Lunedì 10 Dicembre 2018
   
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CASA DELLA SALUTE, A CASAMASSIMA RECORD DEL SUD

casa della salute

Il progetto della Casa della salute di via Libertà, una volta ultimato in tutti i suoi spazi, potrebbe presto – il condizionale in questo caso è d’obbligo – diventare realtà. A darne notizia è il sindaco Mimmo Birardi, che ha precisato come la Regione abbia già stanziato a questo proposito 1 milione 930 mila euro al fine di completare i lavori che consentiranno all’interno della struttura la realizzazione di un polo pediatrico e il completamento dell’area destinata ai medici di medicina generale. E se non ci saranno intoppi – come spiegato ancora dal primo cittadino – la Casa della salute potrebbe essere operativa con tutti i suoi servizi già entro la fine dell’anno.

Diventerebbe in questo caso realtà un progetto, quello appunto di questa innovativa struttura sanitaria, che tra rinvii, sospensioni di lavori e ristrettezze economiche – ecco perché in precedenza abbiamo detto che il condizionale è d’obbligo – si trascina ormai da anni. A tracciare un quadro della situazione a riguardo è Antonio Infantino, medico della medicina generale che da tempo segue l’iter legato alla Casa della salute. “Di Casa della salute a Casamassima – osserva proprio Infantino – si discute ormai da 10 anni. Allora non si parlava ancora in termini di Casa della salute, ma già si ipotizzava l’opportunità di riconvertire il ‘contenitore’ in dismissione da parte dell’ospedale Miulli in un polo sanitario territoriale in grado di offrire ai cittadini vari servizi, tra i quali quelli dell’assistenza primaria. Solo successivamente, nel 2006, il ministro Livia Turco ha identificato e approvato questa tipologia di strutture, che prevedono l’accentramento in sedi uniche di tutti i servizi socio-sanitari territoriali, attribuendo loro la denominazione di ‘Casa della salute’ e promuovendone la realizzazione sperimentale in alcune realtà nazionali fra cui, neanche a farlo apposta, Casamassima. È quindi nello stesso anno che l’Asl Bari, acquisito in comodato l’immobile di via Libertà dal Comune, ha avviato il progetto, ma è solo alla fine del 2008 che poi, finalmente, hanno avuto inizio gli interventi che hanno portato al trasferimento nella struttura di un punto di primo intervento territoriale, del 118, degli ambulatori specialistici, della radiologia, del consultorio familiare, della riabilitazione, degli sportelli amministrativi, della guardia medica (tutti servizi già attivi), senza dimenticare che nell’area trovano sede anche diverse associazioni di volontariato. Rispetto al progetto originario, però, mancano ancora i servizi fondamentali per poter identificare una Casa della salute, e cioè quelli della cosiddetta assistenza primaria, quali i medici di medicina generale, i pediatri ma anche l’Unità di degenza territoriale (detta anche ospedale di comunità o di distretto), vale a dire un piccolo reparto da 6-8 posti letto nel quale dare ricovero a quei pazienti che non necessitano, o non necessitano più, di cure ospedaliere, ma che ad ogni modo non possono essere curati a casa. Questa piccola unità, qualora dovesse entrare in funzione, sarebbe seguita dai medici della medicina generale e dagli specialisti impegnati all’interno della Casa della salute”.

“Proprio i medici di medicina generale locali, così come i pediatri di libera scelta – precisa ancora Infantino -andrebbero a lavorare nella struttura, qualora dovessero confermare la loro disponibilità data però due anni fa. Nel complesso, quindi, a operare nella Casa della salute di Casamassima sarebbero tutti  i 15 medici di famiglia, e i 3 pediatri di famiglia attualmente dislocati con i loro studi sul territorio comunale. E questo sarebbe, per numerosità, un record nazionale”.

“Ma i problemi non finiscono qui – asserisce ancora Infantino – perché relativamente ai medici di medicina generale (la cosa non riguarda i pediatri), che presso la Casa della salute dovrebbero garantire tutti insieme l’assistenza ai pazienti per 12 ore al giorno consecutive (e questo in base a un accordo con la Regione), bisognerà che la stessa Regione confermi lo stanziamento dei fondi necessari a sostenere questo maggior servizio, più ampio rispetto a quello fornito attualmente. Il milione e 930 mila euro stanziato da Regione e Asl Bari, infatti, va a finanziare solo le opere di completamento della struttura. In ogni caso – conclude Infantino – la Casa della salute di Casamassima sarebbe l’unica realtà di questo tipo esistente in tutto il centrosud della nostra penisola, perché le altre 5, peraltro già avviate, sono tutte al nord (Castiglione Fiorentino, Empoli e Pisa, in Toscana, Dogliani, in Piemonte, e Portomaggiore, in Emilia Romagna). Anche per questo, mi auguro che le opere per ultimarla comincino già da subito, dato che la ditta appaltatrice dei lavori di completamento ha ancora sei mesi di tempo, dalla riapertura del cantiere, per ultimare e consegnare la struttura”.

Commenti  

 
#4 Dr. Infantino 2011-07-01 08:06
Sarebbe opportuno Sig. !!!!!!!!!!!! che tanto per cominciare lei si informi meglio sulla storia e sul viatico della Casa della Salute di Casamassima cominciando dal suo embrione contenuto nel verbale della III Commissione Consiliare del 10/10/2001 epoca in cui io sono stato consigliere comunale. Per quanto ai meriti cui lei (e non io) fa riferimento, e che in ogni caso nulla hanno a che vedere con il dichiarare di aver seguito l'iter di qualcosa, senz'altro onore allo SPI-CIGL nazionale e al ministro Livia Turco cui va il merito di aver concretizzato a livello nazionale l'idea della Casa della Salute, così come onore al merito di chi ha concretamente avviato e sostenuto l'iter della Casa della Salute di Casamassima che non è solo il Sindaco De Tommaso come lei dice, ma anche il Dr. Pansini, il Dr. Lonardelli e il Dr. De Leonardis(rispettivamente Direttore Generale, Direttore Sanitario e Direttore di Distretto della ASL BA/5 nel 2006), e poi ancora l'Assessore Regionale alla Salute Prof. Tommaso Fiore (che ha reperito parte dei fondi), il Dr. Giovanni Busco (che ha sostenuto il progetto in consiglio comunale al tempo)e i Sig.ri Barletta e Scanni dello SPI-CGL pugliese. Per completezza e dovere di cronaca dovrei risalire anche a Raffaele Fitto, Per quanto al sottoscritto, chi è senz'altro più informato di lei, sa quale è stato nel tempo il mio piccolo contributo a fianco di tutte le persone fin qui citate, ma di questo non è il caso di parlarne perché mi dovrei dilungare oltremodo citando atti, lettere, articoli su giornali (si procuri la copia del Bando di marzo 2006), etc... che solo chi c'era può conoscere ... e lei non c'era! Cordialmente.
 
 
#3 battista luca 2011-06-17 20:20
Nicola Pansini, direttore generale della Asl Bari, e Gianfranco Lippolis, direttore amministrativo, si sono dimessi dal loro incarico a causa della poca attenzione della politica riguardo la gestione sanitaria. Pansini, irremovibile, ha spiegato nel dettaglio i motivi della sua decisione in una lettera, indirizzata al governatore Nichi Vendola e all’assessore Tommaso Fiore.

Sono i vertici della ASL DIMISSIONARI ,LA NOTIZIA INTERESSA DA VICINO LA CASA DELLA SALUTE.
 
 
#2 battista luca 2011-06-17 16:02
" relativamente ai medici di medicina generale (la cosa non riguarda i pediatri), che presso la Casa della salute dovrebbero garantire tutti insieme l’assistenza ai pazienti per 12 ore al giorno consecutive (e questo in base a un accordo con la Regione), bisognerà che la stessa Regione confermi lo stanziamento dei fondi necessari a sostenere questo maggior servizio, più ampio rispetto a quello fornito attualmente"

In pratica se ai medici di famiglia non vengono elargiti più soldi di quanto guadagnano ,l'accentramento dell'attività della medicina di base nella struttura ex "Miulli" potrebbe non partire.


" l’Unità di degenza territoriale (detta anche ospedale di comunità o di distretto), vale a dire un piccolo reparto da 6-8 posti letto nel quale dare ricovero a quei pazienti che non necessitano, o non necessitano più, di cure ospedaliere, ma che ad ogni modo non possono essere curati a casa."

In Puglia chiudono gli ospedali pubblici vero è che il nostro paese va in controtendenza a quanto accade a livello nazionale,mi chiedo con quali risorse finanziare un unità di degenza territoriale mentre la stessa regione per ripianare il debito della sanità taglia servizi,introduce una tassa di un euro per ogni prescrizione farmaceutica,aumenterà l'irpef reionale ecc?
 
 
#1 !!!!!!!!!!! 2011-06-17 14:07
sig.infantino non ha seguito l'iter casa salute a casamassima,ma bensì lo Spi cgil.sè casamassima si troverà la casa salute,ora per metà deve dire grazie allo Spi,ma cosa dice?vuole prendesi i mereti che non sono suoi,ex sindaco de tommaso si è dato da fare che con ex ministr livia turco e lo Spi ricade l'assegnazione casa salute,sè non e funzionante al 100% sappiamoil perchè.
 

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