere, relazionarsi con chi poteva dare risposte alle domande. Ci sono soldi a disposizione, perché non chiederli?

Noi, per spirito di servizio e di informazione, interrogheremo i referenti del consorzio e approfondiremo; chi volesse unirsi alla nostra indagine può segnalarci domande e noi ci faremo ambasciatori. Intanto invitiamo a consultare il sito www.galseb.it e a scriverci a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

La 7° sagra del vino, organizzata dall'associazione Tradizioni Puglia, di Nico Pastore, in ogni caso è stata un successo.

Commenti  

 
#12 Valeria 2011-07-22 16:20
mi piacerebbe tanto che venga realizzato questo progetto e sopratutto che venga realizzato bene e non solo per far vedere che si fa qualcosa, come spesso accade a Casamassima. Una miriade di cose scopiazzate e risultati pressochè nulli. Cosa si potrebbe fare per garantire un ottimo risultato?
 
 
#11 Margherita 2011-07-22 13:04
non c'è dubbio che Casamassiama sia stata azzurra e non c'è dubbio che è un' usanza che dovrebbe essere ripristinata. Da molti anni se ne parla e son certo che esistino documenti che permetterebbero di ottenere il benestare della soprintendenza per la colorazione azzurra. La storia del mantello azzurro della madonna mi pare una cavolata di qualche sprovveduto. Cmq ci sono 3 studiosi che stanno conducendo delle ricerche in tal senso e a loro dire esistono dei documenti importantissimi che giustificherebbero il colore azzurro. Vedremo.
 
 
#10 Enza Di Palma 2011-07-22 12:35
Caro Antonio, vorrai dire "C'ERA" intonaco azzurro su S.Chiara. Dopo i lavori di "messa in sicurezza", il cui direttore mi pare essere l'ingegnere comunale, tutto l'intonaco della facciata nei pressi di via Farini e dopo l'angolo è stato scalpellato e buttato giù. Ora si vede la pietra viva. Come la mettiamo? Dov'è la soprintendenza dei beni culturali?
 
 
#9 micah 2011-07-22 09:36
se girate per il centro storico e trovate edifici abbandonati potete notare dei buchi dove si vede la stratificazione negli anni dell'intonaco che utilizzavano...più delle volte questi strati hanno variano di tonalità azzurro!!
 
 
#8 Antonio Santorsola 2011-07-22 08:36
... volevo segnalarvi un semplice indizio, mio padre ha 86 anni e ricorda che la sua scuola elementare, il complesso di Santa Chiara aveva le pareti celesti. Quindi, di sicuro tra il 1935 ed il 1940 il complesso di Santa Chiara era azzurro, e se non sbaglio lo è tutt'ora. Utilizzando al seguente link trovate una parte del muro visto con google maps : maps.google.it/maps?q=Casamassima&hl=it&ll=40.954319,16.920194&spn=0.001248,0.002411&sll=41.442726,12.392578&sspn=20.098543,39.506836&t=h&z=19&layer=c&cbll=40.954319,16.920194&panoid=hXaSW6e3GXn77SdKWTgJgQ&cbp=12,92.6,,0,5.21
 
 
#7 Enza Di Palma 2011-07-22 08:16
Quoto in tutto e per tutto Luna Pastore. Come pure le tettoie spioventi in legno o metallo..Sapete, viste le abbondanti nevicate qui a Casamassima..
 
 
#6 Antonio Santorsola 2011-07-22 07:16
Ho letto di una polemica sul definire Casamassima come paese azzurro. Anche se non si ritrovano documenti che attestino la colorazione azzurra delle case sarebbe sufficiente ispezionare l'intonaco delle vecchie costruzioni. Ad esempio, proprio alle spalle del complesso di Monacelle c'è una abitazione abbandonata, e la facciata, seppur tutta ammuffita, mi sembra proprio azzurra... Io credo che l'azzurro ci fosse già, prima che le facciate delle case fossero restaurate. E' necessaria un'inchiesta documentata prima di ristrutturare tutto il centro storico. E' sufficiente chiedere alle persone anziane ed ai vecchi muri! Sarebbero sufficienti semplici domande ed accurate analisi dell'intonaco. Anche se l'azzurro dovesse risalire solo al secolo scorso e non al medioevo ... il paese sarebbe comunque stato azzurro, e sarebbe carino se tale rimanesse. Se non ci sono documenti sul colore azzurro di Casamassima, è il caso di crearne dei nuovi, naturalmente veritieri, mediante una vera e propria indagine storica, sociale e "chimica".
Un saluto a tutto il Paese Azzurro .... spero :-) .
 
 
#5 Luna Pastore 2011-07-21 17:03
Allora concludiamo così: occorre che portino le loro prove e testimonianze sia chi sostiene la storicità e veridicità del colore azzurro per il borgo casamassimese e sia chi è fautore, sostenitore e promotore della splendida, pulita, rustica ed elegante "pietra a vista" che sta facendo assomigliare il nostro centro storico ad una sala ricevimenti di quart'ordine!!! P.S. E così mi son permessa una sottile polemica anche verso quei delinquenti che stanno rovinando le nostre splendide masserie pugliesi che in origine erano completamente intonacate in bianco o rosso al massimo ... LA PIETRA A VISTA LASCIAMOLA AL TRENTINO, grazie!!!
 
 
#4 conoscitore 2011-07-21 09:48
Gradirei sapere se esistono dei documenti da cui si desume l'origine dell'azzurro casamassimese o se si tratta di frivole intuizioni personali? Ricordo che la storia non è fatta di favole..tutto dev'essere documentato altrimenti si alimentano notizie fasulle..e quando poi escono dalla bocca delle istituzioni diventa più difficile stabile la verità anche perchè poi è inevitabile far fare brutte figure.
E' necessario conoscere la verita sulle cose perchè poi questa ci permette di fare le cose per bene e non improvvisate a tal punto da causare dei danni irreparabili. Prima di procedere è necessario condurre un attento studio e sopratutto serio.
 
 
#3 TIMIDO 2011-07-19 17:04
Carissima redazione bel lavoro.
UN bel complimento va anche a chi ha organizzato la sagra.
L'unica pecca è non aver ascoltato il responsabile del GAL, ma tutto sommato con lui ci parlo tutti i giorni.
Questa è la dimostrazione che quando si fa gioco di squadra le cose riescono bene.
Per il prossimo anno proporrei una maggiore pubblicizzazione, perchè nei dintorni in pochi erano a conoscenza dell'evento.
 
 
#2 redazione 2011-07-19 15:07
Risponde la redazione, visto che la tavola rotonda è stata organizzata da noi e le persone sedute a quel tavolo, ieri sera, erano nostri ospiti.
Se analizza la situazione, sig. Bari, si renderà conto che ognuno di loro portava un'esperienza, un sapere.
L'ass. alle Attività produttive al Comune di Casamassima, Gino Petroni, si è appena insediato: lasciamogli il tempo di cominciare a lavorare e proddure (appunto), poi interrogheremo anche lui. E senz'altro saremo lieti di sapere su cosa ha lavorato.
Il sindaco, avrà notato, ha portato solo il saluto. :-*
 
 
#1 bari 2011-07-19 14:01
a chi può darmi una risposta(alla redazione, alla proloco, all'organizzatore nico pastore), domando: ma l'assessore del caomune di casamassima alle attività produttive come mai non è stato invitato a questa tavola rotonda? dimenticanza o ................?
 

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